Patrimoni UNESCO in Grecia

In Grecia si trovano diciotto siti Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli insieme.

Tempio di Apollo Epikourios a Bassae

Patrimonio dell’Umanità dal 1986. Nel paesaggio selvaggio delle montagne dell’Arcadia, a un’altitudine di 1130 metri, si erge il Tempio di Apollo Epikourios, costruito nel 429 a.C. da Ictino, lo stesso architetto del Partenone di Atene. Ben conservato, stupisce per le proporzioni perfette ed è uno dei rari esempi in cui coesistono i tre ordini architettonici (dorico, ionico e corinzio) dell’antica Grecia.

Area archeologica di Delfi

Patrimonio dell’Umanità dal 1987. Piccolo villaggio alle pendici del Parnaso, Delfi fu uno dei principali luoghi di culto della Grecia; anticamente ospitava l’oracolo del Dio Apollo (attivo fin dall’epoca micenea, circa 3500 anni fa), che costituiva il punto di riferimento religioso per tutto il mondo ellenico. L’area archeologica vanta importanti vestigia di edifici di culto e profani, mentre il locale museo conserva significative opere scultoree rinvenute sul posto, tra le quali il famoso Auriga in bronzo (460 a.C.).
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Acropoli di Atene

Patrimonio Unesco dal 1987. Voluta da Pericle per testimoniare la ritrovata grandezza di Atene dopo le guerre contro i Persiani, la ricostruzione dell’Acropoli arricchì la città greca di monumenti che costituiscono le massime espressioni dell’arte ellenica. I più grandi artisti della Grecia antica vi hanno lasciato testimonianze immortali del loro genio: basti ricordare per il Partenone l’architetto Ictino e lo scultore Fidia e per l’Eretteo l’architetto Filocle. Ancora oggi il profilo dell’Acropoli si staglia contro il cielo a ricordare e celebrare il primo rinascimento della storia.
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Monte Athos

Patrimonio dell’Umanità dal 1988. Nel XV secolo su di esso vi erano trenta conventi ortodossi, tutti fortificati; oggi ne restano solo venti, dotati di autonomia amministrativa e di uno statuto di repubblica all’interno dello stato greco (Repubblica monastica del Monte Santo). Il Monte Athos possiede uno dei più ricchi tesori d’arte bizantina del mondo, sia per quanto concerne l’architettura e la pittura che per quanto riguarda le arti minori.
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Monasteri delle Meteore

Patrimonio Unesco dal 1988. Poche volte nella storia uomini e natura si sono uniti per realizzare un’opera quasi miracolosa quanto lo furono i monasteri medievali nella valle greca delle Meteore che, innalzati su inaccessibili pinnacoli rocciosi, sembrano ancora sfidare il tempo e le leggi della fisica. Ne è derivato uno spazio di sorprendente bellezza che rivela ciò di cui è capace la tenacia umana.
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Monumenti paleocristiani e bizantini di Salonicco

Patrimoni dell’Umanità dal 1988. Capoluogo della Macedonia, fondata nel 315 a.C. con il nome di Tessalonica, la città conobbe un lungo periodo di prosperità grazie al suo porto e all’invidiabile posizione geografica tra Roma e Costantinopoli; essa fu, inoltre, un’importante base per la diffusione del Cristianesimo.
La città alta, un tempo abitata prevalentemente dalla popolazione turca, conserva un aspetto orientale, ma sono numerose le testimonianze artistiche legate al Cristianesimo. Tra i monumenti cristiani (eretti tra il IV e il XV sec.) compaiono chiese, alcune costruite a croce greca e altre con una pianta basilicale a tre navate. La chiesa di Santa Sofia (VIII sec.) è un significante esempio di architettura paleocristiana in cui la pianta a croce greca si combina con la cupola di ispirazione orientale.

Sito archeologico di Epidauro

Patrimonio Unesco dal 1988. Il santuario di Asclepio a Epidauro, legato al culto del dio della medicina, vanta il teatro greco meglio conservato. Questo magnifico auditorium dalle proporzioni armoniose e dall’acustica perfetta è situato in una conca naturale del terreno, dietro una collina: soluzione spesso impiegata dai Greci per sopperire alla scarsa disponibilità di terreno pianeggiante. Un tempo attribuito a Policleto il Giovane, recenti studi ne hanno spostato la costruzione al III sec. a.C., rendendo improbabile tale ipotesi. Fra gli altri edifici dell’area archeologica si ricorda la Tholos, un’opera circolare di Policleto il Giovane, di cui rimane il labirinto sotterraneo.

Città medievale di Rodi

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1988. La fisionomia di Rodi mostra perfettamente le testimonianze della sua storia ricca di eventi: è probabilmente la città che, nel minor spazio, offre la maggiore varietà architettonica di tutta Europa. Nel suo fitto nucleo urbano si concentrano chiese bizantine trasformate in moschee, palazzi gotici, costruzioni difensive medievali, bagni turchi ed edifici che rimandano al Novecento italiano.

Area archeologica di Mistrà

Patrimonio dell’Umanità dal 1989. In una spettacolare posizione alle falde del Monte Taigeto, nella pianura di Sparta, si adagiano le rovine di Mistrà, l’antica città bizantina fondata nel XIII secolo. Ai piedi delle rovine del Castello di Villehardouin, cinto da una doppia cerchia di mura, si estende il nucleo urbano, diviso storicamente in due parti, la città alta e la città bassa: nella prima si trova il Palazzo dei Despoti, iniziato dai Franchi e ampliato dai Bizantini (XIII-XV sec.); alla seconda appartengono numerosi monasteri, fra i quali il più bello è quello di Pandanassa (1428).

