Patrimoni UNESCO in Bosnia-Erzegovina

In Bosnia-Erzegovina troviamo tre siti Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Area del vecchio ponte e il centro della città di Mostar

Patrimonio dell’Umanità dal 2005. Lo Stari Most (letteralmente “Il Vecchio Ponte“) è un ponte ottomano risalente al XVI secolo (commissionato dal sultano Solimano il Magnifico nel 1557 per rimpiazzare un vecchio ponte sospeso di legno); esso consente di oltrepassare il fiume Narenta, che divide in due la città di Mostar. Il ponte venne distrutto dalle forze croato-bosniache nel corso della guerra in Bosnia, la mattina del 9 novembre 1993; la ricostruzione terminò il 22 luglio 2004.
Il ponte è a schiena d’asino, largo 4 metri e lungo 30, e raggiunge un’altezza di 24 metri. È protetto da due torri, chiamate Helebija (a nord est) e Tara (a sud ovest), chiamate mostari (ovvero “le custodi del ponte”).
Il ponte, insieme alle vecchie case turche, è sicuramente il simbolo più rappresentativo di Mostar: il toponimo stesso della città deriva proprio da Stari Most.
“La zona dello Stari Most, con le sue caratteristiche architettoniche pre-ottomane, ottomane orientali, mediterranee e dell’Europa occidentale, è un esempio eccezionale di insediamento urbano multiculturale. Il ricostruito Stari Most e la città vecchia di Mostar sono un simbolo di riconciliazione, cooperazione internazionale e della coesistenza di diverse comunità culturali, etniche e religiose” (it.wikivoyage.org).

Ponte Mehmed Paša Sokolović a Višegrad

Patrimonio Unesco dal 2007, venne progettato alla fine del XVI sec. dall’architetto ottomano Mimar Koca Sinan, per volere del gran visir Mehmed Paşa Sokolovič. Il ponte attraversa il fiume Drina ed è lungo 179,50 metri; presenta undici arcate in muratura, ampie fra 11 e 15 metri, e una rampa di accesso ad angolo retto sulla riva sinistra del fiume, con quattro arcate. Durante il primo conflito mondiale furono distrutte tre delle undici arcate, mentre cinque furono distrutte durante il secondo conflitto mondiale. Successivamente vennero tutte ricostruite.
Nel corso della guerra di Bosnia il ponte fu teatro del brutale massacro di Višegrad (1992), perpetrato ai danni della popolazione civile.
La notorietà del ponte è anche legata al romanzo Il ponte sulla Drina, scritto negli anni ’40 da Ivo Andrić, vincitore del premio Nobel per la letteratura.

Cimiteri di tombe medievali stećci

Patrimonio dell’Umanità dal 2016. Questo sito transnazionale comprende 28 siti situati in Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Montenegro e Croazia centrale e meridionale. I cimiteri, che risalgono dal XII al XVI secolo d.C., sono disposti a file, come era usanza comune nel Vecchio Continente a partire dal Medioevo. Le lapidi medievali caratteristici della regione, o stećci, sono per lo più scolpite in pietra calcarea e presentano una vasta gamma di motivi decorativi e iscrizioni.

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