Patrimoni UNESCO in Spagna

In Spagna troviamo ben 48 siti designati quali Patrimonio dell’Umanità Unesco. Scopriamoli insieme.

Granada: Alhambra, Albayzín e Generalife

L’Alhambra, il Generalife e l’Albayzín di Granada sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1984. La città andalusa fu l’ultimo dei potentati musulmani della penisola iberica, il più decadente e il meno glorioso, ma anche il solo ad aver lasciato una traccia così duratura. Poeti musulmani e cristiani hanno cantato la bellezza di Granada, la fertilità della sua pianura e lo splendore dei suoi palazzi. Tra le torri dell’Alhambra aleggiano alcora oggi mille leggende che evocano la magia dell’ultimo angolo d’oriente sul suolo spagnolo.
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Centro storico di Cordova

Patrimonio Unesco dal 1984 (ampliato nel 1994). Cordova, che conobbe un periodo di grande fioritura sotto la dominazine araba (711-1031), ha conservato le sue caratteristiche moresche: stretti vicoli, piccole piazze, case basse intonacate di bianco con graziosi patios ombreggiati. La città è dominata dalla cattedrale-moschea la Mezquita, la cui costruzione iniziò nel 785 e che nel corso dei secoli subì numerose modifiche.
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Cattedrale di Burgos

Patrimonio Unesco dal 1984. Iniziata nel 1200 e terminata nel XVI secolo, la Cattedrale di Burgos riunisce nella sua straordinaria architettura tutte le caratteristiche dell’arte gotica. Fra le sue numerose peculiarità spicca l’incredibile volta traforata, a forma di stella a otto punte.

Monastero e sito dell’Escorial a Madrid

Patrimoni dell’Umanità dal 1984. L’Escorial fu il luogo scelto da Filippo II per edificare un monastero come ringraziamento per la vittoria sui Francesi del 1557 e a memoria del martirio di S. Lorenzo (arso vivo su una graticola). La costruzione è caratterizzata dall’austerità e dalla semplicità delle linee, secondo gli ideali della Controriforma. Il complesso, che comprende anche la basilica, il palazzo reale e numerosi cortili, divenne il centro politico della Spagna rinascimentale.

Opere di Antoni Gaudì

Patrimoni Unesco dal 1984 (sito esteso nel 2005). La lunga collaborazione tra l’architetto Antoni Gaudì (1852–1926) e l’industriale Eusebi Güell portò alla creazione di opere geniali, nonché al rinnovamento dell’architettura e della tecnologia edile durante il XIX e XX secolo. Il sito Unesco include sette opere, tutte comprese nell’area urbano o immediatamente circostante Barcellona: Parc Güell; Palacio Güell; Casa Milà; Casa Vicens; Facciata della Natività e Cripta de La Sagrada Familia; Casa Batlló; Gripta nella Colonia Güell. Tutti gli edifici testimoniano il personalissimo stile di Gaudì e costituiscono una perfetta simbiosi di scultura, architettura, natura e colore.
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Grotte di Altamira

Le grotte di Altamira, definite “la Cappella Sistina della Preistoria”, sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1985. Le scene policrome raffigurate durante il Paleolitico all’interno delle grotte naturali di Altamira, in Spagna, sono un capolavoro dell’arte primitiva: i cavalli, i bisonti e i cervi dipinti sulle pareti sono straordinariamente vitali, dai colori vivaci e con un effetto volumetrico eccezionale, ottenuto sfruttando le naturali gibbosità della roccia.
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Città vecchia e acquedotto di Segovia

La città vecchia e l’acquedotto di Segovia sono Patrimoni dell’Umanità UNESCO dal 1985. L’imponente acquedotto che attraversa la città spagnola, grandiosa realizzazione che risale ai tempi dell’imperatore Claudio, è uno dei monumenti romani più importanti di tutta la penisola iberica. E’ inoltre una delle costruzioni del genere meglio consevate, oltre ad essere ancora perfettamente funzionante. La città vecchia di Segovia è per di più caratterizzata da una posizione spettacolare in cima a uno sperone roccioso e da diversi edifici di epoca medievale.
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Città vecchia di Santiago de Compostela

