Patrimoni UNESCO in Germania

In Germania si trovano 46 Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli insieme.

Cattedrale di Aquisgrana

Patrimonio Unesco dal 1978. Essa racchiude fra le sue mura la Cappella Palatina, eccezionale espressione dell’arte carolingia, voluta proprio dall’Imperatore Carlo Magno. I ricchi tesori che vi sono conservati costituiscono una collezione unica dell’arte medievale. Nella Cappella furono incoronati 37 regnanti, da Ludovico il Pio (814) a Ferdinando I (1531).
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Cattedrale di Spira

Patrimonio dell’Umanità dal 1981. L’antica città imperiale di Spira, sulla sinistra del Reno, è dominata dalla maestosa cattedrale romanica a sei torri; iniziata nel 1027 da Corrado II, divenne il pantheon degli imperatori.

Residenza di Würzburg con i giardini della Corte e la Piazza della Residenza

Patrimonio Unesco dal 1981. Realizzata tra il 1719 e il 1744, principalmente sotto la direzione di Balthasar Neumann, l’antica residenza dei vescovi principi rappresenta uno dei più begli esempi di architettura civile del barocco tedesco. Al suo interno si sussegguono grandi scale sontuosamente decorate e la monumentale scalinata affrescata da Giambattista Tiepolo.

Chiesa del Pellegrinaggio di Wies

Patrimonio dell’Umanità dal 1983. Le Prealpi di Ammergau fanno da sfondo al “santuario nel prato”, il capolavoro barocco dell’architetto Dominikus Zimmermann, costruito fra il 1746 e il 1754. Al suo interno il felice connubio tra architettura e decorazioni crea un grandioso effetto di spazialità e di luminosità.

Castelli di Augustusburg e Falkenlust a Brühl

Patrimonio Unesco dal 1984. Agli albori del XVIII secolo la costruzione di questi due palazzi riservati allo svago dei principi elettori di Colonia segnò il trionfo del rococò in terra tedesca. Il Castello di Augustusburg venne realizzato sotto la guida dei più brillanti architetti europei, fra i quali ricordiamo Balthasar Neumann e François de Cuvilliés. Nel parco che circonda la residenza sorge il Castello di Falkenlust, più intimo e racconto.

Cattedrale di Santa Maria e chiesa di San Michele a Hildesheim

Patrimonio dell’Umanità dal 1985. Su un’altura di questa antica città sassone si erge la grandiosa basilica romanica di San Michele, iniziata nell’XI secolo. La sua struttura si caratterizza per la composizione simmetrica e per la presenza di un elegante torrione circolare.
La Cattedrale di Santa Maria conserva la cupola originale e offre un’importante testimonianza dell’arte religiosa del Sacro Romano Impero.

Monumenti romani di Treviri

I monumenti romani, la cattedrale di San Pietro e la chiesa di Nostra Signora a Treviri sono Patrimonio Unesco dal 1986. Fondata da Augusto in una posizione strategica tra Germania e Gallie, Treviri rivestì grande importanza all’interno dell’Impero Romano, fino a diventarne, durante i primi anni del regno di Costantino, la capitale. I suoi monumenti romani assumono, quindi, grande rilevanza storica e culturale: la cosiddetta “seconda Roma”, sede di imperatori e di vescovi, è il luogo a nord delle Alpi in cui si conserva il maggior numero di essi.
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Città anseatica di Lubecca

La città anseatica di Lubecca è Patrimonio dell’Umanità dal 1987. La vecchia capitale della Lega Anseatica conserva gran parte della sua vasta e meravigliosa area medievale. Insieme alla zone residenziali sorte nell XIV e XVI secolo, interi quartieri commerciali e artigianali riflettono ancora oggi il profilo originale della città tedesca che, per secoli, dominò il mondo degli affari nell’Europa del Nord.
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Frontiere dell’Impero Romano

