Patrimoni UNESCO in Francia

La Francia può vantare 45 siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, non tutti però si trovano nel continente europeo. Scopriamoli insieme.

Mont-Saint-Michel

L’Abbazia di Mont-Saint-Michel e la sua baia sono Patrimonio dell’Umanità dal 1979. Si tratta di un monumento unico al mondo, grazie all’originalità dell’ubicazione geografica, alla ricchezza della sua storia lunga millenni, al suo patrimonio artistico e alla unicità del complesso abbaziale benedettino.
Arroccato su un isolotto situato davanti alla costa normanna, sospeso tra terra e mare a causa delle maree, Mont-Saint-Michel ha incarnato la tensione religiosa del Medioevo. Le sue radici spirituali sono state tramandate fino ad oggi attraversando dieci secoli di storia, riscontrabili nelle integrazioni architettoniche, nelle variazioni d’utilizzo e nelle ristrutturazioni più recenti.
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Cattedrale di Chartres

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1979. Rappresenta la testimonianza suprema del gotico francese. In essa si integrano in un insieme armonico tutte le innovazioni apportate dallo stile gotico dalla sua prima apparizione sulla scena europea. Vero scrigno di opere d’arte, la Cattedrale di Chartres vanta in particolare una serie di preziosissime vetrate risalenti al XII-XIII secolo.
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Palazzo e Parco di Versailles

Patrimoni UNESCO dal 1979. Essi hanno fornito, per più di un secolo, all’Europa un modello insuperabile di residenza reale. Il Palazzo venne concepito quale strumento politico per esaltare il potere del Re e ed è diventato il capolavoro assoluto dello stile francese. Il Parco, archetipo del “giardino alla francese” venne progettato quale anello di congiunzione tra il mondo artificiale e quello naturale.
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Basilica e collina di Vézelay

Patrimonio dell’Umanità dal 1979. Situata sulla cima di una collina, l’attuale Basilica di Sainte-Madelaine, portata a termine nel 1140, si innalza sulle rovine di diverse abbazie costruite fin dall’875. Un tempo era uno dei più importanti santuari della cristianità e un celebre luogo di pellegrinaggio sulla via per Santiago de Compostela in quanto custodiva le presunte reliquie di Maria Maddalena; inoltre fu da questo luogo che nel 1146 Bernardo di Chiaravalle predicò la Seconda Crociata. Qui, infine, Riccardo Cuor di Leone e Filippo Augusto s’incontrarono durante la Terza Crociata (1190). La Basilica è un capolavoro di arte romanica borgognona sia nell’architettura che nelle sculture; da non perdere il ricco portale.
L’incantevole borgo di Vézelay è stato scelto come uno dei borghi più belli di Francia.

Grotte decorate della Valle della Vézère

Patrimonio dell’Umanità dal 1979. La valle è un punto di riferimento obbligato per lo studio del Paleolitico Medio e dei modi di vita degli uomini che occuparono questa regione in epoca preistorica. Comprende 147 giacimenti e 25 grotte decorate, di cui la più famosa è quella di Lascaux, scoperta nel 1940, che racchiude splendidi immagini dipinte su roccia fra il 25.000 e il 15.000 a.C. Le scene di caccia raffigurano circa 100 animali, interessanti per la loro esecuzione sin nei minimi dettagli, per i ricchi colori e per il realismo.

Palazzo e parco di Fontainebleau

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1981. Si tratta della perfetta sintesi della tradizione medievale francese e del rinascimento italiano. Le decorazioni interne, opera del Primaticcio e di Rosso Fiorentino, rappresenta l’apice della diffusione del manierismo in Europa settentrionale. Il parco che si estende per ben 84 ettari, attraversato da un canale, e il lussureggiante bosco che circonda Fontainebleau sono la degna cornice naturale del castello.
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Cattedrale di Amiens

Patrimonio Unesco dal 1981. Nel cuore della Piccardia si eleva uno dei capolavori conclusivi dell’architettura gotica francese del XIII secolo: la Cattedrale di Amiens. Con i suoi 2000 mq di superficie è la più vasta di tutta la Francia e presenta una struttura armonica, fedele ai canoni del gotico classico; al tempo stesso è profondamente rivoluzionaria per la sua concezione basata sulla grandiosità. La facciata, contraddistinta da due torri e da un rosone centrale, è arricchita da un pregevole ciclo scultoreo.