La città vecchia di Santiago de Compostela è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1985. Fra l’XI e il XIV secolo Santiago de Compostela, insieme alle Crociate, fu il più grande fenomeno religioso del Medioevo. Ancora oggi Santiago, con la sua maestosa cattedrale, continua ad essere, dopo Roma, il luogo più venerato di tutta la cristianità. I pellegrinaggi in onore di Santiago de Compostela hanno lasciato l’impronta in tutto il centro storico della città, che conserva splendidi edifici medievali, rinascimentali e barocchi.
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Monumenti di Oviedo e del regno delle Asturie

Patrimoni Unesco dal 1985 (esteso 1998). Durante il IX secolo, in un periodo di invasioni musulmane, la fede cristiana fu preservata e trasmessa di generazione in generazione nella penisola iberica nel piccolo Regno delle Asturie. Quest’ultimo Asturie conobbe nell’XI secolo un periodo di prosperità di cui le tre chiese di Santa Maria di Naranco, San Michele di Lillo e Santa Cristina de Lena rappresentano una preziosa testimonianza. Nella loro architettura preromanica, caratterizzata dall’uso delle volte a botte, si riconosce il primo tentativo europeo di creare un’arte unitaria.

Città vecchia di Ávila e chiese fuori le mura

Patrimoni dell’Umanità dal 1985. L’antica città castigliana, luogo natale di Santa Teresa e luogo di sepoltura del Grande Inquisitore Torquemada, conserva numerose chiese romaniche e palazzi nobiliari gotici; il nucleo storico è circondato da una possente cerchia di mura con 88 torri, la più antica e la più completa di tutta la Spagna. Edificate nel 1090 e terminate nel corso del XII secolo, le mura sono lunghe 2557 metri e alte in media 12. All’interno del sistema difensivo è inserita la Cattedrale, mentre all’esterno sorge la basilica romanica di San Vicente e il Real Monasterie de Santo Tomas, fondato nel 1483.

Architettura mudéjar di Aragona

Patrimonio Unesco dal 1986 (esteso nel 2001). I lunghi anni di dominazione araba hanno profondamente influenzato lo sviluppo architettonico aragonese in generale e di Teruel in particolare, conferendole un aspetto particolare in cui gli elementi cristiani convivono con quelli musulmani. Da questa fusione nasce lo stile mudéjar, esclusivamente iberico, e le Torri di Teruel (XII e XIII sec.) ne sono l’espressione più significativa. Medéjar è anche la Cattedrale, che conserva al suo interno un soffitto a cassettoni ricoperto da splendide pitture gotiche (XIII e XIV sec.).

Città storica di Toledo

Patrimonio dell’Umanità dal 1986. Arroccata su un bastione roccioso e lambita dal fiume Tago, Toledo riflette nel suo ricco patrimonio artistico l’impronta delle tre culture (musulmana, ebrea e cristiana) che si avvicendarono durante il Medioevo. Le mura di cinta e l’impianto urbanistico con le sue stradine strette e irregolari risalgono al periodo moresco, ma sono molti i monumenti gotici che arricchiscono il suo centro storico, fra cui la Cattedrale (1227-1493).

Centro storico di Cáceres

Patrimonio Unesco dal 1986. Fondata dai Romani nel 34 a.C. e fortificata dagli Arabi nel XII secolo, Cáceres conserva un centro storico caratterizzato da tortuose stradine e da bei palazzi nobiliari ornati da stemmi e blasoni che rimandano al periodo feudale; l’architettura unisce arte romana e islamica, gotico nordico e stili rinascimentali. Nel XVI secolo, infatti, si ebbe una massiccia affluenza di piccola nobiltà che disseminò la città di torri e case-fortezza, fra le quali il Palazzo dei Golfines de Abajo. Delle circa 30 torri del periodo musulmano, la Torre del Bujaco è senza alcun dubbio la più famosa.

