Venezia e la Laguna

Venezia e la laguna veneziana sono state inserite nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO nel 1987. La città veneta è, senza alcun dubbio, una delle città più belle del mondo; una città che affascina gli animi romantici, gli amanti dell’arte e della storia e i “cacciatori” di scenari mozzafiato. La sua unicità, caratteristica che la rende allo stesso tempo anche molto fragile (come la cronaca di questi giorni purtroppo ci dimostra), risiede nel paesaggio che la circonda, frutto di una serie di fattori geologici e geomorfologici indipendenti dagli eventi storici.

La costa nord-est della penisola italiana è bassa e sabbiosa, con una forte tendenza a sprofondare sempre di più. Su di essa sfociano diversi fiumi di ampia portata, carichi di sedimenti. Una parte di questi ultimi si deposita nei punti in cui la corrente fluviale viene contrastata dalle maree, dando origine ai lidi (lunghe strisce di sabbia che corrono parallele alla costa). Nel corso dei secoli, tra la costa e i lidi si formarono estese lagune di acque calme, dove i depositi sedimentari dettero vita a isole e isolotti. Unendosi tra loro, i lidi portarono alla chiusura completa delle lagune.
Nel V secolo, sulle isole di una di queste lagune, venne fondata Venezia. A partire da quel momento, geologia e storia iniziarono a viaggiare a braccetto e ad influenzarsi a vicenda. Oggi, infatti, il capoluogo veneto sarebbe una città di terraferma se i suoi abitanti non si fossero prodigati a impedire che la laguna si prosciugasse: nel corso del tempo, grandiose opere di ingegneria consentirono di deviare il corso dei fiumi Brenta e Piave. Parallelamente, anche la striscia litorale venne protetta dall’erosione marina con la costruzione dei murazzi (una muraglia edificata prima in legno e poi in pietra).

Per i veneziani, la difesa della laguna è sempre risultata di fondamentale importanza. Tutto ebbe inizio nel V sec. d.C. con l’arrivo di Attila. Per non soccombere alle invasioni unne, gli abitanti della zona costiera si rifugiarono sulle isole della laguna e diedero vita a Torcello, Grado, Eraclea; gli isolotti che diedero vita in seguito a Venezia, invece, vennero inizialmente abitate solo da pescatori. La situazione cambiò nel 812 quando, a causa dell’incombente minaccia dei Franchi, la residenza del dux venne trasferita sull’isola di Rialto, dove adesso sorge la Basilica di San Marco.
I proficui rapporti con Bisanzio portarono alla nascita della Serenissima Repubblica di Venezia e della sua peculiare struttura politica. Nel VI sec. tutta la regione venne annessa ai domini bizantini d’Italia e le località lagunari finirono sotto il controllo di tribuni scelti dall’esarca di Ravenna tra i membri dell’aristocrazia locale. Il ruolo del dux, scelto dall’esarca prima e dal tribuni e dal clero poi, nacque più tardi.

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Intorno alla metà dell’VIII sec. le isole erano già governate da un’oligarchia presieduta dal dux, titolo latino che si trasformerà in doge. Quest’ultimo era, a sua volta, suddito dell’imperatore di Bisanzio. Questo vincolo impresse a Venezia il marchio dell’Oriente: da Est arrivarono mode, costumi e stili artistici, dando linfa al commercio. I veneziani, dopo aver sfruttato il mare come arma di difesa, cominciarono infatti a utilizzarlo come risorsa economica.
Questo connubio indissolubile si conclude con un matrimonio: dal 1172, ogni anno a Venezia si celebra lo sposalizio con il mare, in memoria della cerimonia simbolica durante la quale il doge gettava in acqua un anello d’oro come simbolo dell’unione fra la città e il ambiente naturale.

Nel 1204 la conquista di Costantinopoli da parte degli eserciti della quarta crociata consentì a Venezia di annettere buona parte dei territori che facevano parte dell’Impero Bizantino, dando così vita ad un impero commerciale. Alla fine del secolo, poi, Marco Polo raggiunse la Cina ed aprì una nuova rotta commerciale.
La Serenissima seguitò a prosperare fino al XV-XVI sec. quando, raggiunta la sua massima espansione (118 isolotti uniti fra loro da un intricato sistema di ponti, rii e calli), iniziò la parabola discendente: le cause sono da ricercarsi nell’espansione dell’Impero Ottomano e dall’apertura di nuove rotte atlantiche. Proprio nel XVI sec., la città stava vivendo il suo apogeo in campo artistico: giusto per capirsi, operavano a Venezia Tiziano, Tintoretto e il Veronese.

A quell’epoca si devono anche i grandi palazzi veneziani: Palazzo Ducale in stile gotico, Cà d’Oro, Cà Foscari, Palazzo dei Grimani, Palazzo Corner (conosciuto come Cà Granda). Il nuovo aspetto della città aveva richiesto sforzi incredibili. Per sostituire le case in legno costruite su palafitte con quelle in muratura, infatti, i veneziani dovettero rendere compatti i fondali della laguna con tronchi e pietre e dovettero costruire sotto il livello dell’acqua piattaforme in legno fissate a grossi pali piantati nel fondale. Ha del miracoloso il fatto che Venezia sia potuta sopravvivere su fondamenta tanto fragili. Nel 1966, a seguito di una terribile inondazione, il mondo si rese conto dei seri pericoli che minacciavano la città: da quel momento, una pletora di esperti di tutto il mondo studiano il modo migliore per ovviare alla drammatica provvisorietà della laguna. E, nel 2019, sono ancora a discutere di provvedimenti ad hoc per limitare lo scempio e la rovina di questa meravigliosa ed unica perla.

Basilica di San Marco

Tutto ebbe inizio nell’828 quando due mercanti veneziani recarono in città i resi dell’evangelista Marco. Per dar loro degna sepoltura si iniziò a costruire, vicino al palazzo del Doge, una prima basilica, che però venne distrutta nel 976. L’edificazione dell’edificio che possiamo ammirare ancora oggi fu avviate nella metà del XI sec. Per gli abitanti di Venezia, San Marco non fu solo il protettore ma anche il simbolo della loro prosperità: il leone alato diventò presto l’emblema della città. La sua bandiera sventolava sulle galere veneziane che solcavano il Mar Mediterraneo, mentre i mercanti si prodigavano per portare in città gli oggetti più preziosi e più rari per decorare la loro Basilica. Quest’ultima divenne, così, il capolavoro che noi tutti conosciamo, ricca di mosaici e marmi.

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