Avignone, centro storico

Il centro storico di Avignone è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995. Sede del Papato per un lungo periodo, Avignone ha goduto di un particolare sviluppo urbanistico, con un evidente beneficio per il fiorire delle arti. Le testimonianze della cosiddetta “cattività avignonese” fanno della città uno dei più ricchi centri d’arte di Francia.

Nei secoli XII e XIII l’Europa visse uno straordinario sviluppo. All’inizio del XIV sec., però, tutto ciò subì un brusco arresto a causa della fame, della svalutazione di diverse monete con conseguenti problemi economici, del crollo demografico e delle lotte all’interno della nobiltà. Questo fosco panorama influenzò anche la vita religiosa. Approfittando dei difficili rapporti tra l’Impero e il Papato, la Monarchia Francese fece in modo che la curia pontificia abbandonasse la sede romana e si trasferisse ad Avignone, dando vita alla cosiddetta “cattività avignonese“.
Parallelamente a questi eventi, l’architettura mostrò una rapida evoluzione nello stile (il romanico lasciò spazio al gotico) e nella funzionalità di alcuni edifici: così gli abitanti dei castelli europei iniziarono a preoccuparsi che nelle loro residenze, accanto alle necessità difensive, non venissero trascurati il lusso e l’arte. L’opera più rappresentantiva di tutti gli edifici di questo tipo eretti nel Vecchio Continente è il Palazzo dei Papi di Avignone, eretto nel 1334 per ordine di Benedetto XII e ampliato in diverse fasi dai suoi successori.

Nel 1305 il evscovo di Bordeaux Jean Bertrand de Got divenne Papa con il nome di Clemente V. Quattro anni più tardi decise di lasciare Roma per insediarsi nel suo Paese di origine, scegliendo come sede il convento domenicano di Avignone; così fecero anche i cinque Pontefici successivi. Imìn quegli anni Avignone divenne la capitale politica, religiosa e artistica di tutta la cristianità.
Giovanni XXII decise di usare come residenza il Palazzo Vescovile, una vera e propria fortezza costruita sulla collina dei Doms. Benedetto XII (1334-42) ne ordinò la demolizione per erigere al suo posto un enorme e lussuoso palazzo fortificato, l’attuale Palazzo Vecchio, in cui trasferì gli archivi papali che si trovavano ad Assisi. I lavori durarono 18 anni e finirono sotto Clemente VI, il quale fece edificare anche Palazzo Nuovo, ancora più grande e lussuoso: la perfetta armonia delle costruzioni diede luogo al mirabile complesso del Palazzo dei Papi. Il Papa ornò i suoi appartamenti con preziosi arazzi fiamminghi, riempì il palazzo di splendidi mobili e suppellettili e arricchì la biblioteca di manoscritti ebraici e di traduzione dall’arabo.
Urbano V (1362-70) si trasferì momentaneamente a Roma con la speranza di riunire le chiese d’Occidente e Oriente ma, non riuscendoci, fece ritorno ad Avignone. Gregorio XI (1370-78) riportò, invece, la sede pontificia nell’aantica Urbe. Alla sua morte iniziò lo Scisma d’Occidente, durante il quale ci furono contemporaneamente due Papi, uno a Roma e uno ad Avignone. Dopo il ritorno dei Pontefici in Italia e la conclusione dello Scisma, Avignone diventò per 4 secoli la sede permanente dei legati pontifici italiani.

Il Palazzo dei Papi occupa 15.165 mq suddivisi tra due edifici principali: il Palazzo Vecchio, che sorge nella parte nord, e il Palazzo Nuovo, a sud.
Il primo è composto da 4 ali, che racchiudono un bel chiostro. L’ala maggiore è occupata, in gran parte, dalla cappella di Benedetto XII. A entrambi gli angoli della cappella si elevano due torri: quella della campana e quella di Trouillas, che con i sui 52 m. d’altezza è una delle torri medievali più alte d’Europa. L’ala orientale del Palazzo Vecchio è disposta su due piani: il piano terra è occupato dalla Sala del Concistoro, mentre al piano superiore si trova la Sala dei Festini o “Grand Tinel”. L’ala opposta alla cappella di Benedetto XII è occupata dalla Sala del Conclave e funge da collegamento con il Palazzo Nuovo, anch’esso a piata quadrata e con un grande cortile centrale.
Davanti alla facciata del Palazzo Vecchio si trova la Place du Palais, per la cui costruzione (XIV sec.) fu necessario demolire parte della città medievale. La zona più meridionale del complesso, sormontata dalla torre del vestiario o di San Lorenzo, è formata dall’immensa Sala dell’Udienza e dalla maestosa Cappella Clementina. Il Palazzo dei Papi, esternamente, si presenta come una gigantesca fortezza, ma tale austerità è in evidente contrasto con la fastosità degli interni, che custodiscono una notevole quantità di opere d’arte.

Ma Avignone non significa solo Palazzo dei Papi.
La Cattedrale di Notre-Dame-des-Doms (XII sec.) è uno degli esempi più belli della tarda scuola romanica della Francia meridionale. Sotto il portico che precede la cattedrale si distingiono ancora oggi alcune tracce di affreschi di Simone Martini, morto ad Avignone nel 1345. L’interno custodisce le tombe di Papa Giovanni XXII e di Benedetto XII. La chiesa ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Le cappelle gotiche furono aggiunte tra il XIV e il XVII sec., mentre tra il 1671 e il 1672 si procedette alla demolizione dell’abside per edificarne una più grande e si elimò il chiostro.
Altro famoso monumento è il ponte di Saint-Bénézet. Costruito tra il 1178 e il 1188, è considerato uno dei ponti medievali più importanti del Vecchio Continente per l’ardita tecnica costruttiva. Delle 22 arcate originarie ne rimangono in piedi solo 4, quelle più vicine alla città.

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