Parco nazionale Garajonay

Patrimonio dell’Umanità dal 1986. Un’ampia foresta di lauri copre circa il 70% di questo parco, situato nel centro dell’isola di La Gomera nell’arcipelago delle Isole Canarie. La presenza di sorgenti e numerosi ruscelli consente la proliferazione di una rigogliosa vegetazione, simile a quella del periodo Terziario, scomparsa dal resto dell’Europa meridionale a causa dei cambiamenti climatici.

Siviglia: Cattedrale, Alcazar e Archivio delle Indie

La Cattedrale, la Giralda, l’Alcazar e l’Archivio delle Indie di Siviglia sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1987. Città storica dell’Andalusia, Siviglia può vantare quattro monumenti eccezionali: la Cattedrale, una delle più grandi e imponenti chiese della cristianità, insuperabile per l’effetto spaziale dei suoi interni e per la ricchezza dei tesori conservati; la bellissima Giralda, ovvero la Torre della Cattedrale; l’Alcazar che testimonia il passaggio dei dominator arabi, che ne posero le fondamenta, e dei re cattolici che ne presero poi possesso; l’Archivio delle Indie che ospita la più completa collezione di documenti sulla conquista e sulla colonizzazione spagnola delle Americhe.
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Città vecchia di Salamanca

Patrimonio Unesco dal 1988. Il nome di Salamanca, cittadina conquistata da cartaginesi (III sec. a.C.) romani e mori (IX sec), è legato alla sua prestigiosa università che, istituita da Alfonso IX di Léon nel XIII secolo, divenne un tempio della cultura europea. L’Università e i numerosi ordini religiosi che si stabilirono nella città apportarono, durante il Rinascimento, una vera e propria rivoluzione architettonica. In città si trovano perfettamente miscelati stile gotico, romanico, moresco, barocco e rinascimentale. La Plaza Mayor, ad esempio, si può definire come uno splendido salotto barocco, progettato da una dinastia di architetti catalani, i Churriguera, che rimodellarono, secondo il loro personale stile, anche la Cattedrale Nuova.

Monastero di Poblet

Patrimonio dell’Umanità dal 1991. Fondato dai benedettini nel 1151, conserva al suo interno le tombe e gli archivi dei re della Corona di Aragona, custoditi dai monaci per più di 800 anni. Tre recinti concentrici testimoniano i successivi ampliamenti dell’abbazia: il più esterno è chiuso da un muro merlato del XVI secolo e contiene gli edifici ausiliari; oltrepassando la Porta Dorata (XV sec.) del secondo recinto si trovano la foresteria, l’ospedale per i poveri e vari uffici; il terzo recinto racchiude il nucleo originario dell’abbazia, che riflette la purezza dell’architettura cistercense.

Complesso archeologico di Mérida

Patrimonio Unesco dal 1993. Fondata dai Romani intorno al 25 a.C. come capitale della Lusitania, Augusta Emerita (l’odierna Mérida) visse un periodo di grande splendore, al quale risalgono le imponenti costruzioni che hanno mirabilmente resistito nel corso dei secoli. Il sito archeologico comprende l’arco di trionfo di Traiano, l’anfiteatro, che poteva accogliere 15 mila spettatori, e il teatro, edificato nel 16 a.C. per volere di Agrippa. Il ponte sul Guadiana (25 a.C.) conserva la sua struttura originale.

Monastero reale di Santa Maria de Guadalupe a Cáceres

Patrimonio Unesco dal 1993. La storia del santuario è legata al nome di Alfonso IX di Castiglia, devoto alla Vergine di Guadalupe per averlo assistito nella battagia contro i Mori del 1340. Da allora il monastero crebbe d’importanza non solo religiosa, ma anche culturale e artistica. La chiesa presenta una facciata tardogotica dal XVII secolo, con maestosi torrioni; al suo interno una piccola cappella espone la statua nera della Vergine. Il chiostro (XIV sec.) è costruito secondo la tecnica mudéjar e dipinto in bianco e rosso.

Cammino di Santiago de Compostela

Patrimonio Unesco dal 1993 (esteso nel 2015). Sono quattro le direttrici che dalla Francia conducono al santuario di Santiago de Compostela, in Galizia, che fin dal Medioevo rappresenta un’importante meta di pellegrinaggio. La marcia verso il santuario si presentava ricca di insidie e di difficoltà e costituiva un percorso spirituale di espiazione. A Puente de la Reina le quattro vie di marcia si congiungono: lungo il Cammino si incontrano i luoghi destinati all’assistenza dei pellegrini, con significative testimonianze artistiche.

