Patrimoni UNESCO in Russia

In Russia si trovano 29 Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli insieme.

Centro storico di San Pietroburgo

Il centro storico di San Pietroburgo, con i suoi complessi monumentali, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1990. La città, sorta alla foce del fiume Neva per volere di Pietro il Grande, fu molto cara anche ai regnanti Caterina II e Alessandro I che contribuirono a farne il maggior centro culturale e artistico della Russia. Con i suoi scorci scenografici, gli estesi parchi, gli innumerevoli edifici residenziali, opera dei più importanti architetti dell’Europa occidentale, San Pietroburgo costituisce un insieme monumentale di sontuosa eleganza e uno straordinario capolavoro urbanistico.
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Cremlino e Piazza Rossa a Mosca

Il complesso del Cremlino e della Piazza Rossa di Mosca, scrigno di capolavori architettonici unici nel loro genere, sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1990. Esso rappresenta allo stesso tempo sia il simbolo tradizionale dell’autorità politica che la sede dei patriarchi della religione ortodossa. In tutto il mondo, probabilmente, non esiste un’incarnazione altrettanto perfetta del potere nell’architettura. Il Cremlino e la Piazza Rossa costituiscono una città nella città e sono stati testimoni e protagonisti della lunga e travagliata storia della Russia.
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Kizhi Pogost

Patrimonio dell’Umanità dal 1990. Su una delle isole più grandi del lago Onega sorge il complesso religioso di Kizhi Pogost, che alla fine del Medioevo fu il centro della difficile e tardiva evangelizzazione delle aspre terre della Carelia. Si compone di due chiese, una estiva più grande e una invernale con dimensioni ridotte e quindi più facile da riscaldare; sono entrambe costruite in legno.

Monumenti storici di Novgorod e dintorni

Patrimoni dell’Umanità UNESCO dal 1992. L’importanza e il prestigio che la città ha mantenuto per molti secoli hanno consentito che essa diventasse un vero e proprio museo: i suoi monumenti e i suoi edifici testimoniano perfettamente lo sviluppo dell’architettura russa dal Medioevo all’Ottocento.
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Insieme storico, culturale e naturale delle Isole Soloveckie

Patrimonio Unesco dal 1992. Situate in una regione freddissima, ma di grande bellezza, queste sei isole, nel Mar Bianco, erano già abitate nel Medioevo. Nel 1430 alcuni monaci vi fondarono un monastero che, durante il XVII secolo, divenne il centro economico, militare e culturale più influente di tutta la Russia. Le isole furono anche utilizzate come gulag in epoca staliniana.

Monumenti in pietra bianca di Vladimir e Suzdal

Patrimoni dell’Umanità dal 1992. Non lontane da Mosca, le città di Vladimir e Suzdal ricoprirono un ruolo significativo nella storia russa del XII e XIII secolo. Molte le testimonianze artistiche che rimandano a quell’epoca: a Suzdal la Cattedrale della Natività della Vergine con le magnifiche Porte d’Oro; a Vladimir la Cattedrale della Dormizioni che custodisce il prezioso affresco del Giudizio Universale di Andrey Rublev del 1408.

Complesso architettonico della laura della Trinità di San Sergio a Posad

Patrimonio Unesco dal 1993. Questo complesso monastico, che si sviluppò nei secoli XV e XVII, grazie alla sua posizione strategica diventò nel Cinquecento parte del sistema difensivo creato intorno alla città di Mosca. Si compone di edifici di epoche differenti che custodiscono numerosi tesori, fra cui una collezione di icone del XVI e del XVIII secolo. La Cattedrale della Trinità si distingue per la cupola dorata commissionata da Ivan il Terribile.

Chiesa dell’Ascensione a Kolomenskoye

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1994. Pur essendo stata commissionata da uno zar, essa presenta le caratteristiche della più schietta architettura popolare russa. La sua struttura, infatti, è in pietra e legno come le isbe, abitazioni contadine delle steppe del nord, e la sua torre ha una forma appuntita. Si tratta di una testimonianza unica al mondo, visto che rappresenta uno stile che caratterizzò l’architettura russa nel XVI sec. e poi si estese a tutti i Paesi dell’Est Europa.
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Foresta vergine dei Komi

Patrimonio dell’Umanità dal 1995. Nella parte settentrionale degli Urali si estende una vasta zona (3,28 milioni di ettari) occupata da tundra e da foreste boreali che rappresenta un’immensa ricchezza naturale. Grande è anche l’interesse scientifico mirato a studiare l’evoluzione di questo ambiente, fatto di paludi, fiumi, laghi, foreste di conifere, betulle e pioppi.

