Patrimoni UNESCO in Danimarca

La Danimarca ospita dieci siti Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Scopriamoli insieme.

Colline di Jelling, pietre runiche e chiesa

Patrimonio dell’Umanità dal 1994. Accanto alla piccola chiesa di Jelling (XI sec.), si elevano due tumuli sepolcrali (935-50) che costituiscono le tombe reali più antiche della Danimarca. Interessanti le pietre runiche che evocano i regni di Gorm il Vecchio e del figlio Araldo, l’ultimo re pagano di Danimarca e il primo re cristiano.

Cattedrale di Roskilde

La Cattedrale di Roskilde, il mausoleo della casa regnante danese, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995. Si tratta di una delle costruzioni religiose più importanti dell’intera Danimarca ed è considerata come l’edificio capostipite del gotico nel Paese, nonché responsabile dell’influsso di questo stile sull’architettura religiosa di tutta la Scandinavia.
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Castello di Kronborg

Patrimonio dell’Umanità del 2000. Edificato a partire dal 1574 in stile rinascimentale, il Castello Reale di Kronborg a Helsingør ha giocato un ruolo chiave nella storia dell’Europa del Nord tra il XVI e il XVIII secolo. Le sue difese vennero rinforzate secondo i canoni dell’architettura militare del tardo XVII secolo. Rimasto intatto fino ai giorni nostri, è unversalmente noto come Elsinore, per l’ambientazione dell’Amleto di William Shakespeare.

Fiordo ghiacciato di Ilulissat

Patrimonio Unesco dal 2004. Situato sulla costa ovest della Groenlandia, a circa 250 chilometri a nord del Circolo Polare Artico, il fiordo ghiacciato di Ilulissat è uno dei pochi ghiacciai attraverso cui la calotta di ghiaccio della Groenlandia raggiunge il mare. Sermeq Kujalleq è uno dei più veloci (19 m al giorno) e più attivi ghiacciai al mondo. Studiato per oltre 250 anni, ha contribuito a sviluppare la nostra comprensione del cambiamento climatico.

Mare dei Wadden

Sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 2009, con successive estensioni nel 2014. Si tratta del più grande sistema ininterrotto di sabbia intertidale e distese di fango in tutto il mondo. Il sito copre area olandese di conservazione del mare di Wadden, i parchi nazionali tedeschi del mare di Wadden della Bassa Sassonia e dello Schleswig-Holstein, e la maggior parte della zona di conservazione marittima danese del mare di Wadden. Si contraddistingue per la presenza di un grande ambiente umido costiero, relativamente pianeggiante e temperato, formato dalle complesse interazioni tra fattori fisici e biologici che hanno dato vita ad una moltitudine di habitat di transizione, con canali di marea, prati di posidonia, distese fangose, saline, estuari, banchi di sabbia, spiagge e dune. La zona ospita diverse specie vegetali e animali, tra le quali ricordiamo alcuni mammiferi marini come la foca comune e la foca grigia. Il mare di Wadden è uno degli ultimi ecosistemi intertidali rimasti su larga scala, dove i processi naturali continuano a funzionare in gran parte indisturbati.

Stevns Klint

Patrimonio dell’Umanità dal 2014. Questo sito geologico è costituito da una rupe costiera ricca di fossili, lunga 15 chilometri, che porta la testimonianza eccezionale dell’impatto del meteorite Chicxulub che si schiantò sul nostro pianeta alla fine del Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa. I ricercatori credono che detto impatto abbia provocato la più massiccia estinzione di massa di sempre e che sia stato il responsabile della scomparsa di oltre il 50% di tutta la vita sulla Terra. Una straordinaria raccolta di fossili è visibile presso questo sito, che testimonia la successione della rinascita di fauna e microfauna dopo l’estinzione di massa.

Christiansfeld, insediamento della chiesa moraviana

Patrimonio Unesco dal 2015. Fondata nel 1773 nello Jutland meridionale, il sito costituisce un esempio di insediamento pianificato della Chiesa moraviana, una congregazione libera luterana nata a Herrnhut, in Sassonia. Christiansfeld venne progettata per rappresentare l’ideale urbano protestante, costruito attorno ad una piazza centrale, dove sorge la Chiesa. L’architettura è omogenea e senza fronzoli, con edifici ad uno o due piani, in mattoni gialli con tetti di tegole rosse. Il piano urbanistico si lega ai terreni agricoli e comprende gli edifici importanti per il bene comune, come le grandi case per le vedove della congregazione e per gli uomini e le donne non sposati. Gli edifici sono ancora utilizzati da un’influente comunità della Chiesa moraviana.

Territorio di caccia par force nella Selandia settentrionale

Patrimonio dell’Umanità dal 2015. Situato a circa 30 chilometri a nord-est della capitale Copenaghen, questo paesaggio culturale comprende le due foreste di caccia di Store Dyrehave e Gribskov, così come il parco di caccia dei Jægersborg Hegn/Jægersborg Dyrehave. Si tratta del luogo designato dai re danesi per esercitarsi nella caccia par force o caccia con i cani, pratica che ha raggiunto il suo apice dal Medioevo alla fine del XVI secolo.

Kujataa in Groenlandia: agricoltura nordica e inuit al bordo della calotta glaciale

Patrimonio dell’Umanità dal 2017. Kujataa è un paesaggio agricolo subartico situato nella regione meridionale della Groenlandia. Essa testimonia le storie culturali dei cacciatori-contadini norreni che hanno iniziato ad arrivare dall’Islanda nel X sec. e delle comunità Inuit (cacciatori e agricoltori) che si sono sviluppate dalla fine del XVIII se. Nonostante le loro differenze, le due culture hanno contribuito a creare un paesaggio culturale basato sull’agricoltura, sul pascolo e sulla caccia ai mammiferi marini.

Aasivissuit e Nipisat. Terreno di caccia inuit tra ghiaccio e mare

Patrimoni Unesco dal 2018. Situato all’interno del circolo polare artico nella parte centrale della Groenlandia occidentale, la proprietà conserva i resti di 4.200 anni di storia. Si tratta di un paesaggio culturale che testimonia i cicli di vita di animali terrestri e marini e rappresenta un patrimonio culturale tangibile e intangibile, ricco e ben conservato legato al clima, alla navigazione e alla medicina. Il patrimonio include grandi case invernali e prove di caccia ai caribù, così come siti archeologici provenienti da culture Paleo-Inuit e Inuit. Il paesaggio culturale comprende sette località chiave, da Nipisat, a ovest a Aasivissuit, fino alla calotta glaciale a est, ed offre un’eccezionale testimonianza della resilienza degli uomini della regione e delle loro tradizioni di migrazione stagionale.

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