Parco Nazionale di Doñana

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1994. La zona paludosa alla foce del Guadalquivir è una delle aree protette più importanti d’Europa. I territori incontaminati del Parco di Doñana sono popolati da specie animali a rischio di estinzione e rarissime nel Vecchio Continente, come lince e mangosta icneumone tra i mammiferi e pollo sultano e ganga tra gli uccelli. Centinaia di migliaia sono inoltre gli uccelli migratori che trovano rifugio qui durante l’inverno. E’ invece una specie endemica l’aquila imperiale spagnola, senza alcun dubbio l’animale più raro del parco.
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Borsa della Seta di Valencia

La Borsa dei Mercanti, chiamata anche Casa delle Contrattazioni e Borsa della Seta di Valencia perché per lungo tempo fu il luogo in cui si affettuavano le contrattazioni relative a questo tessuto, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996. Oltre a rappresentare uno dei migliori esempi del gotico civile spagnolo, è uno dei simboli dell’importanza del commercio nelle grandi città del Mediterraneo durante il Rinascimento e le epoche successive, nonché un monumento ai cittadini più intraprendenti. La bellezza del Salone delle Contrattazioni insieme alla decorazione del soffitto della sala principale del Consolato fanno di quest’edificio un’opera d’arte di portata universale.
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Città storica fortificata di Cuenca

Patrimonio Unesco dal 1996. Quest’antica città di impronta prettamente medievale sorge sui contrafforti rocciosi che sovrastano le profonde valli dei fiume Jucar e Huécar. Nel cuore del centro storico si trova la Plaza Mayor, di forma trapezoidale, su cui si affacciano le case nobiliari e la Cattedrale, iniziata nel 1177 per volere di Alfonso VIII che aveva cacciato i Mori dalla città. Il tessuto urbano, estremamente ricco di monumenti, permette di apprezzare l’armonioso sviluppo dal Medioevo a oggi. Le Casas Colgadas (case sospese), con i balconi a precipizio su gole vertiginose, sono l’immagine più tipica della città.

Las Médulas

Patrimonio Unesco dal 1997. Vicino al villaggio di Las Médulas, nella provincia del Léon, si trovano curiose formazioni erosive la cui origine risale al I secolo d.C., quando i Romani individuarono filoni auriferi nella zona. La tecnica di sfruttamento, che prevedeva l’uso di acqua nelle gallerie scavate nelle montagne, innescava un’attività erosiva che, insieme agli agenti atmosferici, modellò le rocce in forme molto singolari.

Palau de la Musica Catalana e Ospedale di San Pau a Barcellona

Patrimonio dell’Umanità dal 1997. Imprigionato nel labirinto di vicoli del centro storico di Barcellona, il Palazzo della Musica Catalana con la sua facciata magnificamente decorata rappresenta uno dei massimi capolavori del modernismo concepiti da Luis Doménech y Montaner. L’architetto seguì anche la costruzione dell’Ospedale di San Pau, riuscendo a coniugare l’arte decorativa con le esigenze di funzionalità.

Pirenei, Mont Perdu (Monte Perdido)

Patrimonio dell’Umanità dal 1997 (esteso nel 1999). Questo paesaggio di montagna di eccezionale bellezza, che attraversa i confini nazionali di Francia e Spagna, è ben rappresentato dalla cima del Mont Perdu, massiccio calcareo che si eleva fino a 3.352 m. Il sito, che copre una superficie totale di 30.639 ettari, comprende due dei canyon più profondi e grandi d’Europa sul lato sud (spagnolo) e tre circhi glaciali naturali sul versante francese.
Questo sito è anche un paesaggio pastorale – fatto di villaggi, fattorie, campi, pascoli montani e strade di montagna – che riflette un modo di vita agricolo, una volta comune a tutte le regioni montane europee: esso è rimasto invariato nel XX secolo solo in questa località sui Pirenei e fornisce testimonianze eccezionali sulla società del passato.