Patrimonio dell’Umanità dal 1987 (sito transnazionale esteso nel 2005 e nel 2008). Il limes rappresenta la linea di confine dell’Impero Romano giunto al suo apice (II secolo d.C.): lungo oltre 5.000 km partiva dalla costa atlantica nel nord della Gran Bretagna, attraversava l’Europa settentrionale e centrale per giungere fino al Mar Nero e da lì al Mar Rosso e al Nord Africa, per ritornare infine sulla costa atlantica. Lungo questo confine si trovano resti di mura difensive, fossati, forti, fortezze, torri di guardia e tracce di insediamenti civili.
Il Vallo di Adriano, primo sito designato dall’Unesco, costituisce una testimonianza ineguagliabile delle tecniche e delle concezioni strategiche e geopolitiche sviluppate dall’Impero Romano del suo periodo di massimo sviluppo. Il complesso, lungo 118 km, fornisce un’idea fedele delle titaniche opere di ingegneria militare che servirono a preservare la pax nell’Impero.
Le due sezioni del Limes germanico-retico coprono una distanza di 550 km dal nord-ovest della Germania al Danubio. Il Vallo Antonino, una fortificazione lunga 60 km situata in Scozia, venne iniziato durante il regno di Antonino Pio nel 142 d.C. come difesa contro i “barbari” del nord;rappresenta la parte più settentrionale dei “Limes romani”.

Palazzi e Parchi di Potsdam e Berlino

Patrimonio Unesco dal 1990 (con ampliamenti nel 1992 e nel 1999). I due complessi, rimasti separati dalla conclusione del secondo conflitto mondiale fino al 1990 per le note vicende storiche, sono stati definiti, per magnificenza e bellezza, come le Versailles prussiane. Oggi, riunificati, costituiscono la concentrazione di palazzi e di parchi più ecelttica del Vecchio Continente dei secoli XIII e XIX. Nel disegno dei parchi prevale il giardino all’inglese, anche se sono evidenti e richiami all’antichità classica, al Medioevo e al Rinascimento Italiano.
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Abbazia e Basilica di Lorsch

Patrimonio dell’Umanità dal 1991. Fondata tra il 760 e il 764, attraversò un periodo di grande prosperità tra il X e l’XI secolo. Ben conservata la Torhalle (portico dell’abbazia) con una facciata suddivisa in tre arcate a tutto sesto, decorata con piastrelle bianche e rosse.

Miniere di Rammelsberg e città storica di Goslar

Patrimonio Unesco dal 1992 (sito ampliato nel 2010). La città di Goslar, in Bassa Sassonia, nacque come villaggio commerciale e acquistò ben presto grande importanza grazie ai giacimenti argentiferi del Rammelsberg, al punto che, all’inizio dell’XI secolo, l’imperatore Enrico il Santo (973-1024) vi trasferì la propria residenza. Le chiese medievali, la reggia palatina e le caratteristiche costruzioni a traliccio testimoniano quel periodo di sviluppo urbanistico e artistico che raggiunse l’apice nel XVI secolo.

Bamberga

Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1993. Antica città imperiale dell’Alta Franconia e importante sede universitaria, si distingue per il ricco patrimonio artistico. Nel nucleo più antico sono ubicati il Duomo a quattro campanili (inizi del XIII sec.), che custodisce la famosa scultura del Cavaliere di Bamberga (1230), e l’Abbazia benedettina di Michaelsberg, fondata nel 1004. Caratteristico l’antico quartiere di artigiani e pescatori denominato “Piccola Venezia”.

Monastero di Maulbronn

Patrimonio dell’Umanità dal 1993. Fondato nel 1147 dai cistercensi, che concepirono la costruzione secondo le loro regole di austerità e sobrietà, il monastero possiede una chiesa a tre navate coperte da un soffitto ligneo. Fra gli edifici annessi, una bottega a due piani che fungeva da magazzino e un vecchio chiostro romanico degli inizi del XIII secolo. L’abbazia, cinta da mura difensive, è dotata di un portico (“Paradiso”), testimonianza della transizione dal romanico al gotico.

Collegiata, Castello e città vecchia di Quedlinburg

Patrimonio Unesco dal 1994. L’antico villaggio di mercanti di Quedlinburg si sviluppò attorno al monastero femminile fondato sul Burberg nel 936 e, grazie ai buoni uffici delle badesse, divenne un importante centro commerciale. Simbolo della città, celebre per i suoi edifici a traliccio, è il Castello rinascimentale (XVII e XVIII sec.) i cui saloni conservano preziosi arredi. Di epoca precedente (XII sec.) è la Collegiata di San Servazio, basilica romanica a tre navate.