Lago Bajkal tra l’Oblast’ di Irkutsk e la Buriazia

Patrimonio Unesco dal 1996. Situato nel sud-est della Siberia, il lago Bajkal si estende per oltre 3,15 milioni di ettari. Si tratta del lago più antico (25 milioni di anni) e più profondo (1700 m) del mondo: contiene il 20% delle riserve mondiali di acqua dolce. L’ecosistema del lago è unico e riveste un’importanza decisiva per lo studio dell’evoluzione della vita sulla Terra.

Vulcani della Kamčatka

Patrimonio dell’Umanità dal 1996 (sito esteso nel 2001). Si tratta di una delle zone vulcaniche più interessanti al mondo; qui si concentrano molti vulcani attivi e si possono studiare diversi fenomeni naturali legati all’attività vulcanica. Il sito Unesco comprende sei zone che, insieme, riflettono tutte le caratteristiche principali dell’attività vulcanica in Kamčatka. I vulcani attivi, associati ai ghiacciai, danno vita ad un paesaggio straordinario e in costante mutazione.

Monti d’Oro degli Altai

Patrimonio Unesco dal 1998. Principale catena montuosa della Siberia occidentale, è il punto d’origine dei maggiori fiumi della regione, l’Ob’ e l’Irtysh. Il sito Unesco si estende per 1,64 milioni di ettari e comprende tre zone: la Riserva naturale degli Altai, con il lago Teleckoe; la Riserva naturale di Katun; il parco naturale Belucha, con l’altopiano Ukok. Qui si trovano differenti ambienti naturali e numerose specie in via d’estinzione.

Caucaso occidentale

Patrimonio Unesco dal 1999. Con una superficie di oltre 275 mila ettari, il Caucaso occidentale, 50 km a nord-est del Mar Nero, costituisce una delle più vaste regioni montane europee che non abbia subito un rilevante impatto antropico. Il sito custodisce una grande varietà di ecosistemi con numerose specie endemiche di flora e fauna. E’ inoltre il luogo d’origine e di reintroduzione della sottospecie di montagna del bisonte europeo.

Istmo di Curlandia

Patrimonio Unesco dal 2000; sito condiviso con la Russia. Colonizzata dall’uomo fin dalla preistoria, questa stretta penisola (lunga 98 km e larga 0,4/4 km) ricoperta di dune sabbiose è sotto la costante minaccia delle forze del vento e delle maree. La sua sopravvivenza si deve agli sforzi incessanti degli abitanti per combattere l’erosione, drammaticamente illustrati dai continui progetti di stabilizzazione e riforestazione.

Insieme del monastero di Ferapontov

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. Situato nell’Oblast’ di Vologda, costituisce uno straordinario esempio di complesso monastico russo ortodosso del XV-XVII secolo. E’ molto ben conservato e ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della nazione e della sua cultura. All’interno della chiesa della Nascita di Maria si possono ammirare degli splendidi affreschi realizzati dal grande pittore russo Dionisij (XV sec.).

Complesso storico e architettonico del Cremlino di Kazan

Patrimonio Unesco dal 2000, il Cremlino di Kazan è costituito da un insieme eccezionale di edifici storici risalenti al XVI-XIX secolo, che inglobano al loro interno le strutture più antiche, risalenti al X-XVI secolo. Conquistato nel 1552 da Ivan IV il Terribile fu per molto tempo il centro e il baluardo del cristianesimo ortodosso nella regione del Volga e fu importante meta di pellegrinaggi. Il complesso ha in gran parte conservato la struttura delle fortezze tatare.

Sichotė-Alin’ centrale

Patrimonio Unesco dal 2001 (sito esteso nel 2018). Sulle montagne di Sichotė-Alin’ crescono rigogliose foreste di conifere. In questa zona di transizione, all’incrocio fra la taiga e le aree subtropicali, si trova un insolito mix faunistico tra specie meridionali (tigre, orso nero asiatico) e specie settentrionali (orso bruno, lince). L’area si estende dalle cime più alte del Sichotė-Alin’ al Mar del Giappone e serve da rifugio per molte specie in via di estinzione, quali ad esempio la tigre dell’Amur.

