Patrimoni UNESCO nel Regno Unito

Nel Regno Unito troviamo 32 siti Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli insieme.

Stonehenge, Avebury e siti associati

I monumenti megalitici di Stonehenge, Avebury e località vicine sono Patrimoni dell’Umanità UNESCO dal 1986. Parlare di Stonehenge significa parlare di un mito antico e universale. Nel corso dei secoli il mistero delle sue origini ha ispirato le interpretazioni più disparate, dalla magia alla fantascienza. A ogni modo, l’esistenza nella regione di molti altri monumenti analoghi dimostra che non si tratta di un’opera isolata, ma bensì del frutto maturo di una cultura o di una successione di culture fiorite nell’Occidente europeo agli albori della storia.
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Scogliera dei Giganti

La Scogliera dei Giganti e la Causeway Coast, nell’Irlanda del Nord, sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1986. Benché i basalti colonnari non costituiscano una rarità, quelli della Scogliera dei Giganti, per la loro estensione e la loro esposizione a cielo aperto in una meravigliosa baia marina, rappresentano assolutamente un unicum nel panorama geologico mondiale. La disposizione geometrica delle colonne ha ispirato numerose leggende che solo gli studi geologici moderni hanno potuto sfatare con argomenti scientifici.
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Cattedrale e Castello di Durham

Patrimoni dell’Umanità dal 1986, sono due grandi simboli dell’Europa medievale e costituiscono un complesso di singolare armonia, accentuata dalla suggestiva posizione su un muraglione roccioso. La Cattedrale, costruita nel 1093 per custodire le reliquie di San Cutberto di Lindisfarne (primo evangelizzatore della Northumbria) e di Beda il Venerabile, è il più significativo monumento normanno in Inghilterra e presenta un sistema di volte eccezionale per l’epoca. Il Castello, iniziato nel 1072, possiede sale e gallerie di epoche diverse.

Gola di Ironbridge

Patrimonio Unesco dal 1986. Lungo la stretta valle del fiume Severn fiorì nel XVIII secolo un’intensa attività mineraria che portò alla creazione di fabbriche, ferrovie e canali che trasformarono questa regione in emblema della rivoluzione industriale. L’Ironbridge, il primo ponte costruito in struttura metallica e inaugurato nel 1781, ricorda quel processo evolutivo.

Parco di Studley Royal e rovine dell’Abbazia di Fountains

Patrimonio dell’Umanità dal 1986. Studley Royal è un vastissimo podere nella contea di North Yorkshire, strutturato secondo lo stile paesaggista tipico dei giardini inglesi del XVIII secolo. Comprende le rovine dell’Abbazia cistercense di Fountains, fondata nel 1131, e la piccola chiesa neogotica di Saint Mary, costruita nel XIX secolo.

Castelli e mura di re Edoardo I nel Gwynedd

Patrimonio dell’Umanità dal 1986. Verso la metà del XIII secolo, Edoardo I d’Inghilterra tracciò un vasto piano di fortificazioni per consolidare la conquista del Galles, di cui i castelli di Beaumaris e Harlech, insieme ai borghi fortificati di Conwy e Caernarfon, risaltano come il migliore esempio di architettura militare medievale. Le opere di fortificazione furono progettate dall’architetto savoiardo Jacques de Saint-George e presentano una grande coerenza stilistica e stilistica.

Saint Kilda

Patrimonio Unesco dal 1986 (sito esteso nel 2004 e nel 2005). Situato al largo della costa delle Ebridi, l’arcipelago scozzese di Saint Kilda comprende le isole Hirta, Dun, Soay, Boreray, ed è costituito dai resti di un vulcano disintegratosi nel Terziario: la sua frammentazione e la successiva glaciazione hanno creato un paesaggio unico, modellato in modo spettacolare dai ghiacci e dal vento.
Gli scogli e le praterie di queste isole sono uno dei principali centri di riproduzione di uccelli pelagici dell’Oceano Atlantico; su queste scogliere, le più alte d’Europa, vivono colonie di uccelli in via di estinzione, come ad esempio pulcinelle di mare e sule.
Saint Kilda è disabitata dal 1930, ma l’arcipelago conserva tracce della presenza umana per oltre 2000 anni. I resti umani comprendono i sistemi agricoli, i cleit e le tradizionali case in pietra delle Highland: essi rappresentano le fragili tracce di un’economia di sussistenza basata sull’agricoltura e sull’allevamento ovino.