Teatro romano e area circostante, arco di trionfo a Orange

Patrimonio dell’Umanità dal 1981. I grandiosi resti del teatro e l’arco di trionfo rievocano il passato glorioso di Orange quando era colonia romana. Il teatro, costruito in epoca augustea, presenta una scena lunga 103 metri e alta 36; è in grado di accogliere 7 mila spettatori.
L’arco di trionfo, che conserva pregevoli rilievi che commemorano la Pax Romana, risale probabilmente anch’esso all’epoca augustea.

Monumenti romani e romanici di Arles

Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1981. L’antica Arles vanta numerose vestigia del periodo romano, fra cui le più imponenti sono l’anfiteatro (46 a.C.) noto come les Arènes, in grado di accogliere 26 mila spettatori, e les Alyscamps, o Campi Elisi, un’immensa necropoli, divenuta successivamente cimitero cristiano.
Fra i capolavori dell’architettura romanica spiccano la Cattedrale di Saint-Trophine (XII sec.) e l’Abbazia benedettina di Montmajour.

Abbazia cistercense di Fontenay

Patrimonio dell’Umanità dal 1981. Immersa nel verde della Borgogna, l’Abbazia di Fontenay offre un’immagine nitida di come si svolgesse la vita in un convento cistercense del XII secolo. La chiesa, fondata da Bernardo di Chiaravalle nel 1118, nel periodo di maggiore splendore del romanico, anticipa però con gli archi a sesto acuto e le volte a crociera gli elementi del gotico.

Dalle grandi saline di Salins-les-Bains alle Saline Reali di Arc-et-Senans, la produzione di sale ignigeno

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1982 (sito ampliato nel 2009). Nella loro struttura urbanistica affiora imperiosa l’utopia dell’architetto Claude-Nicolas Ledoux (1736-1806), definito un “visionario illuminato”. Dopo aver realizzato palazzi e residenze, egli si dedicò al progetto delle saline cercando di dare vita a una città ideale. Ledoux lasciò il suo testamento artistico in trattato datato 1804, in cui sosteneva che l’uomo che vive in una città urbanisticamente ordinata, con una residenza dignitosa e un lavoro stimolante, deve necessariamente diventare un cittadino giusto e rispettabile, refrattario ai disordini personali e sociali.
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Chiesa di Saint-Savin-sur-Gartempe

Patrimonio Unesco dal 1983. Questa piccola chiesa del Poitou, costruita nell’XI secolo, conserva uno splendido cicco di affreschi: tutta la volta della navata è ricoperta da pitture che raffigurano i primi episodi della Bibbia relativi alla Genesi e all’Esodo. Proprio per questo aspetto, la chiesa abbaziale è soprannominata Cappella Sistina romanica. La chiesa si distingue inoltre per il campanile a guglia alto 96 metri.

Piazze Stanislas, de la Carrière e d’Alliance a Nancy

Patrimonio dell’Umanità dal 1983. Progettate dall’architetto Emanuel Héré de Corny nel XVIII secolo, le piazze di Nancy sono impianti urbanistici armonici che coniugano l’esaltazione del potere reale con il servizio pubblico. Piazza Stanislas è dominata dalla mole del Municipio ed è chiusa agli angoli da cancellate rococò. Oltre l’arco di trionfo, si apre il lungo corridoio quadrato di Piazza de la Carrière. Piazza d’Alliance, di ispirazione barocca, è più raccolta.

