Patrimoni UNESCO in Svezia

In Svezia si trovano quindici siti scelti come Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli insieme.

Palazzo reale di Drottningholm

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1991. Il Palazzo di Drottningholm, che sorge sull’isola di Lovön nel Lago Mälaren, nelle vicinanze di Stoccolma, era un tempo la residenza estiva della famiglia reale, mentre oggi ne è la residenza ufficiale. Composto da un insieme di sette edifici principali, è unico nel suo genere in quanto riunisce in sé tutte le correnti decorative svedesi dal XVII al XIX secolo. Di grande interesse anche il giardino francese, ispirato a Versailles, che viene considerato il primo e più importante esempio dell’influenza che l’architetto francese André Le Nôtre esercitò nei Paesi Nordici.
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Birka e Hovgården

Patrimonio Unesco dal 1993. Situate su due isole del Lago Mälaren, presso Stoccolma, la città di Birka, fondata verso la fine dell’VIII secolo, e la proprietà reale di Hovgården costituiscono una testimonianza eccezionale delle attività commerciali svolte dai popoli scandinavi nel periodo vichingo. A Birka, sull’isola di Björkö, sono state rinvenute ben 1200 tombe corredate da preziosi ornamenti, mentre gli scavi effettuati nella vicina Isola di Adelsö hanno portato alla luce i resti di una chiesa, di un porto e le fondamenta di un palazzo reale costruito intorno al XIII secolo. Birka fu anche un luogo importante per i primi cristiani svedesi che qui fondarono una congregazione sotto la guida di S. Ansgar nell’831.

Acciaierie di Engelsberg

Patrimonio dell’Umanità dal 1993. Il complesso siderurgico di Engelsberg, composto da oltre 50 edifici industriali, amministrativi e residenziali risalenti ai secoli XVIII e XIX, rappresenta quello che fu un tipico järnbruk svedese, una delle numerose officine installata nel Paese agli inizi della rivoluzione industriale. La fonderia, la fucina, il forno e i vari annessi, tra cui le stanze degli operai, la casa del giardiniere e la birreria, fanno di Engelsberg un luogo fondamentale per lo studio dell’evoluzione dell’industria siderurgica europea.

Skogskyrkogården

Patrimonio Unesco dal 1994. Agli inizi del Novecento gli architetti Asplund e Lewerentz progettarono un nuovo cimitero in una zona di Stoccolma immersa nei pini, il “cimitero del bosco”. Nonostante l’irregolarità del terreno, i progettisti realizzarono un complesso armonico, integrato perfettamente con la natura circostante, che rappresenta uno dei migliori esempi di edilizia cimiteriale.

Incisioni rupestri a Tanum

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1994. Esse rappresentano, per la loro qualità artistica, una testimonianza eccezionale dell’arte primitiva. Opera di un popolo sedentario e dedito all’agricoltura, alla pesca e al commercio, raffigurano, con la loro varietà tematica, i momenti principali della vita quotidiana nell’Età del Bronzo nei Paesi Scandinavi. Le figure incise e dipinte si distinguono per stilizzazione e ieraticità, ma sono anche notevoli per la forza espressiva dell’insieme.
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Città anseatica di Visby

Patrimonio dell’Umanità dal 1995. Capoluogo dell’Isola di Gotland, definita come la città “delle rose e delle rovine”, Visby era il centro principale della Lega Anseatica nel Baltico dal XII al XIV secolo. La città ha conservato il suo aspetto medievale: è cinta dall’imponente complesso di mura lunghe oltre 3 km, erette fra il XII e XIII secolo per difendere la sua egemonia commerciale e la sua posizione strategica; a distanze regolari si ergono 44 torri. Si tratta della città commerciale fortificata meglio conservata nel Nord Europa.

Lapponia

Patrimonio dell’Umanità dal 1996. La regione più settentrionale della Svezia appare aspra e solitaria, ma sono proprio queste caratteristiche estreme a renderla eccezionale. La maggior parte del territorio è coperta da paludi e boschi e verso nord il paesaggio si fa sempre più spoglio, fino alla predominanza di betulle nane. Il territorio è la patria della popolazione Saami, anche conosciuta con il nome di lapponi, che vive secondo uno stile di vita ancestrale basato sugli spostamenti delle mandrie.