Città di Bath

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1987. Essa deve la sua importanza alle terme romane, riportate alla luce circa cent’anni fa, e allo straordinario complesso di edifici neoclassici risalenti al XVIII secolo, ispirati al Rinascimento italiano e soprattutto ad Andrea Palladio. L’eccezionale rinnovamento urbanistico che interessò Bath in quel periodo ne fece una delle più belle città del Vecchio Continente, un cui paesaggio e architettura si fondono in perfetta armonia.
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Palazzo e Abbazia di Westminster

Il Palazzo e l’Abbazia di Westminster, con la Chiesa di Santa Margherita, sono Patrimoni dell’Umanità UNESCO dal 1987. Il complesso architettonico costituisce il più importante simbolo del potere politico nel Regno Unito. Nell’abbazia sono stati, infatti, incoronati tutti i re e le regine (tranne due) d’Inghilterra, mentre il palazzo è stato prima residenza reale e in seguito sede del parlamento. La piccola chiesa è indissolubilmente legata alla Camera dei Comuni che, fin dalle sue origini, la scelse come propria chiesa.
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Frontiere dell’Impero Romano

Patrimonio dell’Umanità dal 1987 (sito transnazionale esteso nel 2005 e nel 2008). Il limes rappresenta la linea di confine dell’Impero Romano giunto al suo apice (II secolo d.C.): lungo oltre 5.000 km partiva dalla costa atlantica nel nord della Gran Bretagna, attraversava l’Europa settentrionale e centrale per giungere fino al Mar Nero e da lì al Mar Rosso e al Nord Africa, per ritornare infine sulla costa atlantica. Lungo questo confine si trovano resti di mura difensive, fossati, forti, fortezze, torri di guardia e tracce di insediamenti civili.
Il Vallo di Adriano, primo sito designato dall’Unesco, costituisce una testimonianza ineguagliabile delle tecniche e delle concezioni strategiche e geopolitiche sviluppate dall’Impero Romano del suo periodo di massimo sviluppo. Il complesso, lungo 118 km, fornisce un’idea fedele delle titaniche opere di ingegneria militare che servirono a preservare la pax nell’Impero.
Le due sezioni del Limes germanico-retico coprono una distanza di 550 km dal nord-ovest della Germania al Danubio. Il Vallo Antonino, una fortificazione lunga 60 km situata in Scozia, venne iniziato durante il regno di Antonino Pio nel 142 d.C. come difesa contro i “barbari” del nord;rappresenta la parte più settentrionale dei “Limes romani”.
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Palazzo di Blenheim

Patrimonio Unesco dal 1987. Luogo di nascita di Winston Churchill, il Palazzo di Blenheim, presso Oxford, fu eretto tra il 1701 e il 1724 per John Churchill, primo duca di Marlborough. Lontano dai modelli del classicismo francese, si presenta innovativo nell’architettura e nell’organizzazione dello spazio. Il parco, creato dal famoso progettista di giardini “Capability” Brown, mostra i canoni del movimento romantico inglese.

