Patrimoni UNESCO nei Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi troviamo nove siti designati Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ma non è tutto: appartiene, infatti, al Regno dei Paesi Bassi anche l’isola caraibica di Curaçao, dove troviamo un altro sito Unesco. Scopriamoli insieme.

Schokland e dintorni

Patrimonio dell’Umanità dal 1995. Queste terre rappresentano un caso unico al mondo, in quanto costituiscono un esempio significativo dello sforzo umano per arginare le forze della natura. I resti archeologici hanno evidenziato che già 10 mila anni fa vi erano popolazioni residenti in questa zona, ma le inondazioni cicliche costrinsero all’abbandono temporaneo degli insediamenti e trasformarono la penisola in un’isola (XV sec.); la zona fu completamente evacuata nel 1859. Le sostanziali opere di bonifica condotte negli anni Quaranta del XX secolo cambiarono l’assetto dell’antico golfo Zuiderzee, oggi intensamente coltivato. Schokland simboleggia l’eroica e antichissima lotta degli abitanti dei Paesi Bassi contro l’avanzare del mare.

Linea difensiva di Amsterdam

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996. Si tratta di un eccezionale esempio di sistema difensivo integrato di epoca moderna, mantenutosi perfettamente conservato dalla fine del XIX secolo, quando fu realizzato. Notevole è il metodo originale adottato dagli olandesi per riuscire a inserire questa straordinaria opera di ingegneria idraulica nel sistema difensivo della loro capitale.
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Sistema dei mulini di Kinderdijk-Elshout

Patrimonio Unesco dal 1997. Questo articolato sistema di mulini simboleggia la vittoria dell’uomo sulle forze naturali e offre la visione di come un tempo doveva apparire il paesaggio olandese. Le stazioni idrauliche per il drenaggio dell’acqua ad uso agricolo e per la fornitura di servizi agli insediamenti sorsero già nel Medioevo e si sono evoluti ininterrottamente sino ai giorni nostri. Il sito mostra tutte le caratteristiche tipiche associate a questo tipo di tecnologia: dighe, argini, stazioni di pompaggio, edifici amministrativi e 19 mulini a vento. Questi ultimi risalgono al XVIII secolo e sono azionati dal vento, funzionano da idrovore.

Stazione di passaggio a vapore di Wouda

Patrimonio dell’Umanità dal 1998. L’avvento del vapore come fonte di energia fornì agli olandesi uno strumento nuovo per combattere le forze del mare e portò alla costruzione dell’impianto di Wouda a Lemmer (inaugurato nel 1920), il più grande al mondo ancora operativo.

Polder di Beemster

Patrimonio Unesco dal 1999, rappresenta la più antica porzione di terra che gli olandesi riuscirono a strappare al mare all’inizo del Seicento. Stiamo parlando infatti di un tipico polder olandese, ovvero una terra dapprima sommersa dal mare e poi fatta riemergere artificialmente. Ha mantenuto intatto il suo paesaggio regolare e articolato, in cui si alternano campi, canali, strade, dighe e centri abitati concepiti secondo i principi urbanistici classici e rinascimentali.

Rietveld Schröderhuis

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. La casa Rietveld Schröderhuis a Utrecht, realizzata dall’architetto Gerrit Thomas Rietveld nel 1924, è considerata una delle icone del movimento modernista nel campo dell’architettura. Si tratta di una piccola casa unifamigliare, considerata il manifesto della corrente artistica De Stijl che accomunò molti degli architetti olandesi degli anni Venti del XX secolo.

Mare dei Wadden

Patrimonio Unesco dal 2009, con successive estensioni nel 2014. Sito transnazionale (Danimarca, Germania e Paesi Bassi). Si tratta del più grande sistema ininterrotto di sabbia intertidale e distese di fango in tutto il mondo. Il sito copre area olandese di conservazione del mare di Wadden, i parchi nazionali tedeschi del mare di Wadden della Bassa Sassonia e dello Schleswig-Holstein,e la maggior parte della zona di conservazione marittima danese del mare di Wadden. Si contraddistingue per la presenza di un grande ambiente umido costiero, relativamente pianeggiante e temperato, formato dalle complesse interazioni tra fattori fisici e biologici che hanno dato vita ad una moltitudine di habitat di transizione, con canali di marea, prati di posidonia, distese fangose, saline, estuari, banchi di sabbia, spiagge e dune. La zona ospita diverse specie vegetali e animali, tra le quali ricordiamo alcuni mammiferi marini come la foca comune e la foca grigia. Il mare di Wadden è uno degli ultimi ecosistemi intertidali rimasti su larga scala, dove i processi naturali continuano a funzionare in gran parte indisturbati.

Canali di Amsterdam (XVII secolo) all’interno del Singelracht

Patrimonio dell’Umanità dal 2010. Lo storico quartiere dei canali di Amsterdam è il risultato di un progetto per una nuova città portuale costruita tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Il sito comprende una rete di canali a ovest e a sud del centro storico e il porto medievale che circondava la città vecchia. Si trattava di un progetto a lungo termine che prevedeva l’estensione della città grazie al drenaggio della palude, con un sistema di canali ad archi concentrici e per mezzo del riempimento degli spazi intermedi.

Fabbrica Van Nelle di Rotterdam

Patrimonio dell’Umanità dal 2011. La Van Nellefabriek risale agli anni Venti del XX sec. e si trova sul canale del Spaanse Polder, a Nord-Ovest di Rotterdam. Il sito è una vera icona dell’architettura industriale del Novecento e include un complesso di industrie con facciate in vetro e acciaio con chiaro riferimento alla tecnica della “facciata continua”. Progettata come fabbrica ideale, aperta al mercato mondiale, la Van Nelle presenta una struttura pensata per offrire ai lavoratori le migliori condizioni di lavoro possibili. Simbolo della cultura modernista e funzionalista imperante fra le due guerre mondiali, ancora oggi testimonia la lunga storia commerciale e industriale dei Paesi Bassi nel campo della produzione alimentare, specie quella riguardante l’importazione di frutti tropicali, qui lavorati per il mercato europeo.

Area storica di Willemstad, città interna e porto – Curaçao

Concludiamo con questo sito, Patrimonio Unesco dal 1997, che si trova al di fuori del continente europeo. Gli olandesi, intorno al 1634, fondarono un insediamento commerciale nei pressi del bel porto dell’isola caraibica di Curaçao. Questo villaggio, con il passare del tempo, si è evoluto fino a diventare la moderna città di Willemstad. Qui si trovano diversi quartieri caratteristici la cui architettura riflette non solo le idee urbanistiche europee ma riesce anche a mescolare gli stili delle città portoghesi, spagnole e olandesi con cui Willemstad venne in contatto.

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