Strasburgo, la Grande Isola

La Grande Isola di Strasburgo ( Grande Île in francese e Große Insel in tedesco) è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO nel 1988. Nonostante le devastazioni subite nel corso del secondo conflitto mondiale, il capoluogo dell’Alsazia ha mantenuto praticamente integri i suoi quartieri medievali, eretti nell’epoca di maggior fervore culturale della città e sviluppatisi intorno alle Piazze Gutenberg e Kléber, sull’Isola fra l’Ill e il Fossé du Faux Rempart.

Strasburgo è stata castrum romano, borgo medievale, capitale dell’Umanesimo rinascimentale e luogo simbolo della Comunità Europea; è stata ammirata, desiderata ma anche soggetta a contese durate per secoli. Tutte le vicissitudini storiche l’hanno portata ad integrarsi con il territorio francese senza perdere le sue peculiarità germaniche, divenendo in questo modo uno dei più interessanti modelli di amalgama culturale in Europa.
Sebbene l’Alsazia sia un territorio molto piccolo posto tra il Massiccio dei Vosgi e la valle del Reno, il suo possesso è stato motivo di infiniti dispute tra Francesi e Tedeschi. Il passaggio da un dominio all’altro ha fatto nascere nei suoi abitanti un profondo senso di indipendenza, per cui oggi si proclamano con orgoglio Alsaziani. Proprio per questo carattere ibrido, Strasburgo è stata scelta come sede del Consiglio d’Europa (1949); nel 1979 qui vi si stabilirono il Parlamento Europeo e il Tribunale Europeo dei Diritti dell’Uomo.

Ma torniamo indietro nel tempo. Nel I secolo a.C. i Romani stabilirono il castrum di Argentoratum sul delta del fiume Ill, prima che sfoci nel Reno: le diramazioni servirono da fossato naturale alla Grande Isola di Strasburgo, antico centro della città alsaziana. Annientato dalle invasioni barbariche, il borgo ricominciò a vivere nel VII sec. e si diede un toponimo germanico: Strateburgum, ovvero “la città delle strade”. Posto all’incrocio di importanti rotte commerciali e favorito dal porto fluviale sul Reno, il villaggio crebbe notevolmente sotto il dominio dei re carolingi e merovingi. I grandi eventi della sua storia non sono però legati a avvenimenti politici, bensì a quelli culturali: qui Johannes Gensfleisch della corte di Gutenberg stabilì la sua prima stamperia (1434), qui Albrecht Dürer realizzò le sue prime incisioni, qui la Riforma trovò uno dei centri di maggiore espansione (XVI sec.). Nel 1681 Luigi XV procedette all’annessione di Strasburgo alla Francia, ma tra il 1870 e il 1918 la città ritornò alla Germania. Con il primo dopoguerra si arrivò alla situazione attuale.

Uno degli esempi più rilevanti della straordinaria tradizione culturale di Strasburgo è la Cattedrale di Notre-Dame, una delle più belle opere gotiche europee. L’edificazione, incominciata nel 1176, procedette lentamente e venne sottoposta a numerose influenze esterne. L’abside e l’incrocio del transetto sono romanici: lo stile gotico venne introdotto nel 1240, quando l’architetto Rodolfo progettò le navate. Completarono l’opera Erwin von Steinbach (1277-1318) e Giovanni Hultz da Colonia (inizi XV sec.).

La Grande Isola, oggi, è in gran parte pedonale. Percorrere le sue vie significa ricostruire la storia di Strasburgo dal Medioevo al XVIII sec., epoca in cui conobbe una considerevole ripresa sotto il governo dei principi-vescovi di Rohan, che vi costruirono il bellissimo palazzo ispirato a Versailles. A parte questo imponente edificio, a quello del Comune e alla Grande Boucherie, la Grande Isola ha preservato tutte le caratteristiche del prospero borgo medievale. Le strade e le piazza mantengono i nomi antichi che corrispondono alle attività che vi si svolgevano e sono fiancheggiate da case di artigiani, commercianti, osterie, palazzetti neoclassici e chiese.
Casa Kammerzell, edificata tra i secoli XV e XVI, è il perfetto esempio dell’architettura civile di Strasburgo: si trova nella Piazza della Cattedrale ed è un’opulenta dimora borghese medievale, con i muri coperti di sculture lignee.

Il Quartiere della Petite France è composto da case dei pescatori e degli artigiani che lo abitavano nel XVI sec., all’ombra delle fortificazioni che si possono ancora oggi ammirare attorno ai ponti coperti.

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