Acciaierie di Völklingen

Patrimonio dell’Umanità dal 1994. Questo grande complesso costruito nell’Ottocento, attualmente in disuso, rappresenta un interessante esempio di architettura legata allo svilippo industriale e tecnologico.

Sito fossilifero di Messel

Patrimonio Unesco dal 1995. In un’area di circa 70 ettari a sud di Francoforte sono stati rinvenuti sedimenti fossiliferi di età compresa tra i 57 e i 36 milioni di anni. I reperti hanno fornito preziose informazioni sul clima e su oltre 40 specie di piante e animali.

Cattedrale di Colonia

Patrimonio dell’Umanità dal 1996. Si tratta forse dell’incarnazione più perfetta dell’ideale di edificio religioso gotico, con le sue torri altissime come frecce bordate di pietra. E’ considerata, fin dal Medioevo, il simbolo della Germania e dell’affermazione del Cristianesimo nel Vecchio Continente. Anche se venne finita solo nel XIX secolo, il progetto primigenio è stato fedelmente rispettato, riservando all’edificio la sua importanza fondamentale nella storia dell’architettura.
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Il Bauhaus a Weimar e Dessau

Il Bauhaus e le sue realizzazioni a Weimar e Deissau è Patrimonio Unesco dal 1996. L’architettura razionalista di inizio Novecento trovò nel Bauhaus la sua massima espressione. Fondato nel 1919 da Walter Gropius a Weimar, fu poi trasferito a Dessau e, infine, nella capitale Berlino. Hannes Meyer e Ludwig Mies van der Rohe furono i successori di Gropius alla guida della scuola, che si proponeva di superare il distacco ottocentesco tra arte e artigianato, affrontando i problemi della produzione industriale sia nei suoi aspetti sociali (vedasi la perdita della qualità artigianale nel lavoro massificato) sia in quelli espressivi.
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Monumenti commemorativi di Lutero a Eisleben e Wittenberg

Patrimonio dell’Umanità dal 1996. Sebbene sia Eisleben la città natale di Martin Lutero e la piazza centrale ospiti il monumento a lui dedicato, la culla del movimento riformatore protestante è l’antica città di Wittenberg. Qui, infatti, nel 1517 Lutero afflisse alla porta del castello le sue 95 tesi. Sono numerosi i monumenti della città che rimandano a quell’intenso periodo storico e culturale: le statue e le abitazioni di Lutero e del suo seguace Melantone e la Cattedrale di Santa Maria, dove il riformatore era solito predicare.

Weimar classica

Patrimonio Unesco dal 1998. A cavallo tra il XVIII e il XIX secolo Weimar attraversò un periodo di grande fioritura culturale e attirò molti scrittori, fra cui Goethe e Schiller. La rinascita culturale fu accompagnata da un notevole sviluppo architettonico e artistico, come testimoniano i numerosi palazzi e giardini sorti nella città (tra cui le case di Goethe e Schiller e la biblioteca della duchessa Anna Amalia).

Museuminsel (Isola dei Musei)

Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1999. Il museo d’arte concepito come fenomeno sociale nasce in epoca illuminista nel XVIII secolo. I cinque musei della Museuminsel di Berlino, istituiti fra il 1824 e il 1950, rappresentano la realizzazione di un progetto visionario e l’evoluzione del concetto di museo nel corso dei secoli. Ogni museo è stato concepito per avere un rapporto organico con le collezioni in esso custodite e oltrepassa il valore delle opere d’arte che ripercorrono l’evoluzione della civiltà, per affermarsi come un’importante testimonianza urbanistica e architettonica.

Fortezza di Wartburg

Patrimonio dell’Umanità dal 1999, può essere considerata come il “castello ideale”. Benché alcune parti originali risalgano all’epoca feudale, la sua configurazione attuale deriva dalle opere di ristrutturazione del XIX secolo e consente di rievocare l’immagine della fortezza ai tempi della sua potenza militare e signorile. E’ qui che, in clandestinità, Martin Lutero tradusse in tedesco il Nuovo Testamento.

Gartenreich di Dessau-Wörlitz

Patrimonio Unesco dal 2000. Questo complesso, composto da edifici, parchi, giardini inglesi e terreni coltivati, è un eccezionale esempio di progettazione paesaggistica e di urbanizzazione del XVIII secolo.

