Patrimoni UNESCO in Portogallo

In Portogallo si trovano diciassette siti inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli insieme.

Centro di Angra do Heroísmo, Azzorre

Patrimonio Unesco dal 1983. Angra si trova sull’Isola di Terceira e la sua fondazione risale al 1450. A partire dal XVI secolo divenne scalo obbligato lungo le rotte dei grandi esploratori, il suo porto venne fortificato e la città conobbe un notevole sviluppo urbanistico. Oltre al castello, capolavoro dell’architettura difensiva del XVI secolo, la città è disseminata di chiese e conventi; inoltre le antiche fortificazioni di San Sebastião e San João, risalenti a quattro secoli fa, sono esempi unici dell’architettura militare dell’arcipelago.

Monastero dos Jerónimos e Torre di Belém a Lisbona

Patrimonio dell’Umanità dal 1983. Il monastero dei Gerolamini è il massimo esempio di architettura manuelina e il più illustre simbolo della potenza e del dominio portoghese all’epoca delle conquiste: la sua costruzione all’entrata del porto di Lisbona risale al 1502. La Torre di Belém è un bastione quadrato all’ingresso del porto, riccamente decorato, in cui si possono vedere influssi musulmani: venne eretta per commemorare Vasco da Gama e la sua spedizione, diventando un simbolo delle grandi scoperte e dei viaggi marittimi che condussero alla fondazione del nuovo mondo.

Monastero di Batalha

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1983. Esso fa parte della grande famiglia dei monasteri cistercensi europei ed è una delle maggiori opere dello stile manuelino portoghese, ma anche, e soprattutto, il simbolo della dignità del popolo lusitano e sulla sua volontà di conservare la propria identità e indipendenza.
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Convento di Cristo a Tomar

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1983. Originariamente concepito dai Cavalieri Templari come base delle loro operazioni, il Convento di Tomar ha un’eccezionale valore artistico. Grazie all’incredibile complesso di opere che lo costituiscono, ha assuno una simbologia contraria a quella che ne giustificò la costruzione, e cioè l’apertura del Portogallo alle varie correnti e civiltà giunte dall’esterno durante la sua epopea transoceanica.
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Centro storico di Évora

Patrimonio dell’Umanità dal 1986. L’antica capitale dell’Alentejo è stata definita città-museo poiché racchiude rovine romane, resti della dominazione visigota e testimonianze del XV e XVI secolo; essa raggiunse il suo periodo d’oro nel XV secolo, quando divenne la residenza dei re portoghesi. Fra i grandi edifici medievali risalta la Cattedrale iniziata nel 1186, un severo edificio gotico in granito; l’esteso complesso universitario iniziato nel 1551 è in stile rinascimentale italiano. Artisticamente pregevoli le case bianche decorate con azulejos e i balconi in ferro battuto risalenti al XVI-XVIII secolo. I suoi monumenti hanno esercitato una profonda influenza sull’architettura in Brasile.

Monastero di Alcobaça

Patrimonio Unesco dal 1989. Il monastero di Santa Maria di Alcobaça sorge su un territorio che venne donato ai benedettini dal re Alfonso I nel 1154 come ringraziamento per la vittoria di Santarém sugli Arabi. Il complesso è un capolavoro dell’arte gotico-cistercense.

Paesaggio culturale di Sintra

Il paesaggio culturale di Sintra è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995. Il centro storico della città portoghese è caratterizzato da un’architettura eclettica e multiforme, sublime e magica, che difficilmente si riesce a trovare in altri luoghi. L’ubicazione di Sintra, in un contesto paesaggistico notevolmente modificato dall’opera dell’uomo ma secondo straordinari criteri di varietà e armonia, rende meritevole di protezione sia la città sia la collina su cui essa sorge.
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Centro storico di Oporto, ponte Dom Luís I e Monastero Serra do Pilar

Patrimonio dell’Umanità dal 1996. Di origine romana, la città è caratterizzata da una fitta trama di strade medievali che discendono verso il fiume Duero. Il centro storico si snoda intorno alla massiccia cattedrale romanica, ma è il barocco lo stile dominante della città. Nel corso del XIX secolo fu soggetta a una rivoluzione urbanistica e numerosi edifici furono rivestiti di azulejos.

Arte rupestre nella Valle del Côa e Siega Verde

Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 1998 (sito esteso nel 2010 con l’annessione della Siega Verde spagnola). Questa eccezionale concentrazione di graffiti rupestri del Paleolitico Superiore, databili dal 22.000 al 10.000 a.C. costituisce una significativa testimonianza delle espressioni artistiche agli albori dello sviluppo culturale dell’umanità.
I due siti preistorici si trovano sulle sponde del fiume Agueda e Côa, tributari del Douro e documentano la continua presenza umana sin dalla fine dell’età paleolitica. Centinaia di pannelli con migliaia di figure animali (5000 nella Valle del Côa e circa 440 nella Siega Verde) sono stati incisi nell’arco di millenni e rappresentano la più straordinaria collezione d’arte paleolitica all’aperto dell’intera penisola iberica.

Foresta di lauri di Madeira

Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1999. Il sito rappresenta una straordinaria eredità ambientale, in quanto un tempo le foreste di lauri erano molto diffuse sul nostro pianeta. Quella di Madeira, oltre a essere una delle poche sopravvissute fino a oggi, è anche la più estesa e ospita numerose specie rare, alcune delle quali endemiche, come la colomba trocaz di Madeira.

