San Pietroburgo, centro storico

Il centro storico di San Pietroburgo, con i suoi complessi monumentali, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1990. La città, sorta alla foce del fiume Neva per volere di Pietro il Grande, fu molto cara anche ai regnanti Caterina II e Alessandro I che contribuirono a farne il maggior centro culturale e artistico della Russia. Con i suoi scorci scenografici, gli estesi parchi, gli innumerevoli edifici residenziali, opera dei più importanti architetti dell’Europa occidentale, San Pietroburgo costituisce un insieme monumentale di sontuosa eleganza e uno straordinario capolavoro urbanistico.

La nascita di San Pietroburgo si deve allo zar Pietro il Grande (1682-1725), che per primo comprese l’importanza di creare uno sbocco commerciale con l’Occidente sulla costa del Mar Baltico. La prima pietra venne posata nel 1703 e il risultato fu la città più europea della Russia, un affascinante complesso di sontuosi palazzi barocchi e neoclassici affacciati sulle anse della Neva.
Pietro il Grande era completamente innamorato della cultura europea e fu il primo zar a viaggiare in Paesi stranieri. Dopo aver visitato la Prussia, l’Inghilterra e l’Austria, dove studiò arte e si interessò dei progressi della tecnica, ritornò in patria con il fermo proposito di modernizzare il proprio impero, fino a quel momento molto refrattario a ogni influenza straniera.
Non potendo costruire un complesso architettonico armonioso e cosmopolita a Mosca, saldamente ancorata alla cultura tradizionale, Pietro il Grande decide di dedicarsi alla costruzione di una nuova città che riflettesse il moderno spirito occidentale. Migliaia di condannati ai lavori forzati, di prigionieri di guerra ottomani e svedesi, di operai estoni e finlandesi, diedero vita alla più ambiziosa creazione urbanistica del XVIII secolo.
San Pietroburgo, eletta a capitale dell’Impero nel 1712, nel 1724 contava già 75 mila abitanti e fu nel tempo scenario di avvenimenti storici di portata mondiale. Nel 1914 venne ribattezzata con il nome slavo Pietrogrado e nel 1917 fu teatro della Rivoluzione di Ottobre che portò al potere i Soviet comunisti e spodestò gli zar. Nel 1924 fu chiamata Leningrado, in memoria di Nikolaj Lenin, capo del primo governo sovietico. Solo nel 1991 è tornata all’antico nome di San Pietroburgo.

Ermitage

Pietro il Grande volle spezzare i legami con la tradizone russa chiamando a San Pietroburgo i migliori urbanisti e architetti europei del tempo. Questi imposero uno stile barocco molto sobrio, contraddistinto da semplici facciate lisce o scandite da pilastri.
In seguito la sontuosità e il lusso del rococò, stile amatissimo dalle zarine che succedettero a Pietro I, trovarono la loro perfetta espressione in molti palazzi, giardini e residenze.
Lo stile neoclassico, poi, ebbe come grande padrona Caterina II la Grande (1762-1796) e prese forma nel Piccolo Ermitage e nel teatro dell’Ermitage.
L’ultimo periodo, quello della ricostruzione dopo l’invasione di Napoleone, fu improntato allo stile impero.