Torre di Londra

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1988. Usata a seconda delle necessità come caserma, residenza reale, tribunale e prigione, rappresenta un magnifico esempio dell’evoluzione dell’architettura militare medievale ed è uno dei luoghi storici più significativi di tutta l’Inghilterra. Le sue mura sono state, infatti, testimoni di tutta la storia della Corona inglese, da Guglielmo il Conquistatore, che la fece costruire nell’XI secolo, fino ai giorni nostri e sono diventate il simbolo stesso della solidità della monarchia britannica. Lo dimostra il fatto che all’interno delle sue inespugnabili mura sono custoditi i preziosissimi gioielli della Corona.
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Cattedrale di Canterbury

La Cattedrale di Canterbury, l’Abbazia di Sant’Agostino e la Chiesa di San Martino sono Patrimoni dell’Umanità UNESCO dal 1988. Canterbury è la capitale spirituale dell’Inghilterra dal momento che proprio in questa città iniziò il processo di evangelizzazione che la trasformò in un Paese cattolico. Nel cuore medievale della città, una delle più antiche di tutto il Regno Unito, si trovano tre monumenti apparentemente senza attinenza tra loro, ma nei quali è racchiusa tutta la storia della Chiesa britannica precedente alla Riforma Anglicana: la Cattedrale, ovvero il simbolo di questa importante trasformazione (considerata la Chiesa Madre d’Inghilterra), la Chiesa di San Martino e l’Abbazia di Sant’Agostino, ormai ridotta in rovina, che evocano rispettivamente la nascita e il tramonto della Chiesa sull’isola.
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Edimburgo: Città Vecchia e Città Nuova

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995. La capitale della Scozia, con il suo labirinto di strette viuzze medievali e con i suoi quartieri settecenteschi rappresenta un capolavoro di armonizzazione urbanistica. Il magnifico centro storico è costellato di edifici religiosi e civili, testimonianza della lunga storia della città, in un’atmosfera che mantiene intatto tutto il suo sapore antico. Posto sulla cima di una rupe basaltica, il castello domina con la sua mole possente gli ordinati quartieri sottostanti.
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Greenwich

Patrimonio Unesco dal 1997. In questo sobborgo di Londra, famoso per il suo osservatorio, l’architetto Inigo Jones realizzò all’inizio del XVII secolo la Queen’s House, un edificio di ispirazione rigorosamente palladiana che, con la sua pragmatica semplicità, aprì una nuova era per l’architettura inglese. Cristopher Wren progettò nel 1695 il Reale Collegio Navale, complesso ispirato ai modelli francesi, portato a termine nel 1750.

Complesso neolitico delle Orcadi

Patrimonio dell’Umanità dal 1999. I monumenti neolitici delle Orcadi comprendono una grande tomba con camere funerarie (Maes Howe), 27 monoliti disposti in cerchi regolari (Ring of Brodgar) e il villaggio di Skara Brae, risalente all’Età della Pietra. Gli arredi interni delle abitazioni e i resti dei luoghi cerimoniali e di sepoltura offrono una preziosa testimonianza sulle antiche condizioni di vita in questo lontano arcipelago a nord della costa scozzese.

Paesaggio industriale di Blaenavon

Patrimonio Unesco dal 2000. L’area di Blaenavon è un’eloquente testimonianza dell’importante ruolo svolto dal Galles meridionale come maggiore produttore mondiale di ferro e carbone nel XIX secolo. Miniere, cave, impianti ferroviari, altiforni, abitazioni degli operai e infrastrutture sociali sono ancora visibili nel sito.

New Lanark

Patrimonio Unesco dal 2001. Insediamento scozzese fondato nel XVIII secolo. Qui gli ideali umanisti e utopici di Robert Owen dettero vita, agli inizi del XIX secolo, a un modello di comunità industriale, dotata di imponenti industrie di lavorazione del cotone e spaziose case dei lavoratori.

Saltaire

Patrimonio dell’Umanità dal 2001. Situato nello Yorkshire occidentale, questo sito rappresenta un esempio ben conservato di villaggio industriale della seconda metà dell’Ottocento. Le industrie tessili, gli edifici pubblici e gli alloggi dei lavoratori si armonizzano perfettamente tra loro nel rispetto dei più alti standard allora vigenti di architettura industriale e pianificazione urbana.