Centro storico di Guimarães

Patrimonio Unesco dal 2001. La storica città di Guimarães è strettamente legata al periodo in cui emerse l’identità nazionale lusitana, ovvero il XII secolo. Si tratta di un esempio eccezionalmente ben conservato di evoluzione da insediamento medievale a città moderna. Lo stile dei suoi ricchi edifici esemplifica lo sviluppo dell’architettura portoghese dal XV al XIX secolo attraverso l’impiego di tecniche e materiali tradizionali.

Regione vitivinicola dell’Alto Douro

Patrimonio Unesco dal 2001. Da più di 2.000 anni, nella regione dell’Alto Douro, si produce un ottimo vino. Sin dal XVIII sec. il Porto, il prodotto di punta, è diventato famoso a livello mondiale per la sua eccellente qualità. Questa lunga tradizione vinicola si è tradotta in un paesaggio culturale di incredibile bellezza che riflette l’evoluzione tecnologica, culturale ed economica della regione.

Paesaggio della cultura vinicola dell’isola di Pico

Patrimonio dell’Umanità dal 2004. Il sito di 987 ettari sull’isola di Pico, appartenente all’arcipelago delle Azzorre, consiste di una cinta muraria che corre nell’entroterra quasi parallela alla costa rocciosa. Le mura furono edificate per proteggere i piccoli ovili rettangolari (in portoghese “curral, plurale: currais”) dal vento e dalle onde del mare. L’arte della viticoltura fu importata sin dal XV sec. ed è testimoniata dallo straordinario insieme di campi coltivati, residenze del XIX secolo, cantine vinicole e decorazioni di porti e chiese.

Città-presidio di frontiera di Elvas e le sue fortificazioni

Patrimonio Unesco dal 2012. Il complesso, fortificato tra il XVII e XIX secolo, ospita il più grande fossato senz’acqua al mondo; all’interno delle sue mura, la città ospita caserme, edifici militari, chiese e monasteri.
Le prime testimonianze di Elvas risalgono al X secolo, ma le fortificazioni furono progettate a seguito della riconquista dell’indipendenza portoghese nel 1640. Gli elementi difensivi furono progettati per la stragrande maggioranza dei casi dal gesuita olandese P. Cosmander e rappresentano i migliori esempi esistenti di fortificazioni della scuola olandese. Il sito include anche l’acquedotto Amoreira, costruito per poter rifornire di acqua la città in caso di assedio nemico.

Università di Coimbra – Alta e Sofia

Patrimonio dell’Umanità dal 2013. Situata su una collina che domina la città, l’Università di Coimbra è cresciuta e si è evoluta per oltre sette secoli all’interno della città vecchia. Tra gli edifici universitari di notevole interesse citiamo la cattedrale di Santa Cruz (XII sec.), diversi collegi risalenti al XVI secolo, il Palazzo Reale di Alcáçova che ha ospitato l’università sin dal 1537, la Biblioteca Joanine con la sua ricca decorazione barocca, il giardino botanico del XVIII secolo, la casa editrice universitaria e la “grande città universitaria” creata negli anni ’40. Gli edifici dell’università sono stati un punto di riferimento per lo sviluppo di altri istituti di istruzione superiore nel mondo lusitano, senza parlare dell’influenza che Coimbra ha esercitato sulla cultura e la letteratura.

Edificio reale di Mafra – palazzo, basilica, convento, giardino del Cerco e parco di caccia (Tapada)

Patrimonio Unesco dal 2019. Situata a 30 km dalla capitale portoghese, il complesso fu eretto per volere di re João V nel 1711 quale rappresentazione tangibile della sua concezione della monarchia e dello Stato. Questo imponente edificio quadrangolare ospita i palazzi del re e della regina, la cappella reale, a forma di basilica barocca romana, un monastero francescano e una biblioteca contenente 36 mila volumi. João V scelse modelli architettonici e artistici barocchi e commissionò opere d’arte che fanno di Mafra un eccezionale esempio di barocco italiano. Il sito include il giardino Cerco, con la sua disposizione geometrica, e il parco di caccia reale (Tapada).

Santuario di Bom Jesus do Monte a Braga

Patrimonio Unesco dal 2019. Situato sulle pendici del monte Espinho, con vista sulla città di Braga, il santuario lusitano evoca la Gerusalemme cristiana. La sua costruzione, principalmente in stile barocco, ha richiesto oltre 600 anni. Esso testimonia la tradizione europea dei Sacri Monti (montagne sacre), promossa dalla Chiesa cattolica al Concilio di Trento nel XVI secolo, come reazione alla Riforma protestante.
Il sito Unesco è incentrato sulla Via Crucis che conduce al versante occidentale del monte e include una serie di cappelle che ospitano sculture evocanti la Passione di Cristo, fontane, sculture allegoriche e giardini; la Via Crucis arriva fino alla chiesa eretta tra il 1784 e il 1811. Gli edifici in granito presentano facciate in gesso imbiancate a calce, incorniciate da pietre a vista; la famosa scalinata dei cinque sensi, con le sue pareti, i gradini, le fontane, le statue e gli altri elementi ornamentali, è senza alcun dubbio l’opera barocca più emblematica dell’intero complesso.

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