Monasteri di San Millán de Yuso e de Suso

Patrimonio Unesco dal 1997. San Millán de la Cogolla prende il nome dal pastore eremita Sant’Emiliano che nel 537 fondò in questo luogo una piccola comunità. In sua memoria vennero in seguito edificati due monasteri: il monastero de Suso, parzialmente scavato nella roccia, risale al IX secolo e possiede una piccola chiesa mozarabica; più grandioso, il monastero de Yuso custodisce preziosi manoscritti medievali, tra i quali uno dei primi testi in castigliano.

Pitture murali del bacino del Mediterraneo della Penisola Iberica

Patrimonio del’Umanità dal 1998. Il gruppo di pitture murali distribuite nel bacino del Mediterraneo della Spagna orientale illustra, attraverso immagini altamente espressive, un passaggio critico della storia dell’umanità ed è una testimonianza unica nel suo genere per la quantità e lo stile delle raffigurazioni.

Università e dintorni di Alcalá de Henares

Patrimonio Unesco dal 1998. Fondata all’inizio del Seicento dal cardinale Ximénez de Cisneros, fu la prima città a essere concepita esclusivamente come sede universitaria. In Europa servì da modello per la creazione di altri centri del sapere, mentre in America era considerata dai missionari spagnoli la Civitas Dei (Città di Dio) alla quale ispirarsi per fondare nuovi insediamenti urbani.

Arte rupestre nella Valle del Côa e Siega Verde

Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 1998 (sito esteso nel 2010 con l’annessione della Siega Verde spagnola). Questa eccezionale concentrazione di graffiti rupestri del Paleolitico Superiore, databili dal 22.000 al 10.000 a.C. costituisce una significativa testimonianza delle espressioni artistiche agli albori dello sviluppo culturale dell’umanità.
I due siti preistorici si trovano sulle sponde del fiume Agueda e Côa, tributari del Douro e documentano la continua presenza umana sin dalla fine dell’età paleolitica. Centinaia di pannelli con migliaia di figure animali (5000 nella Valle del Côa e circa 440 nella Siega Verde) sono stati incisi nell’arco di millenni e rappresentano la più straordinaria collezione d’arte paleolitica all’aperto dell’intera penisola iberica.

Ibiza: biodiversità e cultura

Ibiza, con la sua biodiversità e la sua cultura, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1999. L’isola conserva importanti vestigia del suo suo glorioso passato: i siti archeologici di Sa Caleta e di Puig des Molins testimoniano il ruolo strategico e commerciale detenuto da Ibiza nel bacino del Mediterraneo, specialmente in epoca fenicia e cartaginese, mentre la Città Alta, cinta da poderose fortificazioni, rappresenta un gioiello di architettura militare del Rinascimento. Dal punto di vista naturalistico questo sito è uno straordinario esempio di interazione fra gli ecosistemi marini e costieri. Le praterie sottomarine di posidonia, una pianta acquatica che vive esclusivamente nei fondali mediterranei, ospitano e alimentano varie forme di vita sottomarina.
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San Cristóbal de La Laguna

Patrimonio Unesco dal 1999. San Cristóbal de La Laguna, nelle Canarie, è suddivisa in due nuclei urbani: la città alta, non pianificata, e la città bassa, che può essere considerata il primo agglomerato urbano ideale, concepito secondo principi filosofici. Le ampie strade e i grandi spazi aperti sono contornati da splendide chiese e prestigiosi palazzi del XVI-XVII e XVIII secolo.

Sito archeologico di Atapuerca

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. Le grotte della Sierra di Atapuerca contengono reperti fossili dei primi esseri umani installatisi in Europa, da un millennio di anni fa fino alla nostra era.

Chiese romaniche catalane della Valle del Boí

Patrimonio Unesco dal 2000. Quasi tutti i villaggi di questa valle, situata negli alti Pirenei, sono costruiti attorno a una chiesa romanica e circondati da campi recintati.

Insieme archeologico di Terragona

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. Terragona (l’antica Tárraco) fu un importante centro amministrativo e mercantile della Spagna romana. Fu dotata di numerosi e superbi edifici, i cui resti sono stati portati alla luce da una serie di scavi.

