Cattedrale di Colonia

La Cattedrale di Colonia è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996. Si tratta forse dell’incarnazione più perfetta dell’ideale di edificio religioso gotico, con le sue torri altissime come frecce bordate di pietra. E’ considerata, fin dal Medioevo, il simbolo della Germania e dell’affermazione del Cristianesimo nel Vecchio Continente. Anche se venne finita solo nel XIX secolo, il progetto primigenio è stato fedelmente rispettato, riservando all’edificio la sua importanza fondamentale nella storia dell’architettura.

Colonia fu un importante centro militare e di colonizzazione romana fino al V sec. d.C., quando passò sotto il regno dei Franchi. Fu sede vescovile sotto Carlo Magno e già nel Medioevo era una delle città guida della Germania e sede, insieme a Lubecca, della più importante cattedrale. La costruzione di questo edificio di culto ha subito contrattempi di ogni genere: avviati nel 1248, i lavori vennero interrotti dal 1560 al 1822, per poi terminare nel 1880.
Il coro, iniziato dal maestro Gerhard su modello della cattedrale di Amiens e giunto fino ai giorni nostri praticamente inalterato, costituisce la parte più antica dell’intero edificio. La più recente, al contrario, è la navata centrale, alta quasi 45 metri, che, nonostante sia stata terminata solo nel XIX sec., segue fedelmente lo stile dell’abside.
A grande profondità, sotto il coro della cattedrale, sono state ritrovate nel 1959 due tombe franche del VI sec. e i resti di un antico tempio di poco posteriore all’Editto di Milano (313). Sono gli unici resti della cattedrale vecchia, una basilica romanica con 4 campanili, doppio coro e doppia cripta che sorgeva al posto della chiesa attuale.

Quando l’arcivescovo Reinald von Dassel, cancelliere dell’imperatore Federico Barbarossa, vi trasferì da Milano le presunte reliquie dei Re Magi (1164) la basilica acquisì la qualifica di “regia” e diventò luogo di pellegrinaggio paragobabile solo a Roma.
Questa primitiva costruzione fu vittima di diversi incendi, in seguito ai quali si rede necessario progettare la costruzione di una nuova cattedrale che ospitasse le reliquie, rappreentasse la magnificenza della città, accogliesse i moltissimi pellegrini, testimoniasse la ricchezza e il potere del regno divino sulla terra (1225). Il 15 agosto 1248 l’arcivescovo Konrad von Hochstaden pose la prima pietra della nuova cattedrale, in un periodo dominato dal gotico.

Alta e stretta, più lunga che larga, protesa verso il sublime, la cattedrale venne dedicata a San Pietro e alla Vergine Maria. L’architetto che si occupò della sua costruzione fu il maestro Gerhard e i lavori iniziarono dal coro che, secondo il gusto del tempo, comprendeva un deambulatorio con cappelle radiali. Secondo il progetto, questo corridoio è molto ampio per convogliare i fedeli verso l’interno, tra il transetto e la navata dove si adoravano le reliquie, e poi di nuovo verso l’esterno. Dopo la morte di Gerhard, i lavori vennero seguiti dall’assistente Arnald e poi dal figlio Johan.
Nel 1388 venne consacrata la navata centrale. All’interno i pilastri a fasce, formati da più colonne riunite in un unico blocco, si elevano fino alla volta senza essere interrotti dal capitello, le finestre superiori sono più agili che ad Amiens, gli archi più acuti. Le statue degli Apostoli (XIII sec.) collocate tra i pilastri del coro come contrappunti di questo perfetto equilibrio,hanno la funzione di elementi di contrasto rispetto ad altezze così sovrumane.

La costruzione si interruppe nel XVI sec., fino a quando, nel XIX sec., venne ritrovato a Parigi il progetto originale della cattedrale. Dietro la spinta di Federico Guglielmo IV di Prussia i lavori ripresero con la costruzione delle due torri e della sommità delle navate.
Ciò che più sorprende della cattedrale di Colonia sono le sue dimensioni, accompagnate ovunque da un’armonia e un’unità di stile che sembrano farla sollevare da terra. Tutto l’insieme fa sì che le guglie, rifinite da due ariose e gigantesche frecce, ascendano in modo vertiginoso. I campanili sono così sorprendenti che tutta la facciata sembra servire solo da sostegno, rimanendo in secondo piano. Il portico, elemento spesso fondamentale in altre cattedrali gotiche, invece, qui è assolutamente secondario.
Dall’abside si dipartono 7 cappelle poligonali che verso l’esterno, nei punti in cui si appoggiano le loro volte, danno origine a un bosco di pinnacoli e contrafforti tendenti verso l’alto.

Tra le reliquie e oggetti liturgici di pregio spicca la cassa-reliquiario dei Re Magi. L’opera, iniziata nel 1180, richiama nella forma una basilica a tre navate. Si segnalano, inoltre, la lignea Croce di Gerone (979), l’altare di Santa Chiara e il grande trittico a sportelli raffigurante l’Adorazione dei Magi (1445).

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