Patrimoni UNESCO in Polonia

In Polonia si trovano sedici siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli insieme.

Centro storico di Cracovia

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1978. Il sito comprende quattro zone della città polacca: il castello reale del Wawel, il centro medievale di Cracovia, il nucleo urbano di Kazimierz e il quartiere di Stradom. La fusione di questi quattro luoghi dà alla luce uno dei più importanti complessi artistici dell’Europa centrale, dove la storia, la leggenda e le tradizioni si fondono in uno straordinario unicum.
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Miniere di sale di Wieliczka

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1978. Esse rappresentano una testimonianza senza pari di ciò che è stata l’evoluzione delle tecniche di estrazione mineraria nel corso dei secoli. Arricchite di saloni e cappelle, statue e intagli di sale, le Miniere di Wieliczka sono a tutti gli effetti un monumento unico al mondo dedicato al lavoro durissimo dei minatori.
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Campo di concentramento di Auschwitz

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1979. Rappresenta la più terribile testimonianza dell’Olocausto perpetrato dal regime nazista. I suoi forni crematori sono il simbolo di quel tremendo genocidio: qui furono uccise circa 2 milioni di persone, oltre alle migliaia perite di percosse e stenti. Auschwitz è il più grande cimitero del mondo, anche se prima di abbandonare questo luogo di morte i nazisti cercarono di distruggere le prove dell’immane eccidio.
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Foresta di Białowieża

La foresta di Białowieża e la Belovezhskaya Pushcha sono rispettivamente Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1979 e dal 1992. Si tratta di una delle più estese aree naturalistiche dell’Europa ed è divisa fra Polonia e Bielorussia; conserva intatta una vasta foresta mai danneggiata dall’intervento dell’uomo. Proprio per questo motivo venne scelta per la salvezza dell’ultima popolazione del bisonte europeo.
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Centro storico di Varsavia

Patrimonio dell’Umanità dal 1980. Distrutta quasi totalmente dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, la capitale polacca rappresenta l’unico caso di una città completamente ricostruita nelle forme originali partendo da fonti iconografiche. Dopo il conflitto, infatti, una campagna di ricostruzione durata cinque anni portò al meticoloso restauro della città vecchia, con le sue chiese, i suoi palazzi e la sua piazza del mercato. Oggi il sito rappresenta uno straordinario esempio di ricostruzione pressoché totale di un arco di tempo che va dal XIII al XX secolo.

Città vecchia di Zamość

Patrimonio Unesco dal 1992. Zamość fu fondata nel XVI secolo dal cancelliere Jan Zamoysky sulla strada che collegava l’Europa settentrionale e occidentale al Mar Nero. Concepita in pieno Rinascimento dall’architetto padovano Bernardo Morando, che si ispirò ai modelli di antiche città italiane, presenta uno spazio urbano diviso in due zone ben distinte: a ovest le residenze nobiliari, a est la città vera e propria. Molto caratteristiche le case colaratissime nella piazza centrale della città.

Città medievale di Toruń

Patrimonio dell’Umanità dal 1997. La città natale di Nicolò Copernico venne fondata nel 1233 dai Cavalieri dell’Ordine Teutonico, che qui costruirono un castello come base per la conquista e l’evangelizzazione della Prussia (metà XIII sec.). Nel 1280 la città entrò a far parte della Lega Anseatica e conobbe un periodo di fiorente sviluppo commerciale e culturale. Il suo centro storico conserva numerosi edifici eretti in prevalenza in epoca medievale.

Castello dell’Ordine Teutonico di Malbork

Patrimonio Unesco dal 1997. Il castello, eretto nel 1274, venne scelto nel XIV secolo come residenza del Gran Maestro dell’Ordine Teutonico. Considerato il castello più grande d’Europa, paragonabile a una vera e propria città murata, fu abbellito e ingrandito nel periodo romantico. Danneggiato durante il secondo conflitto mondiale, venne restaurato negli anni Sessanta.

Kalwaria Zebrzydowska: complesso architettonico manierista e parco del pellegrinaggio

Patrimonio dell’Umanità dal 1999. Kalwaria Zebrzydowska è un centro di grande bellezza artistica e di importante valore spirituale. In un dolce paesaggio collinare sono armoniosamente inseriti i luoghi simbolici di culto relativi alla passione di Gesù Cristo e alla vita della Vergine Maria. Si tratta di un complesso naturale e architettonico che si è mantenuto quasi immutato dal XVII secolo.

Chiese della Pace a Jawór e Świdnica

Patrimonio Unesco dal 2001. Si tratta delle più grandi chiese a graticcio d’Europa: vennero costruite nell’ex regione della Slesia durante il XVII secolo, nel periodo storico che vide lo scatenarsi di profonde lotte religiose che condussero alla pace di Westfalia. Le Chiese della Pace testimoniano l’anelito di libertà religiosa delle popolazioni locali e sono anche un raro esempio di fede luterana in una regione tradizionalmente associata alla chiesa cattolica.

