Campo di concentramento di Auschwitz

Il campo di concentramento di Auschwitz è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1979. Rappresenta la più terribile testimonianza dell’Olocausto perpetrato dal regime nazista. I suoi forni crematori sono il simbolo di quel tremendo genocidio: qui furono uccise circa 2 milioni di persone, oltre alle migliaia perite di percosse e stenti. Auschwitz è il più grande cimitero del mondo, anche se prima di abbandonare questo luogo di morte i nazisti cercarono di distruggere le prove dell’immane eccidio.

Nella primavera del 1940 il secondo conflitto mondiale visse un’improvvisa accelerazione. La Polonia era stata invasa dalle truppe naziste nel settembre 1939 e pochi giorni dopo caddero i Paesi Bassi e la Francia. La macchina bellica messa in campo dal Terzo Reich funzionava alla perfezione e in Germania non esisteva alcuna opposizione.
Heinrich Himmler, braccio destro di Hitler, si pose l’obiettivo di scoprire e eliminare tutti gli oppositori del regime nazionalsocialista: al fne di raggiungere tale scopo furono costruiti in Germania diversi campi di concentramento (es. Dachau, Sachsenhausen, Weimar), dove vennero ammassati prigionieri politici, oppositori del regime, delinquenti comuni e, soprattutto, ebrei.
Quando i campi tedeschi furono saturi, l’SS Glucks ricevette l’incarico di erigere un nuovo campo facilmente raggiungibile, per consentire il trasferimento di prigionieri da qualsiasi punto dei territori occupati dal Reich. Il luogo perfetto venne individuato lungo la linea ferroviaria Vienna-Cracovia: la cittadina di Auschwitz (Oswiecim in polacco) presentava le condizioni ideali per la costruzione del campo in quanto circondata da boschi e lontana da altri centri abitati.

Rudolf Hoss, a capo del campo di concentramento di Sachsenhausen, venne incaricato da Himmlerdi costruire il nuovo campo. Il 14 giugno 1940 giunse ad Auschwitz il primo contingente di prigionieri polacchi proveniente da Tarnow. Già nel novembre di quell’anno la capacità del campo era di 10 mila uomini, ma decise di aumentarla fino a 30 mila. Si rese, quindi, necessaria la costruzione di due campi ausiliari: Auschwitz II, sorte nel bosco di betulle prossimo a Birkenau, e Auschwitz III, nelle vicinanze di Monowitz.
I campi erano circondati da doppio filo spinato elettrico e controllati da torri di vigilanza. Sulla porta del campo un’iscrizione recitava Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi), un banale tentativo di inganno a cui non credette nessuno.
Presso la ferrovia si trovavano i posti di smistamento dei nuovi arrivati e, nei 192 ettari dove oggi sorge il Museo di Auschwitz, c’erano 153 costruzioni, tra gli edifici per gli internati e per gli addetti alla sorveglianza e i locali destinati all’infermeria e alla cucina.
Il campo di concentramento era suddiviso in vari blocchi, come il numero 11, noto come il “blocco della morte”. Era un insieme di piccole celle dove i prigionieri venivano rinchiusi e torturati, dove morivano di fame o di malattia o, ancora, dove venivano uccisi. Entrando nei diversi blocchi, il visitatore può constatare le condizioni in cui erano costretti a vivere i prigionieri e può vedere una parte degli oggetti rubati prima di assassinarli, quali ad esempio scarpe, stivali, stampelle, valigie, occhiali, spazzolini, denti d’oro, spazzole, pennelli da barba, pentole e addirittura capelli, smerciati al fine di diventare tessuti per i cappotti dei nazisti.
Nell’area sud-ovest del campo si trovava il Canado, un grande edificio adibito a magazzino per la custodia degli oggetti personali dei detenuti.

La vigilanza interna era affidata ad alcuni prigionieri privilegiati, i Kapò, elementi che godevano della stima delle SS ed erano apprezzati per la loro brutalità.
Per la costruzione di Birkenau, ultimato solo nel 1942, furono usati 12 mila prigionieri, di cui almeno 10.500 morirono durante i lavori. Birkenau fu immediatamente adibito a campo di sterminio: qui venivano inviati le donne, i bambini, i vecchi e i prigionieri che non erano in buone condizioni fisiche e, quindi, non erano sfruttabili come mano d’opera.
I prigionieri giungevano ad Auschwitz in treno. Non appena scesi a terra, venivano tranquillizzati dal personale del campo, che provvedeva alla selezione del nuovo gruppo. Quest’ultimo veniva suddiviso in due sottogruppi: gli elementi utilizzabili come forza lavoro o come cavie per alcuni esperimenti medici, e quelli che presentavano malattie o anomalie fisiche, condotti direttamente alle camere a gas. Gli anziani e i bambini rientravano automaticamente nel secondo sottogruppo.

I sistemi di sterminio, inizialmente, furono due: ruspe anticarro, fucilazioni di massa; ma erano entrambe troppo costose. La “soluzione al problema” venne trovata da Fritchz (subordinato di Hoss), il quale scoprì che il gas zyklon B, un preparato al cianuro usato come insetticida, velocizzava i tempi di eliminazione dei soggetti inutilizzabili. Il procedimento era semplice: lo zyklon B si presentava in forma di granelli che, al contatto con l’umidità ambientale, producevano un gas estremamente tossico. Il 3 settembre 1941 si realizzò il primo esperimento, effettuato su 600 prigionieri sovietici e 298 detenuti malati.
Le camere a gas avevano l’aspetto di normali docce ove venivano fatti entrare i prigionieri, già denudati. I cadaveri erano poi raccolti e introdotti nei forni crematori dove venivano inceneriti. Il rendimento delle camere a gas era molto elevato: si calcola che ad Auschwitz-Birkenau siano state eliminate, nei periodi di massima attività, fino a 5mila persone al giorno.

Bambini sopravvissuti

Nel campo di Birkenau oggi si possono vedere alcune baracche originali, le latrine e i resti dei forni crematori e delle camere a gas, prove dell’abominio che i nazisti tentarono di distruggere prima di darsi alla fuga nel 1945. I sopravvissuti dei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau vennero, infatti, liberati dai sovietici il 27 gennaio 1945.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...