Capo Girolata, Capo Porto, Riserva Naturale di Scandola e le Calanche di Piana, in Corsica

Patrimonio dell’Umanità dal 1983. A ponente di Girolata, il cui golfo è chiuso da una penisola rocciosa, si estende il territorio della Scandola, un autentico paradiso primordiale che ha mantenuto praticamente intatte la macchia mediterranea e la fauna di terra e di mare. Tra Porto e Piana si snoda il labirinto roccioso delle Calanche: il rosso delle guglie ardite di granito si fonde con il blu intenso del mare in uno scenario grandioso ed emozionante.

Pont du Gard, acquedotto

Patrimonio Unesco dal 1985. Costruito dai Romani nel 19 a.C. per garantire l’approvvigionamento idrico alla citta di Nimes, l’acquedotto, con i suoi 48 km di lunghezza, costituisce una delle opere più grandiose dell’antichità. Il ponte, che sembra sfidare le leggi dell’idraulica e della gravità, è alto 49 metri ed è disposto su tre piani. Il primo livello, formato da sei arcate, venne usato fin dal Medioevo per il passaggio di carri e persone; il secondo possiede undici arcate e il terzo, su cui scorreva l’acqua, ne possiede trentacinque. Fra gli acquedotti romani, quello di Gard è uno dei meglio conservati.

Grande Isola di Strasburgo

La Grande Isola di Strasburgo (Grande Île in francese e Große Insel in tedesco) è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO nel 1988 (sito ampliato nel 2017). Nonostante le devastazioni subite nel corso del secondo conflitto mondiale, il capoluogo dell’Alsazia ha mantenuto praticamente integri i suoi quartieri medievali, eretti nell’epoca di maggior fervore culturale della città e sviluppatisi intorno alle Piazze Gutenberg e Kléber, sull’Isola fra l’Ill e il Fossé du Faux Rempart.
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Rive della Senna a Parigi

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1991. Nata su un’isola della Senna, nei secoli la capitale francese ha sempre tratto vantaggi da suo fiume. Sulle sue rive, o nelle immediate vicinanze, si levano i palazzi storici più prestigiosi. La stessa cattedrale di Notre-Dame, vero e proprio capolavoro del gotico francese, sorge sull’isola che ospitò quel gruppo di pescatori che pose le fondamenta della città. Tutta la storia della Francia può essere ripercorsa approfondendo la conoscenza degli edifici che si affacciano al fiume.
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Cattedrale di Notre-Dame, Abbazia di Saint-Rémi e Palazzo di Tau a Reims

Patrimonio Unesco dal 1991. La Cattedrale di Notre-Dame, costrita nel XIII secolo sul luogo dove furono incoronati i primi re francesi, è un mirabile esempio di architettura gotica e si distingue per la qualità e la bellezza delle sue sculture.
Il Palazzo di Tau, l’antico vescovado, edificato nel XIII sec. e quasi totalmente ricostruito nel XVIII, accoglie il Museo della Cattedrale.
L’Abbazia di Saint-Rémi, che conserva la tomba di San Remigio, fu fondata nel IX secolo.

Cattedrale di Bourges

Patrimonio dell’Umanità dal 1992. Caratterizzato dalle enormi dimensioni e dall’audacia delle concezioni architettoniche, lontane dal modello canonico di Chartres, l’edificio dedicato a Santo Stefano presenta unitarietà stilistica e concettuale, malgrado la sua lenta edificazione, protratta dal XII al XVI secolo. Si tratta di uno dei grandi capolavori dell’arte gotica francese, dotato di timpano, sculture e vetrate particolarmente suggestive.