Chiese in legno della Piccola Polonia meridionale

Patrimonio dell’Umanità dal 2003. Esse offrono uno straordinario esempio delle diverse tipologie di chiese medievali sorte nella tradizione cattolica romana. Quindi non solo edifici religiosi in pietra. Costruite usando tronchi d’alberi disposti orizzontalmente, elemento comune a tutti i Paesi del Nord Europa sin dal Medioevo, queste chiese furono finanziate dalle famiglie aristocratiche e divennero fin da subito un potente status symbol di quella classe sociale.

Parco di Muskau

Park Mużakowski in Polonia e Muskauer Park in Germania
Patrimonio Unesco dal 2004. Questo parco esteso su una superficie di 559,90 ettari, si trova su entrambi i lati della Neisse sul confine tra Polonia e Germania. Venne progettato tra il 1815 e il 1844 per volere dal principe Hermann von Puckler-Muskau. Il parco si integra perfettamente nell’ambiente agricolo circostante e ha aperto la strada a nuovi approcci nell’ambito della progettazione del paesaggio, influenzando lo sviluppo dell’architettura paesaggistica sia nel Vecchio Continente che in America. Ideato come un “dipinto con piante”, non cerca di evocare paesaggi classici né tanto meno l’immagine del paradiso o di qualche perfezione perduta; utilizza bensì piante locali al fine di migliorare le qualità del paesaggio esistente. Questo clima s’estende nella città di Muskau dove si trovano ampie aree verdi. Il sito comprende anche un castello ricostruito, dei ponti e un arboreto.

Sala del Centenario a Breslavia

Patrimonio dell’Umanità dal 2006. Punto di riferimento nella storia dell’architettura in calcestruzzo, venne costruita nel 1911-1913 dall’architetto Max Berg con lo scopo di creare un ambiente ricreativo multifunzionale. Nella sua forma a quadrifoglio simmetrico, con un vasto spazio circolare centrale, può ospitare ben 6 mila persone. La cupola, alta 23 metri, è dominata da una lanterna realizzata in acciaio e vetro. La Sala del Centenario è stata un’opera pionieristica dell’ingegneria moderna ed è diventata un modello per i successivi sviluppi dell’architettura in cemento armato.

Tserkvas in legno della regione dei Carpazi in Polonia e Ucraina

Patrimonio Unesco dal 2013. Situato nella periferia orientale dell’Europa centrale, questo patrimonio transnazionale include sedici tserkvas (chiese). Sono state erette con tronchi di legno orizzontali tra il XVI e il XIX secolo dalle comunità di fede ortodossae greco-cattolica. Le tserkvas offrono la testimonianza di una peculiare tradizione costruttiva, radicata nel disegno ecclesiastico ortodosso ed intrecciata con elementi della tradizione e riferimenti simbolici alla cosmogonia locale. Le tserkvas sono costruite su un piano tripartito sormontato da cupole e volte aperte su uno spazio quadrilatero o ottagonale. Esse si caratterizzano anche per la presenza di iconostasi, di decorazioni policrome sulle pareti interne e di diversi elementi appartenenti ad arredi storici. Elementi importanti di alcune tserkvas sono i campanili in legno, i recinti parrocchiali, le logge e i cimiteri.

Miniere di piombo, argento e zinco di Tarnowskie Góry e il loro sistema sotterraneo di gestione idraulica

Patrimonio dell’Umanità dal 2017. Situata in Alta Slesia, regione meridionale della Polonia, rappresenta una delle principali aree minerarie dell’Europa centrale. Il sito Unesco comprende l’intera miniera sotterranea con punti di raccolta, pozzi, gallerie e altri elementi del sistema di gestione delle acque. La maggior parte della proprietà è posta sottoterra, mentre la topografia mineraria di superficie presenta resti di pozzi nonché le rovine della stazione di pompaggio di vapore risalente al XIX secolo. Il sistema di gestione delle acque, con elementi collocati sia sottoterra che in superficie, testimonia degli sforzi messi in atto per prosciugare la zona di estrazione sotterranea e usare l’acqua per rifornire le città e l’industria.

Regione mineraria preistorica della selce rigata di Krzemionki

Patrimonio Unesco dal 2019. Situato nella regione montana del Voivodato della Santacroce, il complesso comprende quattro siti minerari, in uso dal Neolitico fino all’Età del Bronzo (circa 3900-1600 a.C.); questi erano dedicati all’estrazione e alla lavorazione della selce rigata, usata principalmente per la fabbricazione di asce. Con le sue strutture sotterranee di estrazione mineraria, i laboratori di selce e circa 4 mila buche e pozzi, il territorio dispone di uno dei sistemi preistorici di estrazione e lavorazione della selce più completi finora identificati. Il sito fornisce informazioni sulla vita e sul lavoro negli insediamenti preistorici e testimonia una tradizione culturale ormai estinta.

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