Patrimoni UNESCO in Norvegia

In Norvegia si trovano otto siti Patrimoni dell’Umanità UNESCO, sette culturali e uno naturale. Scopriamoli insieme.

Chiesa lignea di Urnes

Patrimonio Unesco dal 1979. Costituisce un ottimo esempio di Stavkirke (chiesa di legno), sia per il pregevole stato di conservazione in cui si trova, sia per la sua antichità. Le decorazioni lignee dell’interno, inoltre, sono di eccezionale qualità.
La parte più antica (Urnes I), le cui origini risalgono al 1060, è stata ripristinata a partire dagli scavi realizzati nel 1956-57 sotto la chiesa di epoca posteriore. E’ un edificio molto semplice a un’unica navata e con un solo presbiterio, probabilmente ispirato alle coeve chiese inglesi e irlandesi. Verso il 1125 questa struttura fu sostituita da un’altra (Urnes II) più elaborata, a pianta basilicale a tre navate, divise da 16 colonne con capitelli cubici intagliati. La sua struttura riproduce quella di una chiesa romanica in pietra, tanto che sono stati aggiunti elementi del tutto superflui dal punto di vista strutturale, come gli archi a mezza volta che innalzano le colonne.
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Quartiere Bryggen a Bergen

Patrimonio dell’Umanità dal 1979. E’ stato scelto in quanto costituisce un’importante testimonianza dell’architettura di un’antica città anseatica. Nonostante i tanti incendi, le vicissitudini storiche e le condizioni climatiche che hanno danneggiato ripetutamente i suoi splendidi edifici in legno, è possibile ancora oggi ammirare un agglomerato urbano praticamente identico a quello esistente mille anni fa.
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Røros

Patrimonio dell’Umanità dal 1980 (sito esteso nel 2010). Sorta nel 1644 presso un giacimento di rame, Røros ha mantenuto l’aspetto di un’antica città mineraria. Edificata tra montagne ricche di cuprite, conserva ancora intatte un centinaio di case in legno del XVIII e XIX secolo. Uno degli edifici più grandi è la fabbrica dove si fondeva il rame, metallo estratto ininterrottamente per ben 333 anni, dal 1644 al 1977.

Incisioni rupestri di Alta

Patrimonio Unesco dal 1985. Le incisioni rupestri e i dipinti situati nel fiordo di Alta, vicino al Circolo Polare Artico, realizzati tra il 4200 e il 500 a.C., costituiscono la testimonianza più significativa della presenza dell’uomo ai confini del Grande Nord in epoca preistorica. Nella produzione artistica si distinguono due fasi: la prima è caratterizzata da dipinti in cui vengono rappresentati esclusivamente animali quali l’alce, il cervo, la renna; la seconda, più elaborata, illustra l’ambiente dei cacciatori attraverso scene di vita quotidiana.

Vegaøyan, l’arcipelago di Vega

Patrimonio dell’Umanità dal 2004. Si tratta di un insieme di decine di isole situato poco più a sud del circolo polare artico: tutte insieme compongono un paesaggio culturale di 103.710 ettari, di cui 6.930 ettari su terra. Le isole sono la perfetta testimonianza di uno stile di vita frugale, basato sulla pesca e sulla raccolta delle piume di edredoni (un tipo di anatre), in un ambiente inospitale. Si trovano villaggi di pescatori, banchine, magazzini, casette per edredoni (edificate per la loro nidificazione), paesaggi agricoli e fari.

Fiordi della Norvegia occidentale, il Geirangerfjord e il Nærøyfjord

Patrimoni Unesco dal 2005. Situati a nord-est di Bergen, Geirangerfjord e Nærøyfjord sono distanti 120 km l’uno dall’altro e sono parte del paesaggio norvegese dei fiordi occidentali, che si estende da Stavanger a Åndalsnes. Sono due tra i più lunghi e profondi fiordi del mondo: la loro eccezionale bellezza naturale deriva dalle pareti di roccia cristallina strette e scoscese che si innalzano fino a 1.400 metri s.l.m. e che si inabissano sino a 500 m sotto il livello del mare.

Arco geodetico di Struve

Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 2005. E’ una catena di triangolazioni geodetiche che partono da Hammerfest in Norvegia per arrivare al Mar Nero, attraversando dieci nazioni, per una lunghezza complessiva di circa 2.820 km. Questa catena fu ideata e impiegata dallo scienziato baltico-tedesco Friedrich Georg Wilhelm von Struve fra il 1816 e il 1855 per determinare le esatte forme e dimensioni della Terra, tramite un lungo segmento di un meridiano. Tutto ciò ha contribuito a stabilire l’esatta dimensione e la forma del nostro pianeta e ha segnato un passo importante nello sviluppo delle scienze della terra e della mappatura topografica. Si tratta di uno straordinario esempio di collaborazione scientifica tra gli scienziati provenienti da diversi Paesi, e di collaborazione tra monarchi per un’importante causa scientifica. Originariamente, l’arco era costituito da 258 triangoli e da 265 punti fissi principali. Il sito ne comprende 34 punti delle stazioni originali, che erano stati realizzati mediante segnali di diversi tipi: buchi scavati nelle rocce, croci di ferro, “ometti” di pietre, obelischi, etc.

Sito industriale di Rjukan-Notodden

Patrimonio dell’Umanità dal 2015. Circondato da un paesaggio mozzafiato fatto da montagne, cascate e valli fluviali, il sito Unesco include centrali idroelettriche, linee di trasmissione, fabbriche, sistemi di trasporto e città. Il complesso è stato fondato dall’impresa Norsk Hydro per la produzione di fertilizzanti artificiali dell’azoto nell’aria, al fine di soddisfare la crescente domanda proveniente dal mondo occidentale per la produzione agricola nei primi anni del ‘900. Le città di Rjukan e Notodden conservano alloggi dei lavoratori e istituzioni sociali collegati, tramite treni e traghetti, ai porti dove veniva caricato il fertilizzante.

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