Centro storico di Avignone

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995. Sede del Papato per un lungo periodo, Avignone ha goduto di un particolare sviluppo urbanistico, con un evidente beneficio per il fiorire delle arti. Le testimonianze della cosiddetta “cattività avignonese” fanno della città uno dei più ricchi centri d’arte di Francia.
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Canal du Midi

Patrimonio Unesco dal 1996. L’opera venne progettata nel XVII secolo da Pierre-Paul Piquet ed è composta da una fitta serie di canali navigabili che consentono il collegamento fra il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico. L’intero sistema comprende 328 strutture, tra chiuse, ponti, tunnel, acquedotti, e raggiunge i 360 chilometri navigabili. Si tratta di uno dei più straordinari risultati di ingegneria dell’era moderna, che ha aperto la strada alla rivoluzione industriale.

Città fortificata di Carcassonne

Patrimonio dell’Umanità dal 1997. Già fortificata dai Romani, Carcassonne divenne una fortezza inespugnabile sotto i conti Luigi il Santo e Filippo d’Ardito (VIII sec.), al punto da dare rifugio fino a 10 mila persone. A metà dell’Ottocento fu restaurata da Viollet-Le-Duc, uno dei fondatori della moderna scienza della conservazione, e oggi appare nella sua struttura originaria. La Cittadella si distingue per il doppio giro di mura merlate con 52 torri di stili diversi.

Pirenei: Mont Perdu (Monte Perdido)

Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1997 (esteso nel 1999); sito condiviso con la Spagna. La zona pirenaica al confine fra la Francia e la Spagna offre un paesaggio naturale incontaminato, costellato da piccoli villaggi ancora dediti alla pastorizia. L’area protetta comprende spettacolari esempi di glacialismo, fra cui il Cerchio di Gavarnie, un anfiteatro naturale cosituito da una ripida parete a semicerchio, con un’ampiezza di 14 km e con un dislivello medio di 1700 metri.
Il Mont Perdu è un massiccio calcareo che si eleva fino a 3.352 m. Il sito, che copre una superficie totale di 30.639 ettari, comprende due dei canyon più profondi e grandi d’Europa sul lato sud (spagnolo) e tre circhi glaciali naturali sul versante francese.
Questo sito è anche un paesaggio pastorale – fatto di villaggi, fattorie, campi, pascoli montani e strade di montagna – che riflette un modo di vita agricolo, una volta comune a tutte le regioni montane europee: esso è rimasto invariato nel XX secolo solo in questa località sui Pirenei e fornisce testimonianze eccezionali sulla società del passato.

Cammino di Santiago de Compostela in Francia

Patrimonio Unesco dal 1998. Il Cammino di Santiago comprendeva in territorio francese quattro direttrici: la Tolosana, la Podense, la Turonense e la Lemovicense. I monumenti e gli edifici costruiti lungo il percorso per soddisfare i bisogni dei pellegrini testimoniano l’importanza non solo religiosa, ma anche culturale e commerciale del Cammino durante il Medioevo.

Sito storico di Lione

Patrimonio dell’Umanità dal 1998. La lunga storia della città, fondata dai Romani nel I sec. d.C. e che per quasi 2.000 anni ha continuato a svogere un ruolo prioritario nello siluppo culturale, politico e commerciale dell’Europa, è tangibilmente illustrata dal suo tessuto urbano e dal suo ricco patrimonio artistico, rappresentativo delle varie epoche storiche.

Giurisdizione di Saint-Emilion

Patrimonio Unesco dal 1999. Saint-Emilion è una giurisdizione (status giuridico che venne conferito alla zona nel XII sec. durante la dominazione inglese) dell’Aquitania che presenta un paesaggio straordinario, dominato dalle estese coltivazioni di vite e punteggiato da cittadine e paesi che conservano notevoli monumenti storici. Nella zona si snodava un tratto del Cammino di Santiago de Compostela.