Palmeral de Elche

Patrimonio Unesco dal 2000. Il Palmeral de Elche, un boschetto di palme da dattero, fu concepito attorno al VII secolo d.C. con tanto di complesso sistema di irrigazione. Il Palmeral è un’oasi, un sistema per la produzione agricola che si applica anche a zone aride come questa. E’ l’unica testimonianza delle pratiche agricole arabe sul continente europeo. La coltivazione di palme da dattero a Elche è nota sin dai tempi in cui qui abitavano le indigene popolazioni iberiche, intorno al V secolo a.C.

Mura romane di Lugo

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. Le mura di Lugo (in Galizia) vennero costruite alla fine del II secolo a difesa della città romana di Lucus. La cinta muraria, conservatasi interamente fino ai giorni nostri, è uno dei migliori esempi di fortificazioni della tarda epoca romana in Europa occidentale.

Panorama culturale di Aranjuez

Patrimonio Unesco dal 2001. Si tratta di un intreccio di complesse relazioni: tra natura e attività umane, tra corsi d’acqua e design quasi geometrico, tra mondo rurale e urbano, tra paesaggio forestale e architettura modulata da sontuosi edifici. Per trecento anni le case regnanti si sono interessate allo sviluppo e alla cura di questo paesaggio: il risultato è stato una continua evoluzione dei concetti di umanesimo e di centralizzazione politica.

Úbeda-Baeza: dualità urbana, unità culturale

Patrimonio dell’Umanità dal 2003. La morfologia urbana delle due piccole città di Úbeda e Baeza nel Sud della Spagna risale alla dominazione dei mori nel IX secolo e alla “Reconquista” del XIII secolo. Un importante sviluppo si ebbe nel XVI secolo, quando le città furono oggetto di ristrutturazione sulla base dei nuovi principi rinascimentali.

Ponte di Biscaglia (Vizcaya)

Patrimonio Unesco dal 2006. Il Ponte di Vizcaya si trova a cavallo della foce del Ibaizabal, ad ovest di Bilbao: fu progettato dall’architetto basco Alberto de Palacio e terminato nel 1893. I 45 metri di altezza e i 160 m di lunghezza fondono la tradizione della lavorazione del ferro tipica del XIX secolo con l’allora neonata tecnologia che utilizzava leggere funi in acciaio. La tecnica qui impiegata è diventata il modello per molti ponti simili in Europa, Africa e America. Per l’uso innovativo dei cavi d’acciaio intrecciati è considerato uno dei migliori esempi di costruzioni in ferro, di moda durante la rivoluzione industriale.

Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa

Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 2007, esteso nel 2011 e nel 2017. E’ composto da 77 siti situati in dodici Paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Italia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ucraina. Si tratta di uno straordinario esempio di faggete non disturbate dall’antropizzazione che si sono sviluppate dopo la fine dell’ultima era glaciale. Queste foreste sono indispensabili per comprendere la storia e l’evoluzione del faggio, che si è diffuso a tutte le altitudini, dalle zone costiere alle montagne, partendo dalle originarie aree glaciali dell’Europa sud orientale.

Parco nazionale Teide

Patrimonio dell’Umanità dal 2007. Situato sull’isola di Tenerife, ospita il stratovulcano Teide-Pico Viejo che, con i suoi 3.718 metri, è la vetta più alta in terra iberica. Elevandosi di 7.500 metri sopra il livello dell’oceano, il vulcano merita il terzo posto tra i vulcani più alti del mondo. Il parco di Teide riveste un ruolo di importanza mondiale ai fini della raccolta di informazioni sui processi geologici che sono alla base dell’evoluzione delle isole oceaniche.