Bacino di Uvs Nuur

Patrimonio dell’Umanità dal 2003. Il sito, esteso per oltre un milione di ettari, è uno dei bacini idrografici più settentrionali tra tutti quelli dell’Asia centrale. Il suo nome si deve all’ampia superficie salata del lago Uvs Nuur nella regione che vede ogni anno imponenti flussi migratori di uccelli marini. Il sito Unesco comprende 12 siti minori sparsi che rappresentano tutti i tipi di paesaggio dell’Eurasia orientale. Nelle steppe vivono diverse varietà di uccelli, mentre nelle zone desertiche rare specie di mammiferi come il leopardo delle nevi, le pecore di montagna e gli stambecchi.

Cittadella, città antica e costruzioni della fortezza di Derbent

Patrimonio Unesco dal 2003. L’antica Derbent si trova ai confini di quello che era l’antico regno sasanide in Persia. Antiche fortificazioni in pietra corrono parallele l’una all’altra dalla costa alle montagne. La città di Derbent si è sviluppata tra queste due linee difensive fortificate e ha mantenuto fino ad oggi il suo aspetto di grande città medievale.

Sistema naturale della riserva dell’Isola di Wrangel

Patrimonio dell’Umanità dal 2003. Il sito si trova oltre il Circolo Polare Artico e include la montagnosa Isola di Wrangel e l’isola di Herald, con i mari circosanti. Dal momento che questa zona non subì l’imponente glaciazione quaternaria, qui si conserva una biodiversità assai variegata. L’isola di Wrangel è famosa per la presenza di una grande colonia di trichechi (una delle più ricche della regione artica), così come per l’alta densità di tane di orsi polari. Inoltre la regionesi trova sul percorso di migrazione della balena grigia, proveniente dalla California, ed è un luogo di nidificazione per più di ciquanta specie di uccelli, molte delle quali rare e minacciate. L’isola registra più di 400 specie e varietà di piante vascolari, più di ogni altra isola artica; circa quaranta specie e sottospecie di piante, insetti, uccelli e animali sono identificati come endemiche dell’isola.

Complesso del convento di Novodevičij

Patrimonio Unesco dal 2004. Situato a sud-ovest di Mosca, fu costruito in stile barocco moscovita nel XVI-XVII sec. ed è uno degli anelli della catena di complessi monastici che formavano il sistema difensivo della città. La storia del monastero è da sempre legata alla vita politica, culturale e religiosa della Russia e del Cremlino di Mosca. Qui erano solite vivere le donne della famiglia degli zar e qui sono sepolti molti rappresentanti dell’aristocrazia. I suoi interni sono riccamente decorati e ospitano preziose collezioni di dipinti e opere d’arte.

Arco geodetico di Struve

Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 2005. E’ una catena di triangolazioni geodetiche che partono da Hammerfest in Norvegia per arrivare al Mar Nero, attraversando dieci nazioni, per una lunghezza complessiva di circa 2.820 km. Questa catena fu ideata e impiegata dallo scienziato baltico-tedesco Friedrich Georg Wilhelm von Struve fra il 1816 e il 1855 per determinare le esatte forme e dimensioni della Terra, tramite un lungo segmento di un meridiano. Tutto ciò ha contribuito a stabilire l’esatta dimensione e la forma del nostro pianeta e ha segnato un passo importante nello sviluppo delle scienze della terra e della mappatura topografica. Si tratta di uno straordinario esempio di collaborazione scientifica tra gli scienziati provenienti da diversi Paesi, e di collaborazione tra monarchi per un’importante causa scientifica. Originariamente, l’arco era costituito da 258 triangoli e da 265 punti fissi principali. Il sito ne comprende 34 punti delle stazioni originali, che erano stati realizzati mediante segnali di diversi tipi: buchi scavati nelle rocce, croci di ferro, “ometti” di pietre, obelischi, etc.

Centro storico di Jaroslavl’

Patrimonio Unesco dal 2005. La storica città di Jaroslavl’, ubicata a circa 250 km a nord-est di Mosca, alla confluenza del fiume Kotorosl’ con il Volga, venne fondata nell’XI secolo e divenne poi un importante centro commerciale. Jaroslavl’ è nota per le sue numerose chiese risalenti al XVII sec. e come straordinario esempio delle riforme urbanistiche intraprese da Caterina la Grande in tutta la Russia (1763). La città ha conservato le strutture del XVI secolo all’interno del Monastero del Salvatore, uno dei più antichi della regione del Volga, eretto alla fine del XII secolo sul sito di un tempio pagano.