Torri campanarie di Belgio e Francia

Patrimonio dell’Umanità dal 1999, le prime 32 torri campanarie di origine medievale sorgono nel cuore di alcuni centri urbani belgi; oltre ad avere uno straordinario valore artistico, simboleggiano il passaggio dal feudalesimo alla società urbana commerciale. Il sito è stato allargato nel 2005 andando a comprendere 23 torri in territorio francese e il campanile di Gembloux in Belgio.
Erette tra l’XI e il XVII secolo, le torri rappresentano differenti stili architettonici: romanico, gotico, rinascimentale e barocco. Sono simboli molto significativi della vittoria delle libertà civili. In un momento storico in cui molte città italiane, tedesche e inglesi optarono per la costruzione di municipi, nell’Europa nord-occidentale l’attenzione si concentrò sulla costruzione di queste torri. Rispetto al mastio (simbolo dei signori) e al campanile (simbolo della Chiesa), la torre civica, ovvero la terza torre dell’agglomerato urbano, simboleggia il potere degli assessori. Nel corso dei secoli, è diventata il simbolo del potere e della ricchezza della città.

Valle della Loira tra Chalonnes e Sully-sur-Loire

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. Il castello e la tenuta di Chambord erano già stati riconosciuti quali Patrimoni dell’Umanità UNESCO nel 1981. Dal 2000 sono stati inglobati nel sito “La Valle della Loira tra Sully-sur-Loire e Chalonnes-sur-Loire”, riconosciuto luogo patrimonio dell’umanità con questa motivazione: «Un eccezionale paesaggio culturale, di grande bellezza, formato da città e villaggi storici, grandi monumenti culturali – i castelli – e terre che sono state coltivate e plasmate da secoli di interazione fra le popolazioni locali e il loro ambiente fisico, in particolare dallo stesso fiume Loira».
Per approfondimenti sul castello di Chambord fai clic qui.

Provins, città delle fiere medievali

Patrimonio Unesco dal 2001. Provins testimonia i primi sviluppi delle fiere internazionali e dell’industria della lana. La città ha conservato la sua struttura urbana, progettata appositamente per ospitare manifestazioni fieristiche e attività connesse.

Le Havre, la città ricostruita da Auguste Perret

Patrimonio dell’Umanità dal 2005. La città di Le Havre si trova sul Canale della Manica, in Normandia, e venne pesantemente bombardata durante il Secondo Conflitto Mondiale. L’agglomerato venne ricostruito tra il 1945 e il 1964 secondo il progetto di un team guidato da Auguste Perret. Il sito Unesco comprende il centro amministrativo, commerciale e culturale della città francese.
Tra le molte città ricostruite a seguito dei conflitti bellici, Le Havre è eccezionale per la sua unità e integrità, in quanto combina le strutture storiche preesistenti con le nuove idee di urbanistica.

Bordeaux, Porto della Luna

Patrimonio Unesco dal 2007. Bordeaux è una città portuale situata nel sud-ovest della Francia; il suo centro storico è un insieme urbanistico e architettonico eccezionale, sorto durante il Secolo dei Lumi, i cui ideali e valori hanno esercitato un profondo influsso fino alla prima metà del XX secolo. Parigi esclusa, Bordeaux è la città francese con più edifici protetti dall’Unesco.
La città è, inoltre, famosa per il suo ruolo storico come centro di scambi commerciali: fin dal XII secolo coltivava stretti legami con la Gran Bretagna e con l’Olanda.

Fortificazioni di Vauban

Patrimonio dell’Umanità dal 2008. Il sito Unesco comprende 12 gruppi di edifici fortificati e costruzioni lungo i confini nord, est e ovest della Francia. Si tratta dei migliori esempi del lavoro di Sébastien Le Prestre de Vauban (1633-1707), l’architetto militare di Luigi XIV: città costruite da zero, cittadelle, bastioni, torri urbane bastionate, forti di montagna, forti costieri, una batteria difensiva di montagna e due strutture di comunicazione in montagna. Questi siti sono eccezionali esempi di fortificazioni classiche, tipiche dell’architettura militare occidentale. Vauban ha anche svolto un ruolo importante nella storia delle fortificazioni influenzando l’architettura militare non solo in Europa ma anche in altri continenti, fino alla metà del XIX secolo.

