Torre di Londra

La Torre di Londra è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1988. Usata a seconda delle necessità come caserma, residenza reale, tribunale e prigione, rappresenta un magnifico esempio dell’evoluzione dell’architettura militare medievale ed è uno dei luoghi storici più significativi di tutta l’Inghilterra. Le sue mura sono state, infatti, testimoni di tutta la storia della Corona inglese, da Guglielmo il Conquistatore, che la fece costruire nell’XI secolo, fino ai giorni nostri e sono diventate il simbolo stesso della solidità della monarchia britannica. Lo dimostra il fatto che all’interno delle sue inespugnabili mura sono custoditi i preziosissimi gioielli della Corona.

Le origini del complesso di fortificazioni che conosciamo con il nome di Torre di Londra sono legate a uno degli episodi cruciali della storia inglese. Nel 1066 il duca Guglielmo di Normandia, vantando diritti piuttosto labili alla successione al trono d’Inghilterra, sbarcò sull’isola alla guida di un esercito con il quale sconfisse e uccise Aroldo di Sussex, l’altro pretendente alla Corona. Passò così alla storia con il nome di Guglielmo I il Conquistatore.
Pochi giorni dopo l’incoronazione a Westminster, cominciarono i lavori di costruzione di una nuova fortezza in riva al fiume Tamigi, destinata a ospitare la guarnigione normanna che avrebbe garantito sia la protezione sia l’obbedienza della città. Era semplicemente una torre di legno circondata da una staccionata e da un fossato, ma fu l’embrione della Torre di Londra, e anche il primo di molti castelli grazie ai quali, secondo lo stile del feudalesimo continentale, Guglielmo si assicurò il controllo del territorio.

Un decennio più tardi, una volta consolidato il suo potere, il Conquistatore affidò al monaco Gundulf l’incarico di sostituire questa prima costruzione con un’ambiziosa fortezza in pietra, l’attuale Torre Bianca.
Intorno a questo primo nucleo i successori di Guglielmo fecero costruire nuivi bastioni, torri e muraglie, trasformando il complesso in una delle fortezze più sicure del Vecchio Continente.
Nel corso dei secoli la Torre ebbe destinazioni diverse. Al momento della sua fondazione venne usata come seconda residenza reale: comprendeva, infatti, una serie di sale, tra cui la bellissima Cappella di San Giovanni, destinate a questa funzione.
Intorno alla metà del XIII sec. Enrico III fece erigere entro le sue mura un elegante palazzo circondato da giardini, più consono a ospitare una corte numerosa e raffinata.
Le guerre e i disordini che segnarono la fine del Medioevo in Inghilterra obbligarono i re a risiedere molto spesso nella Torre, a volte per ragioni di sicurezza, altre come prigionieri. Le sue mura si rivelarono sempre inespugnabili salvo in un’occasione, durante la sanguinosa rivolta dei contadini (1381), qundo un gruppo di ribelli riuscì ad aprirsi un fronte fino alla Torre Bianca, uccidendo diversi dignitari e saccheggiando le sale reali.

L’episodio che consolidò la fama sinistra della Torre di Londra fu l’assassinio dei due figli ed eredi di Edoardo IV (1483) probabilmente per ordine del loro stesso zio, il duca di Gloucester, che usurpò il trono e divenne re Riccardo III. Teatro del crimine fu la Torre del Giardino, da quel momento denominata “Torre insaguinata”.
Sotto il regno dei Tudor, iniziato nel 1485, la Torre accentuò il suo carattere di prigione di stato. Due delle mogli di Enrico VIII, Anna Bolena e Caterina Howard, vi furono rinchiuse prima di essere giustiziate, così come il vescovo Fisher, Tommaso Moro e altre vittime dello Scisma Anglicano.
Quando ascese al trono Maria Tudor, che cercò senza successo di ristabilire il cattolicesimo in Inghilterra, la persecuzione ebbe una svolta: furono gli anglicani a occuparele prigioni della Torre. Anche la sorella di Maria, destinata a diventare regina d’Inghilterra con il nome di Elisabetta I, rimase per alcuni mesi prigioniera nella fortezza, accusata di cospirazione. Vi entrò attraversando la cosiddetta Porta dei Traditori.
Durante la breve parentesi repubblicana gli appartamenti rali vennero demoliti per ordine di Oliver Cromwell e, nel 1666, la fortezza per poco non fu rasa al suolo dal grande incendio che distrusse la City. Un secolo più tardi, nel 1780, ebbe luogo l’ultima esecuzione capitale nella Torre.

L’edificio deve la sua grande notorietà anche ai gioielli della Corona, la più famosa collezione di preziosi al mondo, conservati al suo interno. Tra questi spiccano la corona forgiata per la regina Vittoria (tempestata da più di 2700 diamanti e pietre preziose, tra le quali un gigantesco rubino), la Queen Elisabeth Crown (con il famoso diamante Koh-i-Noor di 108 carati) e lo scettro reale nel quale è incastonato un diamante di 530 carati.

Solo dopo il secondo conflitto mondiale, la Torre perse definitivamente il suo ruolo di prigione; il suo ultimo ospite è stato il gerarca nazista Rudolf Hess. Da allora è esclusivamente un museo e un simbolo carico di storia, mantenuta viva dalle uniformi risalenti all’epoca dei Tudor e dalle suggestive cerimonie del corpo degli Yeomen of the Guard, conosciuti come Beefeaters, 42 guardie scelte che sorvegliano la Torre.

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