Fortezza dei Santi Pietro e Paolo

I monumenti più rappresentativi di San Pietroburgo sono distribuiti in quattro zone: le due rive della Neva, la Prospettiva Nevkij e la Via Sadovaja.
L’edificio più importante della riva destra del fiume è la fortezza dei Santi Pietro e Paolo: cominciata nel 1703, costituisce il nucleo più antico della città e ha ospitato fino al 1917 una prigione per detenuti politici. La Cattedrale che sorge all’interno del complesso ospita le tombe di tutti gli zar (tranne Alessandro I e Nicola II) da Pietro il Grande in poi. La torre appuntita (1733) è visibile da qualunque punto della città e ne costituisce uno dei simboli.
La prima residenza di Pietro il Grande, nei pressi del fiume, è una piccola costruzione in legno dalla quale lo zar poteva supervisionare le opere della sua città. Si tratta di un edificio molto importante non soltanto perché fu la prima casa di San Pietroburgo, ma anche perché è la testimonianza di un tipo di architettura ormai scomparsa.
Lungo la Neva è ancorata la corazzata Aurora, dalla quale venne sparato il colpo di cannone che diede il segnale per l’assalto al Palazzo d’Inverno il 25 ottobre 1917: questo evento segnò l’inizio della Rivoluzione d’Ottobre, destinata a portare al potere i bolscevichi di Lenin.
Sull’isola di Vasilievskj l’antica Borsa Valori ospita il Museo Navale. Sul Molo dell’Università, di fronte all’Ermitage, c’è oggi l’Università di San Pietroburgo. Si possono inoltre ammirare l’Accademia delle Belle Arti (con le sfingi egizie) e l’Istituto d’Arte Mineraria (a forma di tempio greco).

Chiesa di Sant’Isacco

Sulla riva sinistra della Neva si trova la piazza dei Decabristi, con il famoso monumento equestre di Pietro il Grande (1776). Il nome della piazza deriva dalla ribellione antizarista avvenuta nel dicembre (da cui Decabristi) del 1825 e qui repressa. Il doppio edificio del Senato e del Santo Sinodo chiude un lato della piazza. Un pò più isolata sorge la grandiosa chiesa di Sant’Isacco (iniziata nel 1818 e finita 40 anni più tardi). A fianco si innalza la Torre dell’Ammiragliato (1823) che, con i suoi 72 metri di altezza, è uno dei simboli di San Pietroburgo.
Alle sue spalle c’è la piazza del Palazzo, al centro della quale si erge la Colonna Alessandro (1834), in ricordo della vittoria riportata su Napoleone. Sul lato nord sorge, maestoso e imponente, il Palazzo d’Inverno, capolavoro del barocco russo, che ospita la celeberrima pinacoteca dell’Ermitage. Opera dell’architetto Bartolomeo Francesco Rastrelli (1752), il palazzo adotta il cromatismo della tradizione bizantina e presenta le facciate settentrionale e meridionale con disegno simile, con un’alternanza di colonne e finestre magnificamente proporzionate e una balaustra barocca abbellita da statue. Nelle splendide sale che un tempo accolsero gli zar, oggi si possono ammirare le opere d’arte di Leonardo, Raffaello, Rubens, Tiziano,… In tutto ospita 8 mila quadri e 3 milioni di oggetti d’arte (porcellane, argenterie, mobilio, sculture, pietre intagliate).

Palazzo d’Inverno

La più grande arteria di San Pietroburgo è la Nevskij-Prospekt (Prospettiva Nevskij), larga quasi 60 metri e lunga 5 km. Su di essa si affaccia la maggior parte dei fastosi palazzi cittadini. Il punto di partenza del viale, l’incrocio fra le vie Gogol e Herzen, è condiderato il cuore di San Pietroburgo. Camminando in direzione est si incontra la cattedrale di Nostra Signora di Kazan: un emiciclo con colonnati precede il corpo principale copero da un’alta cupola (1811). La chiesa fu trasformata nel 1932 nel Museo della Religione e dell’Ateismo.
Subito dopo si incontrano il Teatro della Commedia e la Biblioteca Nazionale di Saltikov-Scedrin (1832), in stile impero.
Dopo aver attraversato il ponte di Anichkov con le sue celebri statue dei domatori di cavalli, la Prospettiva Nevskij prosegue verso il convento di Alessandro Nevskij, fatto costruire da Pietro il Grande.

Cattedrale di Nostra Signora di Kazan

Poco oltre si sviluppa la San Pietroburgo moderna, quasi completamente costruita dopo la seconda guerra mondiale. In direzione contraria, verso la parte nord della Prospettiva Nevskij e in prossimità della Neva, si trova la Via Sadovaja, all’inizio della quale ci sono il Campo di Marte, con il Monumento agli Eroi della Rivoluzione, il Palazzo d’Estate e il Giardino d’Estate. Insieme con il parco, questa residenza fu costruita per volere personale di Pietro il Grande.

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