Patrimoni UNESCO in Lituania

In Lituania ci sono quattro Patrimoni dell’Umantà UNESCO. Scopriamoli insieme.

Centro storico di Vilnius

Il centro storico di Vilnius è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1994. Nonostante sia stata vittima di una lunga serie di incendi e devastazioni belliche, fin dal Medioevo, la capitale lituana conserva ancora oggi un centro storico intatto e ricco di atmosfera. E’ ancora ben visibile il tracciato urbano medievale e i suoi principali edifici religiosi e civili.
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Istmo di Curlandia

Patrimonio Unesco dal 2000; sito condiviso con la Russia. Colonizzata dall’uomo fin dalla preistoria, questa stretta penisola (lunga 98 km e larga 0,4/4 km) ricoperta di dune sabbiose è sotto la costante minaccia delle forze del vento e delle maree. La sua sopravvivenza si deve agli sforzi incessanti degli abitanti per combattere l’erosione, drammaticamente illustrati dai continui progetti di stabilizzazione e riforestazione.

Sito archeologico di Kernavė

Patrimonio Unesco dal 2004. Il sito archeologico di Kernavė, distante circa 35 km dalla capitale Vilnius, costituisce un’eccezionale testimonianza di circa dieci millenni di insediamenti umani in questa regione. Posto nella valle del fiume Neris, il sito è un insieme di beni archeologici, tra i quali troviamo la città di Kernavė, diversi orti, alcuni insediamenti non fortificati, luoghi di sepoltura ed altri monumenti archeologici, storici e culturali risalenti al periodo che va dalla fine del Paleolitico al Medioevo. Il sito, esteso 194,4 ettari, ha conservato le tracce dell’antica destinazione d’uso, così come i resti di cinque imponenti fortezze, facenti parte di un sistema di difesa di dimensioni eccezionali. Kernavė è stato un importante centro feudale nel Medioevo. La città venne distrutta dai Teutonici alla fine del XIV secolo, ma il sito rimase in uso fino ai tempi moderni.

Arco geodetico di Struve

“Karischki” (Gireišiai) a Panemunelis; “Meschkanzi” (Meškonys) a Nemencine; “Beresnäki” (Paliepiukai) a Nemežis.
Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 2005. L’arco geodetico di Struve è una catena di triangolazioni geodetiche che vanno da Hammerfest in Norvegia al Mar Nero, attraversando dieci nazioni, per una lunghezza complessiva di circa 2.820 km. Questa catena fu ideata e uusata tilizzata dallo scienziato baltico-tedesco Friedrich Georg Wilhelm von Struve negli anni compresi fra il 1816 e il 1855 al fine di determinare le esatte forme e dimensioni della Terra, tramite un lungo segmento di un meridiano. Tutto ciò ha contribuito a stabilire l’esatta dimensione e la forma del pianeta e ha segnato un passo importante nello sviluppo delle scienze della terra e della mappatura topografica. Si tratta di uno straordinario esempio di collaborazione scientifica tra gli scienziati provenienti da diversi Paesi, e di collaborazione tra monarchi per una causa scientifica. Originariamente, l’arco era costituito da 258 triangoli e da 265 punti fissi principali. Il sito ne comprende 34 punti delle stazioni originali, che erano stati realizzati mediante segnali di diversi tipi: buchi scavati nelle rocce, croci di ferro, “ometti” di pietre, obelischi, etc.

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