Costa del Dorset e del Devon orientale

Patrimonio Unesco dal 2001. Le scogliere del Dorset e del Devon (Jurassic Coast) offrono una sequenza quasi ininterrotta di formazioni rocciose che spaziano dal Mesozoico ad un periodo databile intorno ai 185 milioni di anni fa. Il sito presenta numerosi fossili e formazioni geomorfologiche, risultati di primaria importanza per gli studi scientifici degli ultimi tre secoli.

I mulini della valle del Derwent

Patrimonio dell’Umanità dal 2001. La valle del Derwent si trova nell’Inghilterra centrale e ospita numerosi mulini e fabbriche per la lavorazione del cotone edificate tra il XVIII e il XIX secolo. Le moderne industrie sono la prosecuzione dell’attività iniziata a Cromford, dove le invenzioni di Richard Arkwright furono messe in pratica per la prima volta su scala industriale. Le abitazioni dei lavoratori, ancora intatte, rappresentano una preziosa testimonianza della situazione socioeconomica e dello sviluppo di questa regione nel corso degli anni.

Giardini Botanici Reali di Kew

Patrimonio Unesco dal 2003. Il sito testmonia il periodo di massima evoluzione dell’arte della costruzione di giardini in Inghilterra dal XVIII al XX secolo. Qui sono ospitate importanti collezioni botaniche (sia piante viventi che conservate nel museo) e conservati preziosi documenti storici. Dal momento della sua creazione, nel 1759, i giardini hanno contribuito allo studio della botanica.

Liverpool, città mercantile marittima

Patrimonio Unesco dal 2004. Il sito comprende sei aree del centro storico e della zona portuale della città, testimonianze dello sviluppo di uno dei maggiori porti commerciali del mondo tra il XVIII e il XIX secolo. Liverpool ha giocato un ruolo chiave nella crescita dell’impero britannico e fu il principale porto per il trasporto di persone, tra cui schiavi e immigrati, dal Nord Europa verso l’America. La città è stata pioniera nello sviluppo della moderna tecnologia legata alle attività marittime e portuali, ai sistemi di trasporto e alla gestione dei porti.

Paesaggio minerario della Cornovaglia e del Devon occidentale

Patrimonio dell’Umanità dal 2006. Gran parte del paesaggio della Cornovaglia e del Devon occidentale ha subito trasformazioni nel corso del XVIII-XIX secolo come risultato del rapido aumento delle estrazioni di rame e stagno. Le miniere, le sale motori, le fonderie, le nuove città, i porti, gli scali merci riflettono la prolifica crescita di un’industria capace di gestire i due terzi del fabbisogno di rame nel mondo.

Acquedotto e canale di Pontcysyllte

Patrimonio Unesco dal 2009. Situati in una posizione geografica sfavorevole del Galles nord-orientale, l’acquedotto di Pontcysyllte e il relativo canale sono lunghi 18 chilometri e sono un miracolo di ingegneria civile. Terminati nei primi anni del XIX secolo, infatti, hanno richiesto la messa in atto di audaci soluzioni ingegneristiche. L’acquedotto è un capolavoro pionieristico di ingegneria e architettura in metallo, dall’aspetto monumentale, ideato dal celebre ingegnere Thomas Telford. L’uso di ghisa e ferro fusi insieme nell’acquedotto ha consentito la realizzazione di archi leggeri e resistenti, dall’aspetto allo stesso tempo monumentale ed elegante. Il sito Unesco rappresenta una strordinaria testimonianza del genio creativo ed è la sintesi mirabile delle competenze europee in questo campo nel XIX secolo.

Forth Bridge

Patrimonio dell’Umanità dal 2015. Questo ponte ferroviario che attraversa l’estuario del fiume Forth in Scozia è più lungo ponte multi-campata a sbalzo del mondo. Inaugurato nel 1890, è ancora oggi utilizzato per il trasporto di passeggeri e merci. Innovativo nello stile, nella scelta dei materiali e nelle dimensioni, il Forth Bridge rappresenta una tappa importante nella storia della progettazione di ponti nel periodo in cui le ferrovie dominavano i viaggi a lunga distanza.