Isola monastica di Reichenau

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. L’isola di Reichenau, nel Lago di Costanza, conserva una serie di edifici religiosi che offrono un significativo panorama dell’architettura monastica dell’Alto Medioevo nell’Europa centrale. Tra tutti segnaliamo i resti del monastero benedettino, fondato nel 724, che fu un notevole centro spirituale, artistico e intellettuale.

Complesso industriale delle Miniere di carbone della Zollverein ad Essen

Patrimonio dell’Umanità dal 2001. Il sito storico di estrazione del carbone include diversi edifici del XX secolo di grande valore architettonico. Si tratta di una straordinaria testimonianza dell’ascesa e della caduta di questo fondamentale comparto negli ultimi 150 anni.

Gola del Reno, fra Coblenza e Bingen

Patrimonio Unesco dal 2002. I 65 km della Valle del Medio Reno, con i suoi castelli, le sue città storiche e i suoi vigneti, offrono la visione di un paesaggio naturale spettacolare e molto vario. Qui storia e leggenda si sono più volte intrecciate e hanno influenzato per secoli scrittori, pittori e compositori.

Centri storici di Stralsund e Wismar

Patrimonio dell’Umanità dal 2002. Le città medievali di Wismar e Stralsund, situate lungo la costa baltica della Germania, furono importanti centri commerciali della Lega Anseatica (XIV e XV sec.). Passarono in seguito sotto il dominio svedese e divennero centri difensivi della Svezia sul territorio tedesco (XVII e XVIII). Queste città contribuirono in maniera notevole allo sviluppo dell’edilizia e delle tecniche di costruzione come quella del “mattone gotico” nella regione baltica. Importanti esempi si trovano in diverse cattedrali in mattoni, nel Municipio di Stralsund e in una serie di edifici residenziali, commerciali e artigianali, che ne descrivono l’evoluzione nel corso dei secoli.

Municipio e statua di Roland sulla piazza del mercato di Brema

Patrimonio dell’Umanità dal 2004. Si tratta di importanti testimonianze dell’autonomia civica e della sovranità del Sacro Romano Impero. Il vecchio edificio del municipio venne eretto in stile gotico agli inizi del Quattrocento, dopo che Brema entrò nella Lega Anseatica; venne ristrutturato agli inizi del XVII secolo in stile “Rinascimento del Weser”. Agli inizi del XX sec. un nuovo municipio venne costruito accanto al vecchio quale parte di un insieme sopravvissuto ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. La statua di Roland, alta 5,5 metri, risale al 1404.

Parco di Muskau

Muskauer Park in Germania e Park Mużakowski in Polonia
Patrimonio Unesco dal 2004. Questo parco esteso su una superficie di 559,90 ettari, si trova su entrambi i lati della Neisse sul confine tra Polonia e Germania. Venne progettato tra il 1815 e il 1844 per volere dal principe Hermann von Puckler-Muskau. Il parco si integra perfettamente nell’ambiente agricolo circostante e ha aperto la strada a nuovi approcci nell’ambito della progettazione del paesaggio, influenzando lo sviluppo dell’architettura paesaggistica sia nel Vecchio Continente che in America. Ideato come un “dipinto con piante”, non cerca di evocare paesaggi classici né tanto meno l’immagine del paradiso o di qualche perfezione perduta; utilizza bensì piante locali al fine di migliorare le qualità del paesaggio esistente. Questo clima s’estende nella città di Muskau dove si trovano ampie aree verdi. Il sito comprende anche un castello ricostruito, dei ponti e un arboreto.

Città vecchia di Ratisbona

Patrimonio Unesco dal 2006. Situata sul Danubio, questa città medievale ospita molti edifici di eccezionale qualità che riflettono il suo passato di centro commerciale e la sua influenza sulla Baviera a partire dal IX secolo. Ha conservato una notevole quantità di strutture storiche che coprono due millenni, incluso il periodo dell’antica Roma, nonché edifici romanici e gotici. L’architettura dei secoli XI-XIII – il Mercato, il Municipio, la Cattedrale – conferisce a Ratisbona un carattere speciale: edifici alti, vicoli stretti e bui, pareti molto possenti. Tra gli edifici troviamo torri patrizie, chiese e complessi monastici, nonché il ponte di pietra del XII secolo. La città è anche nota per la presenza dei resti che testimoniano la sua ricca storia quale centro del Sacro Romano Impero convertito al protestantesimo.

Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa

Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 2007, esteso nel 2011 e nel 2017. E’ composto da 77 siti situati in 12 Paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Italia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ucraina. Si tratta di uno straordinario esempio di faggete non disturbate dall’antropizzazione che si sono sviluppate dopo la fine dell’ultima era glaciale. Queste foreste sono indispensabili per comprendere la storia e l’evoluzione del faggio, che si è diffuso a tutte le altitudini, dalle zone costiere alle montagne, partendo dalle originarie aree glaciali dell’Europa sud orientale.

Residenze in stile moderno di Berlino

Patrimonio dell’Umanità dal 2008. Questi sei complessi residenziali testimoniano le politiche abitative innovative in voga tra il 1910 e il 1933, durante la Repubblica di Weimar, quando Berlino era la città delle avanguardie sociali, politiche e culturali. Le idee e le politiche di quel periodo contribuirono a migliorare le abitazioni e le condizioni di vita delle persone con reddito basso, grazie ad approcci innovativi nel campo della pianificazione urbana, dell’architettura e del design. Bruno Taut, Martin Wagner e Walter Gropius furono gli artefici principali di questi progetti, che hanno fortemente influenzato lo sviluppo dell’edilizia globale.

Mare dei Wadden

Patrimonio Unesco dal 2009, con successive estensioni nel 2014. Sito transnazionale (Danimarca, Germania e Paesi Bassi). Si tratta del più grande sistema ininterrotto di sabbia intertidale e distese di fango in tutto il mondo. Il sito copre area olandese di conservazione del mare di Wadden, i parchi nazionali tedeschi del mare di Wadden della Bassa Sassonia e dello Schleswig-Holstein,e la maggior parte della zona di conservazione marittima danese del mare di Wadden. Si contraddistingue per la presenza di un grande ambiente umido costiero, relativamente pianeggiante e temperato, formato dalle complesse interazioni tra fattori fisici e biologici che hanno dato vita ad una moltitudine di habitat di transizione, con canali di marea, prati di posidonia, distese fangose, saline, estuari, banchi di sabbia, spiagge e dune. La zona ospita diverse specie vegetali e animali, tra le quali ricordiamo alcuni mammiferi marini come la foca comune e la foca grigia. Il mare di Wadden è uno degli ultimi ecosistemi intertidali rimasti su larga scala, dove i processi naturali continuano a funzionare in gran parte indisturbati.

Officine Fagus ad Alfeld an der Leine

Patrimonio dell’Umanità dal 2011. Si tratta di dieci edifici progettati nei primi anni del Novecento da Walter Gropius ad Alfeld an der Leine, in Bassa Sassonia. Essi offrono una preziosa testimonianza dello sviluppo dell’architettura moderna e del design industriale: con le loro finestre rivoluzionarie e l’estetica funzionalista sono un emblema del movimento modernista e del Bauhaus. La successione degli edifici venne stabilita in funzione del processo industriale, dalle materie prime alla produzione fino allo stoccaggio.

Siti palafitticoli preistorici delle Alpi

Patrimonio Unesco dal 2011. Il sito transnazionale raggruppa 111 siti archeologici palafitticoli situati in Austria, Svizzera, Francia, Germania, Italia e Slovenia. I resti degli insediamenti preistorici sono databili tra il 5000 e il 500 a.C. e si trovano sotto l’acqua, sulle rive di laghi e fiumi, o in aree umide. Gli scavi, condotti solo in alcuni dei siti, hanno fornito informazioni in merito alla vita durante il Neolitico e l’Età del Bronzo nell’Europa alpina e al modo in cui le comunità interagivano con l’ambiente circostante. Questi siti archeologici, eccezionalmente ben conservati e culturalmente ricchi, costituiscono una delle fonti più importanti per lo studio delle prime società agricole della regione.

