La Scogliera dei Giganti

La Scogliera dei Giganti e la Causeway Coast, nell’Irlanda del Nord, sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1986. Benché i basalti colonnari non costituiscano una rarità, quelli della Scogliera dei Giganti, per la loro estensione e la loro esposizione a cielo aperto in una meravigliosa baia marina, rappresentano assolutamente un unicum nel panorama geologico mondiale. La disposizione geometrica delle colonne ha ispirato numerose leggende che solo gli studi geologici moderni hanno potuto sfatare con argomenti scientifici.

Secondo una di queste leggende che, come spesso accade nella tradizione celtica, ha per protagonista esseri giganti, la strada fatta di rocce vulcaniche venne costruita da due innamorati, lui irlandese, lei dell’isola scozzese di Staffa, dove sono presenti formazioni rocciose analoghe: le colonne basaltiche sarebbero quanto resta di questo sentiero dell’amore.
Secondo un’altra leggenda il selciato fu costruito dal gigante irlandese Finn MacCool per raggiungere e sconfiggerre il suo acerrimo nemico scozzese Finn Gall: sarebbe stato quest’ultimo a distruggere la strada, per timore della sconfitta.

La discussione fra irlandesi e scozzesi sulla Scogliera dei Giganti venne ripresa alla fine del XVIII sec., questa volta condotta tra comuni mortali e, più concretamente, in ambito scientifico. Lo scozzese James Hutton pubblicò nel 1785 il primo volume della Theory of the Earth, nel quale affermava che i vulcani sono antichi quanto la terra e che le colonne di basalto sono costituite da lava vulcanica solidificata.
Questa affermazione, rivoluzionaria per l’epoca, provocò l’aspra reazione del chimico irlandese Richard Kirwan, difensore a oltranza del creazionismo, il quale arrivò ad accusare il collega di essere ateo, avendo minimizzato con le sue teorie il ruolo della creazione divina.
Il dibattito si estese a tutta la comunità scientifica, dando vita a due correnti contrapposte: i “nettunisti“, che difendevano il ruolo dei mari nella creazione del pianeta giungendo ad affermare che le rocce basaltiche si erano formate per la precipitazione di minerali disciolti nell’acqua marina, e i “plutonisti“, convinti dell’origine vulcanica delle rocce granitiche e basaltiche.

La Scogliera dei Giganti, che si trova nel nord-est dell’Irlanda del Nord, lungo i 6 km che separano Causeway Head dal Benbane Head, è costituita da un elemento fondamentale: le colonne basaltiche semisommerse nelle acque dell’oceano, che formano strutture armoniche di straordinaria originalità e bellezza. Da un calcolo approssimativo sappiamo che la Scogliera comprende circa 40 mila colonne, tutte con forme simili, formate da poliedri semiregolari di 45 cm di diametro.
La costa, dove le ripide scogliere si alternano a insenature di rocce vulcaniche di struttura ed estensioni diverse, offre una notevole varietà di profili. L’immaginazione popolare, facendo inevitabili paragoni, vi ha scorto figure che ricordano forme e oggetti comuni: gradini di una scala, gradinate di un titanico anfiteatro, canne d’organo gigantesche, tutte analogie basate sulla mitologia irlandese, una delle più ricche d’Europa.
L’Organo del Gigante, situato a Port Noffer, forma un impressionante insieme di 60 colonne regolari di 12 m. di altezza, poste su tre livelli differenti, con un perfetto e delicato equilibrio di linee.
I Chimney Tops sono colonne isolate che contrassegnano punti diversi della costa, fatto che ha valso loro il nome di “caminetti”.

Altri luoghi particolarmente suggestivi sono il “gruppo del re e dei suoi nobili“, una specie di tavola rotonda pietrificata, e Hamilton’s Seat, che offre una spettacolare vista panoramica su tutta la linea di costa e nell’area della Scogliera dei Giganti propriamente detta.
Quest’ultima disegna un promontorio che viene convenzionalmente diviso in 3 settori: Grande, Media e Piccola Scogliera. In quella mediana si osservano nettamente le sezioni dei prismi di lava, con superfici piane, concave e convesse. La maggior parte è a base esagonale, però ci sono anche molti pentagoni, oltre a poligoni di 4, 7, 8, 9 e 10 lati regolari. La Grande Scogliera presenta le colonne basaltiche di altezza maggiore, disposte come un’immaginaria architettura difensiva. Circondata da falesie alte fino a 100 m., esse appaiono spennellate di nero, grigio e rosso, e sono coronate da verdi pratere che scendono fino alla costa.

La Scogliera dei Giganti si formò circa 60 milioni di anni fa, durante il Terziario, in conseguenza del raffreddamento di successive colate basaltiche entrate in contatto con l’acqua marina. Lo spessore delle lave solidificate raggiunge in alcuni punti i 30 m.
Il processo di raffreddamento fu lento e uniforme. Poiché gli strati superficiali si sono raffreddati per primi, si sono ritirati e spaccati, come succede al fango quando si secca. Via via che il raffreddamento interessava le zone inferiori, le fessure superficiali si estesero gradualmente verso il basso dividendo l’intera massa di roccia basaltica in colonne verticali. Si pensa che la formazione “a colonne” si estenda anche verso l’entroterra, dietro la scogliera chiamata Giant’s Cuffs (le manette del gigante) e sotto i verdi prati di Antrim.

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