Città episcopale di Albi

Patrimonio Unesco dal 2010.Situato sulle rive del fiume Tarn, il centro storico di Albi, nel sud-ovest della Francia, riflette il fiorire di un complesso architettonico e urbano medievale che ancora oggi è testimoniato dal Pont-Vieux, il villaggio di Salvi e la sua chiesa (X-XI sec.). Nel XIII secolo, la città divenne una potente città episcopale dopo la crociata albigese contro i catari. La cattedrale fortificata che domina la città (XIII sec.) è realizzata in stile gotico meridionale con mattoni rossi e arancioni di produzione locale. Il grande palazzo episcopale di Berbie che si affaccia sul fiume è circondato da aree residenziali risalenti al Medioevo. La città episcopale di Albi rappresenta un insieme coerente e omogeneo di monumenti e quartieri che non ha subito grandi cambiamenti nel corso dei secoli.

Siti palafitticoli preistorici delle Alpi

Patrimonio Unesco dal 2011. Il sito transnazionale raggruppa 111 siti archeologici palafitticoli situati in Austria, Svizzera, Francia, Germania, Italia e Slovenia. I resti degli insediamenti preistorici sono databili tra il 5000 e il 500 a.C. e si trovano sotto l’acqua, sulle rive di laghi e fiumi, o in aree umide. Gli scavi, condotti solo in alcuni dei siti, hanno fornito informazioni in merito alla vita durante il Neolitico e l’Età del Bronzo nell’Europa alpina e al modo in cui le comunità interagivano con l’ambiente circostante. Questi siti archeologici, eccezionalmente ben conservati e culturalmente ricchi, costituiscono una delle fonti più importanti per lo studio delle prime società agricole della regione.

Causses e Cévennes, paesaggio culturale agro-pastorale

Patrimonio dell’Umanità dal 2011. Il paesaggio scelto dall’Unesco, che si estende per oltre 302 mila ettari a sud del Massiccio Centrale francese, è fatto di valli profonde e alte montagne ed è rappresentativo del rapporto tra i sistemi agro-pastorali e il loro ambiente biofisico, in particolare attraverso le drailles ovvero le strade della transumanza. I villaggi e le grandi fattorie in pietra sulle profonde terrazze dei Causses riflettono l’organizzazione delle grandi abbazie del XI secolo. Mont Lozère, facente parte del sito, è uno degli ultimi luoghi in cui la transumanza estiva è ancora praticata in modo tradizionale, facendo uso delle drailles.

Bacino minerario del Nord-Pas de Calais

Patrimonio Unesco dal 2012. Si tratta di un paesaggio plasmato da tre secoli (dal XVIII al XX sec.) di estrazione del carbone. Su una superficie di 120 mila ettari si trovano 109 beni protetti: fosse di estrazione (la più antica risale al 1850), ponti di supporto, cumuli (alcuni dei quali coprono 90 ettari e superano i 140 metri d’altezza), infrastrutture per il trasporto del carbone, stazioni ferroviarie, villaggi minerari, villaggi minori e moltissimi edifici (scuole, chiese, servizi pubblici, uffici sanitari, agenzie, abitazioni, municipi, ecc.). Il sito offre una testimonianzia della ricerca di una perfetta città-lavoro, tipica della metà del XIX secolo fino al 1960, e illustra una tappa importante nella storia industriale europea. Esso fornisce informazioni sulle condizioni di vita dei minatori e sulla solidarietà tra lavoratori.