Area archeologica di Olimpia

Patrimonio Unesco dal 1989. Olimpia deve la sua fama al grande santuario dorico dove, dal 776 a.C. fino al 393 d.C., si tennero i celebri giochi olimpici. Gli scavi hanno riportato alla luce molte rovine, fra cui i resti dello stadio dove si svolgevano le gare, alcuni templi e molte sculture. Celebre la statua di Hermes e Dioniso realizzata da Prassitele. Il santuario venne eretto sulle fondamenta di edifici precedenti, risalenti all’Elladico Medio (1900-1600 a.C.) e al periodo miceneo.

Delo

Patrimonio dell’Umanità dal 1990. Questa piccola isola, situata nell’arcipelago delle Cicladi, fu nell’antichità un centro commerciale di grande importanza, ma fu soprattutto un luogo destinato al culto, meta di pellegrinaggi da tutta la Grecia. Secondo la mitologia classica, infatti, Delo era il luogo natale di Apollo e Artemide, figli di Zeus. Le sue rovine (di grande interesse il Belvedere dei Leoni risalente al VII sec. a.C.) costituiscono uno dei più importanti siti archeologici della Grecie insulare.

Monasteri di Daphni, Hosios Loukas e Néa Moní di Chio

Patrimoni dell’Umanità Unesco dal 1990, sono tra i migliori esempi dell’arte bizantina e ortodossa dell’XI-XII secolo. Caratteristica comune alle tre chiese è la grande cupola centrale a base ottagonale poggiata direttamente su archi ciechi. Il monastero di Daphni, situato alla periferia di Atene, presenta un chiostro di epoca cistercense; la chiesa di Hosios Loukas, vicino a Delfi, custodisce preziosi mosaici, altamente espressivi; Néa Moní, sull’isola di Chio, si contraddistingue per la decorazione interna in marmo e per le pareti rivestite da mosaici su sfondo oro dell’XI secolo.

Pythagoreion e Heraion di Samo

Patrimoni Unesco dal 1992. Nella piccola isola di Samo sono state rinvenute le rovine dell’antica città natale di Pitagora, Pythagoreion, di epoca classica ed ellenistica, fra cui la spettacolare costruzione dell’acquedotto sotterraneo del VI secolo a.C., lungo circa un chilometro. L’Heraion, antico luogo di culto, fu il primo tempio greco con peristilio di colonne; riedificato nel VI secolo, assunse dimensioni colossali e divenne un’importante meta di pellegrinaggio.

Sito archeologico di Aigai

Patrimonio dell’Umanità dal 1996. L’antica Aigai (ora Vergina), oltre ad essere capitale del Regno di Macedonia fino al IV secolo a.C., svolgeva il ruolo di necropoli reale. Gli oltre 300 tumuli sepolcrali rinvenuti, tra cui quello di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno, sono estremamente ricchi di oggetti funerari e le pareti di alcune camere presetano eleganti decorazioni.

Siti archeologici di Micene e Tirinto

Patrimoni Unesco dal 1999. Micene e Tirinto conservano le imponenti rovine di due importanti città della civiltà micenea, che dominò il bacino del Mediterraneo orientale dal XV al XII secolo a.C. e che contribuì in modo determinante alla fioritura della cultura greca classica. Il loro nome è indissolubilmente legato alle vicende dell’Iliade e dell’Odissea, il cui inesauribile valore artistico e letterario continua a esercitare la sua influenza da più di 3000 anni.
A Micene assolutamente da non perdere la famosa Porta dei Leoni.

Centro storico (Chorá) con il Monastero di San Giovanni “il teologo” e la grotta dell’Apocalisse sull’isola di Patmo

Patrimoni dell’Umanità dal 1999. La piccola isola di Patmo, nel Dodecaneso, è il luogo dove, secondo la tradizione, San Giovanni Evangelista scrisse l’Apocalisse: a lui è dedicato il monastero fondato alla fine del X secolo, che ancora oggi è un’importante meta di pellegrinaggio e un cenacolo culturale del mondo greco ortodosso.

Centro storico di Corfù

Patrimonio Unesco dal 2007. La città vecchia di Corfù, sull’isola omonima, si trova in una posizione strategica alle porte del Mar Adriatico, e affonda le sue radici nell’VIII secolo a.C. I tre forti della città, progettati da importanti ingegneri veneziani, sono stati impiegati per 4 secoli per difendere gli interessi commerciali della Repubblica di Venezia contro l’Impero Ottomano. I forti vennero ristrutturati e in parte ricostruiti sotto il dominio britannico del XIX secolo. Il patrimonio di edifici abitativi, realizzati principalmente in stile neoclassico, è in parte attribuibile al periodo veneziano e in parte risale al XIX secolo.

Sito archeologico di Filippi

Patrimonio dell’Umanità dal 2016. I resti di questa città fortificata si trovano ai piedi di un’acropoli situata nel nord-est della Grecia, lungo l’antica rotta che collega l’Europa e l’Asia, la Via Egnatia. Fondata nel 356 a.C. dal re macedone Filippo II, la città divenne una “piccola Roma” a seguito dell’istituzione dell’impero romano nei decenni successivi alla battaglia di Filippi (42 a.C.).
La città ellenistica di Filippo II, di cui si vedono le mura, le porte, il teatro e il tempio, venne integrata con edifici pubblici romani quali il Foro e una monumentale terrazza con templi. In seguito alla visita dell’Apostolo Paolo (49-50 d.C.) la città divenne un centro della fede cristiana; i resti delle sue basiliche costituiscono una testimonianza eccezionale della prima fondazione del Cristianesimo.

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