Cordova, centro storico

Il centro storico di Cordova è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1984. Cordova, che conobbe un periodo di grande fioritura sotto la dominazione araba (711-1031), ha conservato le sue caretteristiche moresche: stretti vicoli, piccole piazze, case basse intonacate di bianco con graziosi patios ombreggiati. La città spagnola è dominata dalla cattedrale-moschea la Mezquita, la cui costruzione iniziò nel 785 e che nel corso dei secoli sibì numerose modifiche.

Mezquita

Cordova (in spagnolo Cordoba) è una bellissima città dell’Andalusia che si estende in un dolce avvallamento dalla Sierra Nevada verso la valle del Guadalquivir. Fondata tra il 169 e il 152 prima di Cristo da Marco Claudio Marcelo, è una zona di fertili campi di frumento.
A Cordova nacquero Seneca e Lucano e il suo primo splendore culturale, economico e politico si prolungò, sotto i Romani, fino al II secolo. Nel 572 venne conquistata dai Visigoti e nel 711 vi giunsero i musulmani. Nel 716 Cordova divenne la capitale del “Al-Andalus”, una delle province di Damasco. Iniziò così un periodo di pace e prosperità che finì per trasformarla nella città più importante dell’Occidente. Si coltivarono le arti e la cultura, fatto che produsse come conseguenze un accentuato senso di tolleranza e una pacifica convivenza tra musulmani, cristiani e giudei. La fioritura delle scienze, della medicina, della letteratura, dell’arte e della musica fu totale.
All’inizio del XI secolo, però, iniziò la rovina: la città venne conquistata da alcune tribù nordafricane. Nel 1236 Ferdinando III di Castiglia riconquistò Cordova. Il giorno dopo la grande moschea fu consacrata cattedrale.

Grande Moschea

Mezquita di Cordova

Unica moschea conservata in Spagna è una delle più grandi del mondo ed è considerata il più importante monumento islamico dell’Occidente. La sua superficie totale si avvicina a 22.400 m2. Il materiale impiegato fu, in larga parte, pietra franca, formata da carbonato di calce, fossile, che si trova in grandi quantità nei dintorni della città. Come ogni tempio musulmano, la costruzione della grande Moschea di Cordova cominciò nel 785 dal muro principale (kibla) orientato verso La Mecca e perciò sacro.
Le facciate sono uniformi, tagliate da contrafforti e decorate da mura merlate di rara bellezza, con dentelloni aguzzi, di origine orientale, che danno all’insieme l’aspetto di una fortezza, la fortezza della fede.
Delle dodici porte che esistono all’esterno del suo perimetro, la più antica è quella di San Esteban e si trova sulla facciata ovest. La principale o Puerta del Perdon si trova a nord.
Seguendo la tradizione islamica, la grande Moschea cordovana è composta da tre parti: il minareto, il Saha o cortile delle abluzioni e la Sala della preghiera.

Giardini dell’Alcazar de los Reyes Cristianos

Alcazar de los Reyes Cristianos

Dall’arabo Al Qasr deriva la denominazione castigliana “Alcazar” che significa palazzo, fortezza. Quello di Cordova fu eretto a partire dal 1328 per ordine di Alfonso XI. Con un’estensione di circa 4100 mq, la sua pianta è quadrata. Totalmente fortificato, ha una torre in ognuno dei quattro angoli, tre originali e una ricostruita. Fu residenza reale fino al 1492 quando, presa Granada dai Re Cattolici, questi cedettero l’Alcazar cordovano come sede del Tribunale del Santo Ufficio, la nota Inquisizione.
Si possono ammirare diversi reperti dell’epoca romana: un magnifico sarcofago di marmo del III secolo e una collezione di mosaici. Nei magnifici giardini di tradizione araba andalusa si possono vedere alcuni esempi di flora locale.

Juderia

Il Quartiere Ebraico è situato vicino alle mura di cinta ed è formato da viuzze nascoste, labirintiche, bianche, delineate da inferriate di ferro battuto, in cui si aprono cortili interni ombroso, adornati da gerani rossi e felci verdi. Il silenzio qui diventa musica, con il solo mormorio di una fontanella.
Nella stretta via “de los Judios” (via dei giudei) che unisce la Porta di Almodovar con la piazza di Maimonides, sono stati ritrovati un bagno ebreo e la Sinagoga, unico tempio conservato in Andalusia. In stile mudejar, presenta una delicata opera in gesso di grande bellezza, che alterna alla decorazione geometrica e floreale, epigrafi ebraiche. Di ridotte dimensioni, vi si accede attraverso un piccolo patio che conduce a una specie di atrio al di sopra del quale si trova la loggia per le donne. Di fronte alla porta si apre la sala della preghiera, a pianta quasi perfettamente quadrata. Nel muro orientale c’è un grande foro in cui si collocava l’arca con i rotolo della Torah.
A pochi passi dalla Sinagoga, nella Piazza di Tiberiades, si trova una grande statua seduta. Eretta nel 1964 ricorda Mosè Ben Maimon (Maimonide), il più grande umanista cordovano del XII secolo.

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