Torre di Ercole

Patrimonio Unesco dal 2008. La Torre di Ercole venne a lungo impiegata come faro e punto di riferimento per l’ingresso nel porto di La Coruña, nel nord-ovest della Spagna, dalla fine del I secolo d.C., quando i Romani costruirono il Farum Brigantium. La torre, posta su una sporgenza rocciosa alta 57 metri, si eleva per ulteriori 55 metri, di cui 34 corrispondono alle mura romane e 21 metri al restauro operato dall’architetto Eustachio Giannini nel XVIII secolo, che ampliò il nucleo romano con due costruzioni di forma ottagonale. Immediatamente adiacente alla base della torre, si trova un piccolo edificio romano rettangolare. Il sito include anche il parco di incisioni rupestri del Monte dos Bicos risalenti all’età del ferro e un cimitero musulmano.

Paesaggio culturale della Sierra de Tramontana

Patrimonio dell’Umanità dal 2011. Catena montuosa che corre parallela alla costa nord-occidentale dell’isola di Maiorca. Millenni di agricoltura in un ambiente ostile hanno ampiamente modificato il suolo che oggi presenta una rete articolata di strumenti impiegati per la gestione dell’acqua d’irrigazione, basata su un sistema di aziende agricole di origine feudale. Il paesaggio è caratterizzato da terrazzamenti agricoli e sistemi idraulici – tra cui mulini ad acqua – a cui si aggiungono pittoreschi esempi di costruzioni a secco in pietra e antiche fattorie.

Patrimonio del mercurio – Almadén e Idrija

Patrimonio Unesco dal 2012. Il complesso Unesco include i siti minerari di Almadén (Spagna), dove il mercurio venne estratto fin dall’antichità, e Idrija (Slovenia), dove il mercurio fu trovato per la prima volta nel 1490 d.C.; sono le due miniere di mercurio più grandi al mondo.
Il sito spagnolo include alcuni edifici, tra cui il Castello Retamar, chiese e abitazioni tradizionali. Il sito sloveno comprende negozi di mercurio e infrastrutture, quali diverse abitazioni e un teatro, destinati ai minatori. I due siti rappresentano un’eccezionale testimonianza dell’importanza del commercio intercontinentale di mercurio che ha generato importanti scambi tra il Vecchio Continente e l’America nel corso dei secoli.

Dolmen di Antequera

Patrimonio dell’Umanità dal 2016. Situato in Andalusia, il sito comprende tre monumenti megalitici – i dolmen di Menga e Viera e il Tholos di El Romeral – e due monumenti naturali – la Peña de los Enamorados ed El Torcal. Costruiti durante il Neolitico e l’Età del Bronzo in grandi blocchi di pietra, questi monumenti formano camere con tetti a scaglie o false cupole. Queste tre tombe, sepolte sotto i loro tumuli di terra originali, sono una delle opere architettoniche più notevoli della preistoria europea e uno dei più importanti esempi del Megalitismo europeo.

Città del Califfato di Medina Azahara

Patrimonio Unesco dal 2018. Si tratta del sito archeologico di una città costruita nella metà del X secolo d.C. dalla dinastia degli Omayyadi come sede del Califfato di Cordova. Dopo aver prosperato per diversi anni, fu devastata durante la guerra civile che pose fine al Califfato nel 1009-1010. I resti della città furono dimenticati per quasi mille anni fino alla loro riscoperta all’inizio del XX secolo. Questo completo agglomerato urbano presenta strade, ponti, sistemi idrici, edifici, elementi decorativi, oggetti di uso quotidiano, e fornisce una conoscenza approfondita della civiltà islamica occidentale ormai scomparsa di Al-Andalus, al culmine del suo splendore.

Paesaggio culturale di Risco Caído e le montagne sacre di Gran Canaria

Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2019. Situato in una vasta area montuosa nel centro di Gran Canaria, Risco Caído comprende scogliere, anfratti e formazioni vulcaniche in un paesaggio ricco di biodiversità. Il sito include molti insediamenti trogloditi (habitat, granai e cisterne), testimonianza della presenza di una cultura preispanica sull’isola, svilupattasi dall’arrivo dei berberi nordafricani fino ai primi coloni spagnoli nel XV secolo. Il complesso troglodita comprende anche cavità di culto e due templi sacri, o almogarenes (Risco Caído e Roque Bentayga) dove si svolgevano le cerimonie stagionali; si ipotizza che questi templi fossero collegati al culto delle stelle e della Madre Terra.

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