Valle del Boyne, monumenti megalitici

Il complesso megalitico dell’ansa del Boyne, in Irlanda, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1993. Non lontano dalla costa orientale dell’isola si trova uno dei complessi megalitici più importanti d’Europa. Lungo le rive del fiume Boyne, tre grandi tumuli funerari, non meno di quaranta tombe minori e diversi resti di abitazioni evocano i tempi remoti in cui la rivoluzione neolitica trovò in questa valle una delle prime vie di espansione verso l’interno dell’Irlanda.

La locuzione “megalitico” (che deriva dal greco mega e lithos, ovvero grande e pietra) viene oggi riferito alle costruzioni sepolcrali realizzate nello medesimo periodo in diverse regioni del Vecchio Continente, in date assai remote e nell’ambito di società che conoscevano e praticavano l’agricoltura, ma non ancora la lavorazione dei metalli. L’antichità di queste costruzioni, precedenti alle piramidi egiziane e ai primi templi sumeri, consente di considerarle tra i primi monumenti architettonici in pietra del mondo.
I primi abitanti dell’Irlanda sbarcarono sulle spiagge della costa orientale 6 mila anni prima dell’era cristiana; gli studiosi hanno sempre ritenuto che si trattasse di popolazioni di cacciatori e pescatori mesolitici, finché studi recenti hanno suggerito che potessero possedere una rudimentale cultura neolitica.
Ma la presenza di manufatti del Neolitico propriamente detto è stata documentata sull’isola a partire dal 3.000 a.C. e, come in Inghilterra, sembra aver subito l’influenza dele culture della Bretagna. A partire dalla metà del IV millennio a.C. entrambe le isole avevano sviluppato una loro cultura neolitica, le cui manifestazioni più spettacolari furono le sepolture collettive.

I grandi sepolcri venivano eretti con enormi lastre di pietra, spesso secondo il modello dei cosiddetti “corridoi coperti“, composti da una camera sepolcrale e da un lungo corridoio che comunicava con l’esterno. Questa struttura veniva poi coperta con un tumulo di terra o con piccole pietre, formando così quello che gli archeologi definiscono cairn, dal vocabolo irlandese “cumulo di pietre”.
Il Irlanda il complesso di maggior rilievo è quello appartenente alla “cultura del Boyne“, che fiorì nella valle dell’omonimo fiume: comprende tre basse colline (Newgrange, Dowth e Knowth), ciascuna occupata da un grande cairn. La zona è nota come Brù Na Bòinne.
Gli scavi, realizzati in particolar modo nelle colline di Newgrange e Knowth, hanno messo in evidenza che i cairn non ci limitavano ad avere una funzione sepolcrale: fungevano anche da osservatori per studiare i cicli del sole e della luna (fondamentali per una società agricola) ed erano il luogo deputato dove effettuare riti propiziatori dedicati ai due astri. Ciò risulta evidente nel tumulo di Newgrange, il maggiore del complesso, che presenta un diametro di più di 80 metri e un’altezza di 11. Intorno ad esso si trova un circolo di menhir del diametro di circa 100 metri, detto henge, che probabilmente consentiva di realizzare le osservazioni astronomiche necessarie per fare della tomba a corridoio sottostante un sorprendente calendario monumentale.

Forse l’aspetto più importante di Newgrange – unica nel suo genere – è il tetto a scatola qualche metro dentro la bocca del tunnel. Sia il lungo corridoio d’ingresso sia la triplice camera alla quale dà accesso sono costruiti in modo da permettere ai raggi del sole di penetrare all’interno e di posarsi esattamente sulla lastra centrale della camera. Ciò accade per poco più di un quarto d’ora, il giorno del solstizio d’inverno, data di fondamentale importanza in tutti i culti solari in quanto rappresenta la resurrezione dell’astro che, da quel momento, comincia il periodo ascendente del suo ciclo annuale.
Sia questa lastra centrale sia le molte altre che formano il corrodoio e le camere sono decorate con disegni geometrici (linee ondulate o a zig-zag, cerchi semplici o concentrici, spirali,…), la cui interpretazione dimostrerebbe che il monumento aveva funzione di calendario.

Anche a Knowth, a circa 1 km da Newgrange, si notano gli stessi segni, incisi in gran numero sulle lastre che formano un complesso di due camere, precedute da lunghi corridoi che sboccano agli estremi opposti dell’asse equinoziale. La principale tomba “a camere” è circa due volte quella di Newgrange – con una galleria lunga oltre 100 m. fino alla camera centrale – e con ornamenti ancora più ricchi. A Knowth si trova anche, unica nel suo genere, una tomba a passaggio più piccola all’interno del tumulo principale e fino a 17 tumuli satelliti.

Il tumulo di Dowth è alto circa 15 metri e largo 60; delle circa 100 pietre che segnavano il perimetro del tumulo, più o meno la metà sono ancora visibili. I passaggi sono simili per costruzione a quelli di Newgrange, come la decorazione di pietre erette che formano le pareti del passaggio e il tetto a lastre alto 3 metri.
Il nome Dowth deriva dalla parola irlandese “oscurità” e la camera principale è esposta ad ovest verso il tramonto. Secondo la leggenda il sito fu costruito su ordine del Druido Bresal, che utilizzò tutti gli uomini di Erin per un solo giorno, per erigere una torre che raggiungesse il cielo. La sorella ritardò il tramonto con un incantesimo, ma poi i due commisero incesto, rompendo la magia e permttendo al sole di tramontare: da allora la sorella dichiarò che Dubad (oscurità) sarebbe per sempre stato il nome del luogo. Oggigiorno, durante il tramonto del solstizio d’inverno (circa alle ore 15), i raggi entrano nella tomba illuminando l’alto masso di pietra in fondo e quindi si spostano per illuminare una rientranza contenente una pietra decorata, appositamente angolata, prima di sparire all’orizzonte.

Durante l’Età del Bronzo, l’attivià umana nella valle del Boyne diminuì in modo considerevole, ma si intensificò di nuovo verso la metà del I millennio a.C. con l’arrivo dei Celti, portatori della cultura dell’Età del Ferro. In quel periodo Knowth divenne il centro più importante della regione.
Nel Medioevo nuovi fattori modificarono il paesaggio umanizzato della valle: la cristianizzazione, che fece sorgere chiese e monasteri, la scrittura, l’intensificazione delle attività agricole e l’affermazione di nuove forme di governo. Knowth riuscì a superare, nel X secolo, le ondate delle incursioni vichinghe e a sopravvivere fino all’invasione anglo-normanna del XII secolo.

I resti archeologici più recenti della Valle del Boyne risalgono a quest’ultimo periodo in cui tutta la parte nord-orientale dell’Irlanda cadde per la prima volta sotto l’influenza dell’Inghilterra. Con i signori anglo-normanni arrivarono anche i monaci cistercensi, che diffusero nella regione il loro sistema basato sulle grandi proprietà agricole. Le parole che definiva questi appezzamenti, grange, avebbe dato il nome alla collina di Newgrange, sotto la quale gli archeologi hanno ritrovato i resti dei primi irlandesi.

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