Amsterdam, linea difensiva

La linea difensiva di Amsterdam è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996. Si tratta di un eccezionale esempio di sistema difensivo integrato di epoca moderna, mantenutosi perfettamente conservato dalla fine del XIX secolo, quando fu realizzato. Notevole è il metodo originale adottato dagli olandesi per riuscire a inserire questa straordinaria opera di ingegneria idraulica nel sistema difensivo della loro capitale.

Nel XII secolo Amsterdam era un piccolo porto peschereccio in una zona paludosa, tanto che gli edifici furono costruiti su pali e i quartieri organizzati intorno a una rete di canali. Fu l’ingresso nella Lega Anseatica (XIV sec.) a trasformare la città in un grande porto commerciale. Le autorità decisero a questo punto di creare nuovi sistemi difensivi che garantissero una protezione duratura: si cominciò a costruire lo Stelling van Amsterdam, la linea difensiva che sfruttava a vantaggio della città l’acqua, sua secolare nemica.
La decisione di difendere la città utilizzando l’acqua, invece delle mura difensive, fa di Amsterdam un caso unico al mondo. D’altro canto dighe, fossati e canali venivano usati fin dai tempi immemorabili come strumenti per salvaguardare dalle ondate marine un territorio situato sotto il livello del mare. La filosofia della linea difensiva della capitale olandese si basa sul controllo, per mezzo di chiuse e dighe, dal flusso dell’acqua marina, in modo da poter inondare grandi superfici per impedire o rallentare l’avanzata dei nemici. Il primo nucleo dello Stelling, l’Oude Hollandse Waterlinie (Vecchia Barriera d’Acqua Olandese) fu costruito nel XVI secolo durante la guerra di indipendenza dell’Olanda contro la Spagna.

L’idea di un progetto che raccordasse in un unico complesso le strutture difensive già esistenti sul territorio derivò dalla legge sull’uso delle fortezze (1874) in seguito alla quale molte delle antiche costruzioni difensive olandesi, prima isolate, persero la loro funzione, e venne favorita l’espansione dei centri abitati oltre le mura.
La medesima legge decretò la costruzione di una linea difensiva intorno alla città di Amsterdam, estremo scudo di fronte ai possibili invasori. La realizzazione delle nuove linee difensive – Niewe Hollandse Waterlinie (Nuova Barriera d’Acqua Olandese) – iniziò nel 1883 e richiese una serie di opere infrastrutturali così grandiose da coinvolgere tutto il Paese. Il sistema dei polder (terreni strappati al mare grazie all’utilizzo di barriere artificali e bonificati) passò a far parte della linea difensiva.
Visti i continui rimaneggiamenti ed estensioni del progetto, la parte settentrionale della Nuova Barriera confluì, nel 1892, nella parte orientale dello Stelling van Amsterdam.

Il processo di costruzione di infrastrutture visse due momenti di forte incremento: tra il 1897 e il 1906 vennero edificati 18 edifici fortificati, mentre tra il 1908 e il 1914 ne vennero eretti altri 12.
A seguito della prima guerra mondiale, con il crescente uso degli aerei, fu evidente la scarsa efficacia della linea difensiva. Il governo olandese decise, nel 1920, di riorganizzare il sistema di protezione e di promuovere la costruzione dell’Hollandse Vesting, una complessa struttura nella quale lo Stelling entrò a far parte quale semplice elemento secondario.
Durante il secondo conflitto mondiale, l’Olanda mise parzialmente in atto il sistema di inondazioni, che non impedì però all’esercito nazista di invadere il Paese senza nemmeno combattere. La conclusione della guerra rese evidente l’inutilità del sistema difensivo: l’esercito abbandonò gli edifici, ben presto destinati ad altro uso.

Attualmente, la linea difensiva di Amsterdam si trova a 15 km dalla città e si estende per 125 km attraverso le province di Utrecht e dell’Olanda settentrionale, con centinaia di fortezze.
A nord si trovano i sistemi di allagamento più efficaci, grazie ai tantissimi polder.
Ad est la situazione è più complicata. Il porto di Amsterdam era protetto solo da un fortino situato sull’isola di Pampus e da due bunker armati; le truppe della fanteria navale, quindi, dovevano farsi carico della difesa della città.
I settori sud e sud-est presentano due grossi vantaggi: i terreni quasi impraticabili e la presenza della Niewe Hollandse Waterlinie.
A sud-ovest, l’antico grande polder si prosciugò verso la metà del XIX secolo e, quindi, fu necessario costruire un’intera linea difensiva con diverse fortezze.
Il settore più problematico è sempre stato quello ovest: qui la linea difensiva venne dotata del maggior numero di fortificazioni, in quanto la presenza sulla costa di Haarlem e del suo sistema di dune impediva di ottenere le inondazioni necessarie.
Nel settore nord-ovest fu sufficiente utilizzare le dighe esistenti conferendo loro una funzione militare: i diversi bunker, fortini e casematte vennero collegati tra loro in modo che l’artiglieria potesse disporsi nella posizione desiderata.
I fortini furono costruiti in mattoni, cemento e, infine, cemento armato.

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