Altopiano Putorana

Patrimonio dell’Umanità dal 2010. Questo sito Unesco coincide con la Riserva naturale del Putorana, che si trova nella parte nord della Siberia centrale, 100 km sopra il Circolo Polare Artico. Qui si conservano alcuni ecosistemi subartici e artici: taiga, foreste di tundra e sistemi desertico-artici si alternano a paesaggi dominati da grande specchi d’acqua. Nella riserva transitano anche i cervi nella loro ampia rotta migratoria, fenomeno straordinario sempre più raro da osservare.

Parco naturale dei Pilastri del Lena

Patrimonio Unesco dal 2012. Il Parco naturale dei Pilastri del Lena ospita rare formazioni rocciose di straordinaria bellezza, alcune delle quali raggiungono i 100 metri d’altezza, e si trovano lungo le rive del fiume Lena, nella regione centrale della Repubblica di Sacha-Jacuzia. Si sono formate in un clima fortemente continentale con una differenza annuale di temperatura fino a 100 gradi Celsius (-60 ° C in inverno e + 40°C in estate). I pilastri sono separati da profonde e ripide gole, parzialmente riempite con frammenti di roccia erosa. La penetrazione di acqua dalla superficie ha accelerato il processo di congelamento e contribuito al crioclastismo. Nel sito ci sono anche diversi resti geologici risalenti al periodo Cambriano.

Complesso storico e archeologico di Bolgar

Patrimonio dell’Umanità dal 2014. Questo sito si trova sulle sponde del fiume Volga, a sud della sua confluenza con il Kama, nei pressi di Kazan. A Bolgar sono stati rinvenuti resti di una città medievale (a partire VII sec.), divenuta la prima capitale dell’Orda d’Oro nel XIII secolo. Bolgar testimonia alla perfezione la storia dello scambio culturale e le trasformazioni sociali avvenute in Eurasia nel corso di molti secoli. Il sito mostra emblematiche tracce della presenza umana dal Medioevo ad oggi con i segni del passaggi di diverse culture e tradizioni, dall’islamica all’ortodossa; ricordo simbolico dell’accettazione dell’Islam da parte dei bulgari del Volga nel 922, rimane un luogo di pellegrinaggio per i tatari musulmani.

Paesaggi della Dauria

Patrimonio Unesco dal 2017. Il sito, condiviso tra la Federazione Russa e la Mongolia, è un esempio eccezionale dell’ecoregione della steppa daouriana, che si estende dalla Mongolia orientale alla Siberia russa e alla Cina nord-orientale. I cambiamenti climatici ciclici, con periodi marcatamente asciutti e umidi, favoriscono lo sviluppo di un ampio spettro di specie ed ecosistemi di rilevanza mondiale. I diversi tipi di ecosistemi della steppa, quali praterie e foreste, nonché laghi e paludi, fungono da habitat per rare specie di animali selvatici, come la gru dal collo bianco, l’otis tarda, il gabbiano relitto e oca cignoide, oltre a milioni di uccelli migratori vulnerabili, in via di estinzione o minacciati. È anche un sito importante sulla rotta migratoria transfrontaliera della gazzella della Mongolia.

Cattedrale e monastero dell’Assunzione della città-isola di Svijažsk

Patrimonio dell’Umanità dal 2017. Situato alla confluenza dei fiumi Volga, Sviyaga e Shchuka, all’incrocio delle vie della Seta e del Volga, la città venne fondata da Ivan il Terribile nel 1551.Il monastero dell’Assunzione testimona il programma politico e missionario sviluppato dallo zar per estendere lo stato di Mosca. Gli affreschi della cattedrale sono tra gli esempi più rari di dipinti murali ortodossi orientali.

Chiese della scuola d’architettura di Pskov

Patrimonio Unesco dal 2019. Questo gruppo di monumenti si trova nella storica città di Pskov, sulle rive del fiume Velikaya, nel nord-ovest della Russia. Le caratteristiche di questi edifici, progettati dalla Scuola di architettura di Pskov, includonovolumi cubici, cupole, portici e campanili, con elementi più antichi risalenti al XII secolo. Chiese e cattedrali sono integrate nell’ambiente circostante tramite giardini, pareti perimetrali e recinzioni. Ispirata alle tradizioni bizantine e di Novgorod, la Scuola di architettura di Pskov raggiunse il suo apice nel XV e XVI secolo: una delle scuole più importanti del Paese, ha segnato l’evoluzione dell’architettura russa nel corso di cinque secoli.

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