Chiese della Moldavia

Le otto chiese del nord della Moldavia, in Romania, sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1993 (con un’estensione del sito nel 2010). Con le pareti esterne completamente affrescate e le splendide pitture all’interno, rappresentano una pregevole testimonianza dell’arte bizantina nell’Europa dell’Est. Mescolando abilmente elementi tradizionali e apporti personali, gli anonimi autori dei cicli pittorici hanno saputo creare uno stile assolutamente originale, raggiungendo un notevole livello artistico nella rappresentazione delle scene religiose, uniche per complessità nell’insieme iconografico ispirato alla religione ortodossa.

Le origini della Moldavia come Stato indipendente risalgono al re Bogdan che, valicati i Carpazi nel 1360, sconfisse le orde dei Tartari e degli Slavi, dando origine al principato del Danubio. La regione raggiunse il massimo splendore con Stefano III, detto il Grande (XV sec.), e con i suoi successori, tra i quali spicca Pietro Raresch. In quel periodo glorioso si sviluppò un importante movimento culturale e religioso, le cui testimonianze principali sono otto chiese situate nella regione di Suceava.
Due sono le caratteristiche peculiari delle chiese moldave. La prima è la decorazione pittorica esterna di tipo bizantino, diffusasi in Romania attraverso la Serbia. In nessun altro Paese di religione ortodossa esistono edifici dai muri esterni completamente ricoperti di affreschi come quelli delle chiese moldave, dove troviamo anche composizione di grandi dimensioni come il Giudizio Universale, sulla facciata esterna occidentale del monastero di Voronet dedicato a San Giorgio (opera che le ha valso la fama di “Capella Sistina dell’Oriente”) , o l’Albero di Jesse, sul lato sud della cattedrale di Suceava. Essi rappresentano l’espressione più alta della tendenza della tradizione bizantina a privilegiare la pittura rispetto all’architettura.
La seconda caratteristica originale consiste nella struttura delle cupole, le cui origine sono state ricercate invano nelle costruzioni armene, serbe, bizantine, ispano-arabe e assire. Alla fine, l’ipotesi più accreditata dagli studiosi è che si tratti di un appporto originale della stessa Moldavia. Questo tipo di cupola è sostenuto da due tamburi sovrapposti: uno inferiore, solitamente quadrato, e uno superiore, a stella, entrambi con funzione ornamentale.

Chiesa di San Giorgio, Voronet

La più nota tra le chiese fatte costruire da Stefano il Grande è quella di San Giorgio, posta all’interno del primo monastero di Voronet. A parte il nartece, aggiunto in seguito, la chiesa presenta una struttura tipica dell’epoca: un grande pronao rettangolare sovrastato da una volta a sesto acuto, una navata a trifoglio e due contrafforti esterni tra l’abside centrale e quello laterale. Nel sistema architettonico bizantino i costoloni delle cupole poggiano su pilastri, mentre in questo caso insistono sui muri, conferendo così una maggiore luminosità alla chiesa.
Per quanto concerne la decorazione, la chiesa di San Giorgio è affrescata con scene della Passione, mentre le pareti e la volta del nartece sono abbellite con 365 scene che illustrano il Calendario dei Santi. Le decorazioni esterne riflettono l’iconografia tipica dell’epoca: la Gerarchia della Chiesa, l’Albero di Jesse, l’Inno Acatista e il famoso Giudizio Universale, che ricopre quasi interamente la facciata occidentale.

Chiesa della Santa Croce, Pătrăuți

Anche la chiesa della Santa Croce a Pătrăuți (1487) venne costruita per volere di Stefano il Grande. Si tratta di un piccolo edificio con tre absidi, un nartece e una navata sovrastata da un’altra cupola. All’interno spiccano gli affreschi di enormi dimensioni che raffigurano la Passione. Anche qui si trova un grande Giudizio Universale che, dipinto a colori vivaci, ricore quasi completamente la facciata occidentale della chiesa.

Chiesa della Decapitazione di San Giovanni Battista, Arbore

La chiesa della Decapitazione di San Giovanni Battista, ad Arbore, venne edificata nel 1503 come residenza del governatore di Suceava, Luca Arbore.

Chiesa di San Giorgio, Suceava

Annessa al monastero di San Giovanni, la chiesa di San Giorgio di Suceava venne iniziata nel 1514 e finita nel 1522. Le pitture delle facciate sud e ovest si distinguono per l’eleganza delle figure, l’armonia dei colori e la perfezione delle iscrizioni in cirillico.

Chiesa di San Nicola, Monastero di Probota

Il monastero di Probota, che comprende la chiesa di San Nicola, è uno dei più antichi della Moldavia. Edificato nel 1391 ca., venne ricostruito nel 1531 da Pietro Raresch come mausoleo reale. La composizione e l’utilizzo del colore degli affreschi esterni, sfortunatamente in cattivo stato di conservazione, testimoniano l’abilità di un grande artista.

Chiesa dell’Assunzione della Vergine, Humor

La chiesa dell’Assunzione della Vergine, appartenente al primo monastero di Humor, risale al 1415. Venne costruita per volere di Teodoro Bulberg e di sua moglie Anastasia con la collaborazione del principe Pietro Raresch. Rispetto alla struttura architettonica classica. presenta alcune varianti, come l’assenza della cupola sul nartece. Le figure sulla volta del nartece, il Giudizio Universale del protonartece e gli affreschi esterni, sono riconducibili all’iconografia tradizionale.

Chiesa dell’Annunciazione nel monastero di Moldovita

La chiesa dell’Annunciazione nel monastero di Moldovita fu edificata da Alessandro il Buono (XV sec.), poi modificata e decorata tra il 1532 e il 1537 sotto il regno di Pietro Raresch. Per le tematiche trattate, la vigorosità del tratto e l’uso del colore, i suoi affreschi ricordano quelli di Humor (forse furono dipinti dallo stesso artista).

Monastero Sucevița

Nel 2010, l’Unesco ha esteso il sito inserendo tra i Patrimoni dell’Umanità il monastero della Resurrezione a Sucevița. Fu costruito nel 1585 da Ieremia Movilă, Gheorghe Movilă e Simion Movilă. L’architettura della chiesa contiene elementi sia bizantini che gotici e alcuni elementi tipici di altre chiese dipinte della Moldavia settentrionale. Sia le pareti interne che quelle esterne sono coperte da dipinti murali, che hanno un grande valore artistico e raffigurano episodi biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento. I dipinti risalgono al 1601 circa, il che rende Sucevița uno degli ultimi monasteri ad essere decorato nel famoso stile moldavo di dipinti esterni.

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