Grotta decorata di Pont d’Arc, nota come Grotta Chauvet-Pont d’Arc, Ardèche

Patrimonio dell’Umanità dal 2014. Situato in un altopiano calcareo formato dal fiume Ardèche nel sud della Francia, il sito Unesco contiene le più antiche e meglio conservate raffigurazioni rupestri del mondo, risalenti al periodo Aurignaziano (47.000 e 35.000 anni fa). Si tratta quindi di un’eccezionale testimonianza di arte preistorica. La grotta venne chiusa da una frana circa 20 mila anni fa e così rimase fino alla sua scoperta nel 1994: questo sigillo naturale ha contribuito a mantenere in ottime condizioni i reperti interni.
Oltre mille immagini sono state finora inventariate sulle sue pareti: motivi antropomorfi e animali (mammut, orso, leone delle caverne, rinoceronti, bisonti, uro, cavalli, …), di grande qualità estetica, testimoniano l’uso sapiente di una serie di tecniche tra cui le sfumature, la combinazione di vernice e incisione, la precisione anatomica, la tridimensionalità e la capacità di rappresentare il movimento. Oltre alle figure, sono stati inventariati 4 mila reperti di fauna preistorica e molte impronte umane.

Climat, territori della Borgogna

Patrimonio Unesco dal 2015. I climat sono delle piantagioni viticole poste sulle pendici della Côte de Nuits e Côte de Beaune a sud di Digione. Si distinguono l’uno dall’altro per le peculiari condizioni naturali (geologia, esposizione, vitigno …), modellate dal lavoro dell’uomo e gradualmente identificate in relazione al vino che producono. Questo paesaggio culturale si compone di due elementi: il primo include i vigneti e le unità produttive ad essi associate, tra cui i villaggi e la città di Beaune, che rappresentano la dimensione commerciale del sistema di produzione; il secondo comprende il centro storico di Digione, che incarna l’impulso politico dato alla formazione del sistema climatico. Il sito è un eccellente esempio di coltivazione dell’uva e produzione di vino sviluppate fin dal primo Medioevo.

Colline, case e cantine nella Champagne

Patrimonio Unesco dal 2015. Questi sono i luoghi in cui è stato sviluppato il metodo di elaborazione degli spumanti, grazie alla seconda fermentazione in bottiglia, dai suoi inizi nel XVII secolo alla sua prima industrializzazione nel XIX secolo. La proprietà è composta da tre gruppi distinti: i vigneti storici di Hautvillers, Aÿ e Mareuil-sur-Aÿ, la collina Saint-Nicaise a Reims e l’Avenue de Champagne e Fort Chabrol a Epernay. Queste tre unità – il bacino di approvvigionamento formato da pendii storici, unità di produzione (cantine sotterranee) e aree di marketing (case di champagne) – riflettono l’intero processo di produzione dello champagne. Il sito Unesco illustra chiaramente come questa produzione si sia evoluta da attività artigianale molto specializzata a impresa agroindustriale.

Opera architettonica di Le Corbusier, un contributo eccezionale al Movimento Moderno

Patrimonio Unesco dal 2016. I 17 siti che compongono questo sito transnazionale sono: Palazzo dell’assemblea di Chandigarh (India), Haus der Weissenhofsiedlung a Stoccarda (Germania), Maison Guiette ad Anversa (Belgio), Cité Frugès a Pessac (Francia), Maison La Roche-Jeanneret a Parigi (Francia), Unité d’Habitation di Marsiglia (Francia), Manifattura Claude et Duval a Saint-Dié (Francia), Cappella di Notre-Dame-du-Haut di Ronchamp (Francia), Immeuble Molitor a Parigi (Francia), Villa Savoye a Poissy (Francia), Cabanon di Le Corbusier a Roquebrune-Cap-Martin (Francia), Convento di Sainte Marie de La Tourette a Éveux (Francia), Maison de la Culture di Firminy (Francia), Villa Le Lac a Corseaux (Svizzera, lago Lemàno), Immeuble Clarté a Ginevra (Svizzera), Maison du docteur Curutchet a La Plata, vicino a Buenos Aire (Argentina), Museo nazionale di arte occidentale di Tokyo (Giappone).
L’architetto svizzero Le Corbusier (1887-1965), il cui vero nome era Charles-Édouard Jeanneret-Gris, fu uno dei massimi esponenti del fenomeno dell’internazionalizzazione della produzione architettonica; egli ha segnato il corso del rinnovamento delle tecniche di costruzione, capaci di soddisfare i bisogni della società nel XX secolo.