Teatro dell’Opera margraviale di Bayreuth

Patrimonio Unesco dal 2012. Capolavoro dell’architettura teatrale barocca, venne edificato tra il 1745 e il 1750 per volere di Margravine Wilhelmine, moglie di Federico, Margrave di Brandeburgo-Bayreuth, su progetto dal famoso architetto Giuseppe Galli Bibiena. Si tratta dell’unico esempio interamente conservato di Teatro dell’Opera in cui un pubblico di 500 persone può sperimentare autenticamente la cultura e l’acustica dell’opera di corte barocca, visto che il suo auditorium conserva i materiali originali, ovvero il legno a strati e la tela dipinta.

Bergpark Wilhelmshöhe

Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2013. Scendendo da una collina dominata dalla gigantesca statua di Ercole, i grandiosi giochi d’acqua di Wilhelmshöhe furono iniziate dal Landgravio Carl d’Assia-Kassel nel 1689 attorno ad un asse est-ovest e furono ampliate nel XIX secolo. Serbatoi e canali forniscono acqua a un complesso sistema di dispositivi idropneumatici che riforniscono il grande teatro acquatico barocco, la grotta, le fontane e la Grand Cascade (alta 350 metri). Inoltre, canali e corsi d’acqua si snodano lungo l’asse, alimentando una serie di cascate e di rapide, la Grand Fountain simile a un geyser che salta a 50 m di altezza, il lago e gli stagni appartati che animano il giardino romantico creato nel XVIII secolo da Wilhelm I. Il grande parco, l’acquedotto e la statua di Ercole testimoniano gli ideali della monarchia assolutista e sono un eccezionale esempio dell’estetica barocca e romantica.

Westwerk carolingio e Civitas di Corvey

Patrimonio Unesco dal 2014. Il sito si trova lungo il fiume Weser, alla periferia di Höxter, dove il Westwork carolingio e la Civitas Corvey furono costruiti tra l’822 e l’885 d.C. Il Westwork è l’unica struttura integra che risale all’epoca carolingia, mentre dell’originale complesso dell’abbazia imperiale rimangono solo resti archeologici, parzialmente scavati. Il Westwork di Corvey rappresenta una delle più importanti espressioni architettoniche carolingie: la sua articolazione e decorazione architettonica illustrano chiaramente il ruolo svolto nell’impero franco dai monasteri imperiali al fine di garantire il controllo e l’amministrazione territoriale, nonché la diffusione del cristianesimo e dell’ordine culturale e politico carolingio in tutta Europa.

Speicherstadt e il distretto Kontorhaus con Chilehaus

Patrimonio dell’Umanità dal 2015. Speicherstadt e l’adiacente distretto Kontorhaus sono due aree urbane della città portuale di Amburgo. Speicherstadt, originariamente sviluppato su un gruppo di isole del fiume Elba (1885-1927), venne in parte ricostruito tra il 1949 e il 1967; si tratta di uno dei più grandi complessi di magazzini portuali del mondo (300.000 m²): comprende 15 blocchi di magazzini, sei edifici ausiliari e una rete di collegamento di brevi canali. Adiacente al moderno edificio per uffici Chilehaus, il quartiere Kontorhaus copre una superficie di oltre 5 ettari con sei grandi complessi di uffici costruiti tra il 1920 e il 1940 per ospitare le aziende collegate ai porti.

Opera architettonica di Le Corbusier, un contributo eccezionale al Movimento Moderno

Patrimonio Unesco dal 2016. I 17 siti che compongono questo sito transnazionale sono: Palazzo dell’assemblea di Chandigarh (India), Haus der Weissenhofsiedlung a Stoccarda (Germania), Maison Guiette ad Anversa (Belgio), Cité Frugès a Pessac (Francia), Maison La Roche-Jeanneret a Parigi (Francia), Unité d’Habitation di Marsiglia (Francia), Manifattura Claude et Duval a Saint-Dié (Francia), Cappella di Notre-Dame-du-Haut di Ronchamp (Francia), Immeuble Molitor a Parigi (Francia), Villa Savoye a Poissy (Francia), Cabanon di Le Corbusier a Roquebrune-Cap-Martin (Francia), Convento di Sante Marie de La Tourette a Éveux (Francia), Maison de la Culture di Firminy (Francia), Villa Le Lac a Corseaux (Svizzera, lago Lemàno), Immeuble Clarté a Ginevra (Svizzera), Maison du docteur Curutchet a La Plata, vicino a Buenos Aires (Argentina), Museo nazionale di arte occidentale di Tokyo (Giappone). L’architetto svizzero Le Corbusier (1887-1965), il cui vero nome era Charles-Édouard Jeanneret-Gris, fu uno dei massimi esponenti del fenomeno dell’internazionalizzazione della produzione architettonica; egli ha segnato il corso del rinnovamento delle tecniche di costruzione, capaci di soddisfare i bisogni della società nel XX secolo.