Lake District inglese

Patrimonio dell’Umanità dal 2017. Situato nel nord-ovest dell’Inghilterra, è una zona montuosa, le cui vallate sono state modellate prima dai ghiacciai nell’era glaciale e poi da un sistema agro-pastorale caratterizzato da campi circondati da mura. Il lavoro combinato della natura e dell’uomo (giardini, parchi, grandi case) ha dato vita a un paesaggio armonioso in cui le montagne si specchiano nei laghi. Questo paesaggio fu molto apprezzato dai romantici, che lo celebrarono in dipinti e opere letterarie.

Osservatorio Jodrell Bank

Patrimonio Unesco dal 2019. Situato in una zona rurale del nord-ovest dell’Inghilterra, libera da interferenze radio, è uno dei principali osservatori radioastronomici al mondo. Inizialmente, nel 1945, era utilizzato per la ricerca sui raggi cosmici rilevati dagli echi radar. Questo osservatorio, ancora oggi in funzione, ospita diversi radiotelescopi, capannoni di ingegneria e un edificio di controllo. La Jodrell Bank ha rivestito un notevole impatto scientifico in campi come lo studio delle meteore e della luna, la scoperta di quasar, l’ottica quantistica e il rilevamento di veicoli spaziali. Questo eccezionale sito tecnologico testmonia il passaggio dalla tradizionale astronomia ottica alla radioastronomia (1940-1960), che ha generato cambiamenti radicali nella comprensione dell’universo.

Isola di Henderson (Isole Pictarin)

Con questo Patrimonio dell’Umanità, scelto dall’Unesco nel 1988, usciamo dal Vecchio Continente, ma rimaniamo tra le proprietà del Regno Unito. L’isola di Henderson, situata nel Sud del Pacifico, è uno dei pochi atolli del mondo il cui ambiente naturale è rimasto pressoché immutato e intoccato dalla presenza umana. Le sue aree isolate sono un eccellente contesto per studiare l’evoluzione delle specie viventi sul pianeta. Qui crescono una decina di piante e vi abitano quattro specie endemiche di uccelli.

Isola di Gough e Isola Inaccessibile (Sant’Elena)

Con questo Patrimonio Unesco, designato nel 1995 (sito esteso nel 2004), ci spostiamo nel Sud dell’Oceano Atlantico. Le scogliere dell’Isola di Gough e dell’Isola inaccessibile sono prive di specie animali introdotte dall’uomo e sono l’habitat di molte colonie di uccelli marini. L’isola di Gough, inoltre, è endemica per due specie di uccelli terrestri, la gallinella viola americana e la Rowettia di Gough, così per una dozzina di specie vegetali. L’isola Inaccessibile, invece, è abitata da due specie di uccelli, otto di piante e almeno dieci specie di invertebrati endemici.

Città storica di Saint George e relative fortificazioni (Bermuda)

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. Fondata nel 1612, la città è uno straordinario esempio di uno dei primi insediamenti coloniali inglesi. Le sue fortificazioni testmoniano lo sviluppo dell’ingegneria militare inglese a cavallo tra il XVII e il XX secolo.

Complesso della grotta di Gorham

Ritorniamo infine in Europa e chiudiamo con questo sito, Patrimonio Unesco dal 2016, che si trova sullo Stretto di Gibilterra. Le ripide scogliere calcaree sul lato est della Rocca di Gibilterra contengono quattro grotte con resti archeologici e paleontologici che testimoniano la vita dell’uomo Neanderthal per oltre 100 mila anni. Questo sito, ricco di incisioni rupestri astratte, rappresenta una testimonianza eccezionale per comprendere le tradizioni culturali dei nostri progenitori, in particolare per quanto concerne la caccia agli uccelli e agli animali marini, il cibo, l’uso di piume come ornamenti.

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