Westminster, palazzo e abbazia

Il Palazzo e l’Abbazia di Westminster, con la Chiesa di Santa Margherita, sono Patrimoni dell’Umanità UNESCO dal 1987. Il complesso architettonico costituisce il più importante simbolo del potere politico nel Regno Unito. Nell’abbazia sono stati, infatti, incoronati tutti i re e le regine (tranne due) d’Inghilterra, mentre il palazzo è stato prima residenza reale e in seguito sede del parlamento. La piccola chiesa è indissolubilmente legata alla Camera dei Comuni che, fin dalle sue origini, la scelse come propria chiesa.

Per secoli l’Inghilterra ha avuto due capitali: Westminster, centro del potere politico, e Londra, centro del potere economico. Quando lo sviluppo urbano portò alla fusione delle due città, questa dicotomia non venne meno, e così la City, il cuore della vecchia Londra, è ancora oggi il principale centro finanziario della Gran Bretagna, mentre il superbo complesso di Westminster rappresenta il passato, il presente e, probabilmente, il futuro di un’istituzione della quale gli Inglesi si sentono particolarmente fieri: il Parlamento.

Abbazia di Westminster

Agli inizi dell’XI sec. Westminster era una piccola località senza alcun interesse. Su un’isola che i Sassoni avevano chiamato Torney, circondata da pantani e fiumiciattoli della riva nord del Tamigi, nel VII sec. era sorta un’abbazia benedettina, in seguito distrutta dai danesi, che diede al luogo il nome “Monastero dell’Ovest”. Accanto ad essa sorgeva un piccolo palazzo costruito di re sassoni. Questa era Westminster quando Edoardo il Confessore, nel 1042, poco dopo essere stato proclamato re, decise di farne la sua capitale, costruendo sull’isola una splendida abbazia e un nuovo palazzo.
La costruzione dell’abbazia, consacrata a San Pietro, al quale il re era devoto, andò avanti per 15 anni. Quando, nel 1065, fu consacrata, Edoardo era in punto di morte e alla cerimonia prese parte la regina Edith. Nei primi giorni dell’anno successivoo, la cometa di Halley attraversò i cieli d’Europa: per il superstizioso medievale un tale avvenimento poteva essere solo presagio di sventure, e si dice che così affermasse lo stesso Edoardo poco prima di morire (5 gennaio 1066). Il re fu seppellito nella sua amata abbazia di Westminster che, poco dopo, farà da cornice all’incoronazione di un re inglese, Aroldo di Wessex, fratello della regina Edith; questo perché Edoardo, a causa di un voto di castità, non aveva avuto figli.
Aroldo inaugurò una tradizione che si è mantenuta fino ai giorni nostri, salvo due eccezioni, ma che non gli portò fortuna. Pochi mesi dopo, infatti, perì nella battaglia di Hastings, di fronte al suo rivale Guglielmo, duca di Normandia, conosciuto da allora come il Conquistatore. Dopo essersi impadronito del regno, Guglielmo fu incoronato a Westminster il giorno di Natale del 1066.

Di questa prima costruzione si conservano solo delle tracce nelle fondamenta dell’abbazia attuale. Sia il ruolo preponderante di Westminster come residenza reale, sia la canonizzazione di Edoardo il Confessore nel 1161 resero necessaria la costruzione di un nuovo edificio, più grande e sontuoso. Nel 1245 Enrico III intraprese l’ambizioso progetto e nel 1269 i lavori erano già abbastanza avanzati da consentire la solenne consacrazione della chiesa.
L’edificio, a tre navate e con pianta a croce latina, con coro e abside poligonale che si aprono sulle cappelle radiali, è coperto da splendide volte a crociera e denota, nell’insieme, la forte influenza esercitata dalle cattedrali gotiche francesi.
In corrispondenza dell’abside della precedente chiesa fu disposta la cappella di Edoardo il Confessore, meta di pellegrinaggi fino alla scissione anglicana. In essa è conservato l’antico trono ligneo delle incoronazioni, sotto il quale si trova la Stone of scone (pietra del destino), simbolo dell’unione di Scozia e Inghilterra sotto una sola corona.
A metà del XIV sec., quando l’estremità ovest della navata era ancora in costruzione, i lavori vennero interrotti per più di un secolo a causa di una serie di eventi gravissimi: peste nera (1348), guerra dei Cent’Anni, guerra delle Due Rose. La chiesa fu dichiarata terminata solo agli inizi del XVI sec. A quel tempo le torri che fiancheggiano la facciata principale erano ancora incomplete: verranno terminate nel XVIII sec.