Chaîne des Puys – arena tettonica della faglia di Limagne

Patrimonio dell’Umanità dal 2018. Situato nel centro della Francia, il sito Unesco comprende la lunga faglia di Limagne, l’allineamento dei vulcani della Chaîne des Puys e il rilievo invertito della Montagne de la Serre. È una straordinaria testimonianza della spaccatura dell’Europa occidentale, creata sulla scia della formazione delle Alpi, 35 milioni di anni fa. Le caratteristiche geologiche del sito dimostrano come la crosta continentale si rompe e poi collassa, permettendo al magma profondo di sollevarsi e causando l’innalzamento della superficie. La proprietà è un eccezionale esempio di interruzione continentale – o rifting – che è una delle cinque fasi principali della tettonica a zolle.

Lagune della Nuova Caledonia

Con questo sito, Patrimonio Unesco dal 2008, usciamo dai confini europei. Si tratta, infatti, in questo caso di sei zone marine che rappresentano la diversità e gli ecosistemi delle barriere coralline presenti nell’arcipelago francese del sud del Pacifico. Ospitano un’eccezionale diversità di specie di coralli e di pesci, nonché un continuum di habitat che vanno dalle mangrovie ai banchi di alghe.
Nelle lagune e nelle barriere coralline della Nuova Caledonia vi sono ecosistemi intatti popolati da un’eccezionale biodiversità marina, composta da popolazioni di grandi predatori e da un numero considerevole di grandi pesci. Forniscono l’habitat per molte specie marine, anche in via di estinzione, come tartarughe, balene e dugonghi.

Isola di Reunion

Questo sito, Patrimonio Unesco dal 2010, coincide con l’area centrale del Parco Nazionale di Reunion. Copre un’area di oltre 100 mila ettari, ovvero il 40% dell’isola composta da due montagne vulcaniche situate nel sud-ovest dell’Oceano Indiano. Dominato da due cime vulcaniche, il sito presenta una grande varietà di scarpate, gole e bacini boscosi che insieme creano un paesaggio spettacolare. Funge da habitat naturale per una grande varietà di piante con un alto grado di endemismo. Ci sono foreste pluviali subtropicali, foreste nebbiose e brughiere, che compongono un mosaico di ecosistemi e caratteristiche paesaggistiche eccezionali.

Taputapuātea

Patrimonio dell’Umanità dal 2017. Taputapuātea, sull’isola di Ra’iātea, si trova nel cuore del “Triangolo polinesiano”, un vasto tratto dell’Oceano Pacifico punteggiato di isole, l’ultima parte del globo ad essere popolata. La proprietà comprende due vallate boscose, parte della laguna e della barriera corallina e una striscia di mare aperto; al centro di questa proprietà si trova il Marae Taputapuātea, un centro politico, cerimoniale e funerario. È caratterizzato da diversi marae con funzioni distinte: diffusi in tutta la Polinesia, essi erano spazi di connessione tra il mondo dei vivi e quello degli antenati e degli dei. Taputapuātea rappresenta un’eccezionale testimonianza di mille anni di civiltà Ma’ohi.

Terre e mari australi francesi

Patrimonio Unesco dal 2019. Il sito include le poche terre emerse nell’Oceano Indiano meridionale: l’arcipelago di Crozet, le isole Kerguelen, St. Paul e Amsterdam e 60 piccoli isolotti nella zona sub-antartica. Questa “oasi” nel cuore dell’Oceano Antartico, che copre un’area di oltre 67 milioni di ettari, ospita una delle più alte concentrazioni di uccelli e mammiferi marini al mondo, tra cui la più grande popolazione di pinguini reali e albatros di Carter. A causa della lontananza da tutto e tutti, queste isole sono finestre estremamente ben conservate sull’evoluzione biologica e costituiscono un terreno unico per la ricerca scientifica.

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