Cattedrale di Aquisgrana

La Cattedrale di Aquisgrana è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1978. Essa racchiude fra le sue mura la Cappella Palatina, eccezionale espressione dell’arte carolingia, voluta proprio dall’Imperatore Carlo Magno. I ricchi tesori che vi sono conservati costituiscono una collezione unica dell’arte medievale. Nella Cappella furono incoronati 37 regnanti, da Ludovico il Pio (814) a Ferdinando I (1531).

La dinastia franco-carolingia, il cui potere fu stabilito definitivamente da Carlo Martello che lo aveva strappato ai Merovingi, non aveva una corte fissa, ma si spostava tra varie città imperiali a seconda delle stagioni, delle esigenze politiche e del desiderio del monarca. Solitamente i palazzi reali non si trovavano nei centri urbani, bensì in luoghi più appartati, in fattorie-palazzo, circondate da campi e boschi, dove erano garantite la tranquillità e l’attività venatoria.
Carlo (742-814), figlio di Pipino il Breve, incoronato re nel 768, dopo la lunga e vittoriosa guerra contro i Sassoni possedeva la maggior parte delle terre dell’Impero Romano d’Occidente, tranne le isole britannice e la penisola iberica. Volle, quindi, aggiungere l’aggettivo di Magno al suo nome di battesimo, come già aveva fatto Alessandro il Macedone, e utilizzare il cristianesimo come elemento unificatore delle sue conquiste.
Al fine di dimostrare al mondo intero la grandezza, il potere e la prosperità dell’Impero franco, Carlo Magno fece erigere nuovi palazzi. Due di questi furono innalzati a Nimega e Lorsch, ma nessuno riuscì ad eguagliare lo splendore di Aquisgrana (Aachen in tedesco), che Carlo trasformò nel cuore dell’Impero.

Aquisgrana era un centro termale già noto ai Romani con il nome di Aquae granni (acqua granata), per il colore delle sue acque che contenevano ferro. Su questo insediamento Carlo Magno fece costruire un palazzo di cui si conservano solo due ambienti: il salone dell’Incoronazione (Aula Regia), che attualmente si trova nel palazzo municipale della città, e la Cappella Palatina, nucleo primitivo attorno al quale più tardi verrà innalzata la Cattedrale.
Nella costruzione del palazzo di Aquisgrana fu presa chiaramente come riferimento la chiesa di San Vitale di Ravenna, città che era stata nel V sec. residenza degli imperatori romani e, poi, parte dei domini bizantini in Italia. Non sorprende che Carlo Magno rivolgesse la sua attenzione a Ravenna, la piccola Bisanzio, in quanto egli stesso aspirava a costruire un impero che rivestisse nell’Europa occidentale lo stesso ruolo dell’Impero Bizantino in Oriente.

Una delle opere architettoniche più importanti dell’arte carolingia è senza alcun dubbio la Cappella Palatina, edificata tra il 796 e l’803. Si tratta di un edificio a 16 lati, con una struttura centrale di 8 archi su pilastri. Questo schema lascia uno spazio aperto nel centro e crea una navata unica poligonale a trama rettangolare e triangolare a due piani. Sopra ogni arco del piano inferiore se ne innalza un altro più stilizzato, suddiviso a sua volta in due parti da un gioco di archi e colonne.
Nella parte inferiore del primo piano due colonne con capitelli corinzi classici sostengono tre piccoli archi, che a loro volta fungono da base alla parte superiore, formata da due colonne che simulano di sostenere direttamente gli archi del secondo piano. Glia rchi superiori di entrambi i piani sono formati da una successione di pezzi chiari e scuri, che costituiscono un elemento decorativo nella struttura della Cappella.
La cupola era decorata interamente con un enorme mosaico, oggi scomparso. L’edificio era parte di una struttura più ampia, andata perduta, che sembra comprendesse due chiese più piccole.

La Cappella Palatina costituisce attualmente un nucleo perfettamente unitario, con aggiunte successive di elementi più moderni, tra i quali citiamo il coro gotico, consacrato nel 1414.
La cripta della Cattedrale contiene alcuni dei più importanti tesori del Medioevo europeo: la croce di Lotario (990), in oro massiccio intarsiato di pietre preziose, con al centro un cammeo di epoca romana che appartenne all’imperatore Augusto; un busto-reliquiario di Carlo Magno in oro e argento; la pianeta di Bernardo di Chiaravalle, di velluto blu con un ricamo di perle; il sarcofago in marmo decorato con un rilievo raffigurante il ratto di Proserpina, dove riposano i resti di Carlo Magno.

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