Grotte e arte del periodo glaciale nelle Alpi sveve

Patrimonio Unesco dal 2017. L’uomo moderno giunse in Europa circa 43 mila anni fa, durante l’ultima età glaciale. Una delle aree prescelte come residenza dai nostri antenati furono le Alpi sveve nel sud della Germania. Le esplorazioni speleologiche iniziate nel 1860 portarono alla luce manufatti databili tra i 43000 e i 33000 anni fa: pitture murali raffiguranti animali (mammuth, cavalli e bovini), strumenti musicali e oggetti di ornamento personale. Altre pitture raffigurano creature per metà animali e per metà umane ed è stata anche ritrovata una statuetta dalle sembianze femminili. Questi siti archeologici sono uno degli esempi più antichi di arte figurativa nel mondo e potrebbero aiutare a far luce sulle origini dell’arte.

Complesso archeologico di confine di Hedeby e Danevirke

Patrimonio dell’Umanità dal 2018. Il sito archeologico di Hedeby include i resti di un emporio con tracce di strade, edifici, cimiteri e un porto risalenti al I – II millennio a.C.; fu un importante centro commerciale tra l’Europa continentale e la Scandinavia e tra il Mare del Nord e il Mar Baltico. Esso è circondato da un tratto del Danevirke, una linea di fortificazione che attraversa l’istmo dello Schleswig, che separa la penisola dello Jutland dal resto del Vecchio Continente. Grazie al suo materiale archeologico ricco e ben conservato, è divenuto un sito chiave per l’interpretazione degli sviluppi economici, sociali e storici in Europa durante l’epoca vichinga.

Cattedrale di Naumburg

Patrimonio Unesco dal 2018. Situata nella parte est del bacino della Turingia, la cattedrale di Naumburg, la cui costruzione ebbe inizio nel 1028, è una straordinaria testimonianza dell’arte e dell’architettura medievale. La sua struttura romanica, affiancata da due cori gotici, testimonia la transizione stilistica dal tardo romanico al primo gotico. Il coro occidentale, risalente alla prima metà del XIII secolo, riflette i cambiamenti nella pratica religiosa e l’aspetto della scienza e della natura nelle arti figurative. Il coro e le sculture a grandezza naturale dei fondatori della Cattedrale sono capolavori del laboratorio noto come il “Maestro Naumburg”.

Regione mineraria dei Monti Metalliferi

Patrimonio dell’Umanità dal 2019. I Monti Metalliferi si estendono tra la Sassonia tedesca e la Repubblica Ceca nord-occidentale. La regione divenne la più importante fonte d’argento in Europa dal 1460 al 1560. Lo stagno fu storicamente il secondo metallo ad essere estratto e trattato nel sito. Alla fine del XIX secolo, poi, la regione divenne un importante produttore di uranio. Il paesaggio culturale dei Monti Metalliferi è stato profondamente modellato da 800 anni di lavori ininterrotti: miniere, sistemi pionieristici di gestione delle risorse idriche, siti innovativi di lavorazione e fusione dei minerali e città minerarie.

Sistema di gestione dell’acqua di Augusta

Patrimonio Unesco dal 2019. Il sistema di gestione delle risorse idriche della città di Augusta si è evoluto dal XIV secolo ai giorni nostri. Include una rete di canali, diverse torri d’acqua (XV e XVII sec.) che ospitavano macchinari di pompaggio, una sala per macelleria raffreddata ad acqua, un sistema di tre fontane monumentali e centrali idroelettriche, che continuano a fornire energia sostenibile oggi. Le innovazioni tecnologiche generate da questo sistema di gestione dell’acqua hanno fatto di Augusta una città pioniera nell’ingegneria idraulica.

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