Chiesa-villaggio di Gammelstad, a Luleå

Patrimonio Unesco dal 1996. Le chiese-villaggio della Svezia settentrionale costituiscono un tipo di comunità urbano unico. Sorte nel XVI secolo, erano formate da una chiesa attorno alla quale sorgeva un gruppo di case destinate a ospitare i fedeli durante le funzioni religiose. Tra le 71 chiese-villaggio della Svezia, Gammelstad è la più rappresentativa: la grande chiesa in pietra costruita all’inizio del XV secolo è affiancata da una torre bianca ed è circondata da oltre 400 case di legno. Queste ultime venivano usate solo la domenica e durante le feste religiose per ospitare i fedeli che dalla campagna circostante si spostavano qui per partecipare alle funzioni religiose e non potevano ritornare a casa il giorno stesso a causa della distanza e delle difficili condizioni di viaggio.

Porto di Karlskrona

Patrimonio dell’Umanità dal 1998. L’attività portuale di Karlskrona ebbe inizio nel XVII secolo e da allora la città ha continuato a svilupparsi divenendo un’importante base navale. Intatti la pianta originale e alcuni impianti portuali.

Höga kusten e arcipelago Kvarken

Patrimonio Unesco dal 2000 e dal 2006. L’arcipelago Kvarken si trova in Finlandia, mentre l’Höga kusten (Alta Costa) è in Svezia. Soffermiamoci sul sito svedese: si tratta di un’area situata nella parte occidentale del Golfo di Botnia; il sito copre 142.500 ettari di superficie, di cui 80 mila di habitat marino e isole costiere. L’Höga kusten è stata ampiamente plasmata da processi combinati di glaciazione, ritiro dei ghiacciai e l’emersione di nuove terre.

Paesaggio agricolo dell’Öland meridionale

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. La parte meriodionale dell’isola di Öland, nel Mar Baltico, è dominata da un vasto altopiano di origine calcarea e offre ampie testimonianze dell’occupazione umana dalla preistoria ai giorni nostri.

Area estrattiva di Falun

Patrimonio dell’Umanità dal 2001. L’enorme giacimento minerario conosciuto come la “grande cava di Falun” è stato scelto dall’Unesco in quanto è in grado di illustrare l’attività di produzione di rame in questa regione sin dal XIII secolo. La città di Falun, pianificata nel XVII secolo, con i suoi numerosi edifici storici e i resti degli insediamenti industriali e residenziali, fornisce un quadro vivido di quella che è stata per secoli una delle più importanti aree estrattive al mondo.

Stazione radio di Grimeton

Patrimonio Unesco dal 2004. La Stazione Radio di Varberg a Grimeton nel sud della Svezia (eretta nel 1922-24) è un monumento straordinariamente ben conservato di uno dei primi sistemi di comunicazione transatlantica senza fili. Il sito copre 109,9 ettari e include edifici che ospitano il trasmettitore originale Alexanderson, compreso il sistema di sei torri in acciaio alte 127 metri, trasmettitori a onde corte, e una zona residenziale con alloggi per il personale. Il sito è uno straordinario esempio dell’eccezionale sviluppo delle telecomunicazioni ed è l’unico superstite di una grande stazione di trasmissione basata su tecnologia pre-elettronica. Non è più usata regolarmente oggi, ma l’apparecchiatura è stata mantenuta funzionante e in teoria potrebbe trasmettere ancora.

Arco geodetico di Struve

Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 2005. E’ una catena di triangolazioni geodetiche che partono da Hammerfest in Norvegia per arrivare al Mar Nero, attraversando dieci nazioni, per una lunghezza complessiva di circa 2.820 km. Questa catena fu ideata e impiegata dallo scienziato baltico-tedesco Friedrich Georg Wilhelm von Struve fra il 1816 e il 1855 per determinare le esatte forme e dimensioni della Terra, tramite un lungo segmento di un meridiano. Tutto ciò ha contribuito a stabilire l’esatta dimensione e la forma del nostro pianeta e ha segnato un passo importante nello sviluppo delle scienze della terra e della mappatura topografica. Si tratta di uno straordinario esempio di collaborazione scientifica tra gli scienziati provenienti da diversi Paesi, e di collaborazione tra monarchi per un’importante causa scientifica. Originariamente, l’arco era costituito da 258 triangoli e da 265 punti fissi principali. Il sito ne comprende 34 punti delle stazioni originali, che erano stati realizzati mediante segnali di diversi tipi: buchi scavati nelle rocce, croci di ferro, “ometti” di pietre, obelischi, etc.

Case coloniche decorate di Hälsingland

Patrimonio Unesco dal 2012. Queste sette case in legno si trovano nella parte orientale della Svezia: esse rappresentano l’apice della locale tradizione architettonica in legno che risale al Medioevo. Riflettono la prosperità degli agricoltori che nel XIX secolo si servivano della loro ricchezza per costruirsi nuove dimore dotate di ricche decorazioni e di stanze riservate alle feste. I dipinti fondono gli elementi dell’arte popolare con quelli degli stili amati dalla nobiltà terriera del tempo, tra cui barocco e rococò.

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