La storia dell’abbazia come tale ebbe fine nel 1539 con la soppressione degli ordini religiosi. Tra il 1503 e il 1519 il primo re della dinastia Tudor, Enrico VII, aveva fatto aggiungere al tempio la cappella che porta il suo nome, magnifico esempio del tardogotico inglese, sontuosamente decorata e coperta da una bellissima volta.
Suo figlio Enrico VIII, dopo la rottura con la Chiesa di Roma, impose all’ordine benedettino di abbandonare per sempre l’abbazia, che fu adattata alla nuova liturgia. Westminster non decadde in conseguenza dello scisma, anzi: la nuova Chiesa d’Inghilterra, strettamente legata al potere temporale, ne accentuò il carattere di monumento nazionale, specie quando divenne costume seppellirvi le spoglie degli uomini più illustri del Paese. Questa tradizione risale ai tempi di Enrico III, il re che tanto interesse dimostrò per l’abbazia. Il suo monumento funebre e quello della nuora Eleonora di Castiglia, sposa di Edoardo I, sono considerati i più interessanti tra i molti innalzati nell’abbazia, che sin da questo primo periodo fu scelta da molti aristocratici come luogo di sepoltura. Più tardi furono accolti anche i commoners illustri, come Geoffrey Chaucer (autore dei Racconti di Canterbury). Nel tempo, questo spazio divenne il Poet’s corner (angolo dei poeti), riservato ai grandi della letteratura inglese, dagli elisabettiani Spencer e Ben Jonson a Dickens e Kipling. Ma non vi sono solo letterati: l’abbazia ospita le spoglie di protagonisti di spicco nelle più diverse discipline, come Charles Darwin, Isaac Newton e David Livingstone.

Palazzo di Westminster

Quando, nel 1215, re Giovanni Senza Terra firmò la Magna Charta, l’Inghilterra smise di essere una monarchia assoluta e i sovrani furono affiancati da un consiglio di notabili, sia laici che religiosi, ai quali, a poco a poco, si aggiunsero rappresentanti della borghesia, in conseguenza della crescente importanza della città nella vita economica del Paese.
Fin dalle sue origini, questo embrione di assemblea parlamentare fu legato a Westminster, il cui palazzo era la residenza principale dei re fin da Edoardo il Confessore. I notabili si riunivano in una sala dello stesso palazzo o, più frequentemente, nel refettorio e nella sala capitolare dell’abbazia. Nel 1512, a causa di un incendio, Enrico VIII trasferì definitivamente la residenza reale nel nuovo palazzo di Whitehall e Westminster divenne, dopo la ricostruzione, la sede ufficiale del Parlamento inglese.
Il 16 ottobre 1834 un rogo distrusse quasi completamente il vecchio palazzo. Si salvarono unicamente la grande Westminster Hall, la Cappella di Santa Maria della Cripta e la Torre del Tesoro. La ricostruzione, iniziata un anno più tardi, permise di dotare il Parlamento di una sede più ampia e di innalzare un grandioso monumento al sistema parlamentare britannico, proprio nell’epoca vittoriana che segnò l’apoteosi del nazionalismo inglese.
Venne scelto lo stile gotico Tudor, associato al periodo storico in cui l’Inghilterra era diventata un’importante potenza europea. I lavori durarono fino al 1888, anche se nel 1847 e nel 1850 la Camera dei Lord e quella dei Comuni poterono già occupare le loro sedi.
Il complesso, diventato uno dei simboli della città di Londra, copre più di tre ettari di superficie, con biblioteche, sale riunioni, gallerie, uffici, il tutto coronato dalla Torre dell’Orologio, con il celebre Big Ben, e dalla Torre Vittoria.

Chiesa di Santa Margherita

La piccola chiesa venne fondata nel XII secolo, benché la costruzione attuale risalga alla fine del XV sec. e sia stata ristrutturata nel secolo XVIII e XIX. In stil tardogotico, conserva una notevole vetrata fiamminga (XV sec.), un regalo dei reali di Spagna per le nozze del principe Arturo, fratello di Enrico VIII.

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