Parigi, le rive della Senna

Le rive della Senna a Parigi sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1991. Nata su un’isola della Senna, nei secoli la capitale francese ha sempre tratto vantaggi da suo fiume. Sulle sue rive, o nelle immediate vicinanze, si levano i palazzi storici più prestigiosi. La stessa cattedrale di Notre-Dame, vero e proprio capolavoro del gotico francese, sorge sull’isola che ospitò quel gruppo di pescatori che pose le fondamenta della città. Tutta la storia della Francia può essere ripercorsa approfondendo la conoscenza degli edifici che si affacciano al fiume.

All’inizio, come si è detto, Parigi era un’isola. Quando le legioni romane guidate da Cesare giunsero nella regione nel 53 a.C., l’attuale Île de la Cité era abitata da un popolo di pescatori, i Parisii, che opposero una feroce resistenza alla conquista, fino al punto di bruciare la loro stessa città prima di consegnarla ai Romani. Nel medesimo luogo nacque la colonia di Lutetia Parisiorum che, nel IV sec., quando era già diventata Parigi, venne sconvolta dalle invasioni barbariche. La città venne distrutta e la popolazione si rifugiò nell’Île de la Cité, elevando possenti mura difensive. A mano a mano che nella regione ritornava la pace, i suoi abitanti occuparono di nuovo le rive della Senna, riconsegnando a Parigi il suo antico ruolo di centro di comunicazioni terrestri e fluviali.

Pont Alexandre III

Nel XII sec. venne strutturata una prima bozza di pianificazione urbanistica. Re Filippo II Augusto fece pavimentare le strade attorno al suo palazzo della Citè, oltre a cingere di mura il triplice complesso formato dall’isola, dal quartiere dei mercanti sulla riva destra e da quello degli studenti – il Quartiere Latino -, e a difenderlo con la torre del Louvre, il futuro Palazzo Reale.
Durante il regno di Filippo II Augusto e dei suoi successori, Parigi assunse in parte le caratteristiche che la contraddistinguono ancora oggi. Nel Quartiere Latino, Robert de Sorbonne fondò il primo collegio dell’Università di Parigi (1253); nelle Citè, la cattedrale di Notre-Dame estendeva i suoi archi rampanti come una maestosa ragnatela pietrificata. Poco tempo dopo Luigi IX avrebbe aggiunto lo splendido complemento della Sainte-Chapelle.

Notre Dame

Quando Francesco I staibilì nuovamente a Parigi la sede del governo, non esisteva nessuna residenza degna di un fastoso signore rinascimentale, come lui sognava. Ordinò quindi di distruggere la tetra fortezza del Louvre e fece innalzare quello che è ancora oggi il centro monumentale parigino. Tutti i suoi successori si adoperarono per arricchire il palazzo; Caterina de’ Medici vi aggiunse il sontuoso palazzo delle Tuileries, distrutto durante le sommosse della Comune, e i giardini. La rivoluzione trasformò il Louvre in un museo, alimentato anche dalle campagne di Napoleone, e la Quinta Repubblica volle completarlo con una piramide di cristallo.

Louvre

Enrico IV, il primo re Borbone, modernizzò Parigi grazie a un ambizioso piano urbanistico che, tracciato agli inizi del XVII sec., si ispirava agli ideali barocchi. Le piazze Dauphiné, nell’Île de la Cité, des Vosges, sulla riva destra, furono i risultati principali di questi interventi di carattere puramente estetico.
Tutti re della dinastia Borbone contribuirono a diversi livelli all’ordinamento della città. A Luigi XIII dobbiamo l’urbanizzazione dell’Île Saint-Louis e del cosiddetto “distretto Richelieu” a nord del Louvre, attorno al Palais Royal.
Ai tempi di Luigi XIV le mura vennero sostituite dai boulevard disegnati dall’ingegnere Vauban; furono inoltre tracciate le piazze Vendôme e delle Victoires, così come il viale degli Champs Elisées, destinato a collegare il Louvre a Versailles.
Nel 1763, in pieno periodo rococò, Luigi XV ordinò all’architetto Jacques-Ange Gabriel il progetto di Place de la Concorde.

Place Vendôme

Alla fine del XVIII secolo quest’ultima sarà lo scenario del’esecuzione di Luigi XIV e l’inizio di un’epoca di grandi innovazioni urbanistiche. Sebbene nel progetto di rue de Rivoli, che Napoleone I ordinò di aprire nel XIX sec., ci siano ancora diversi elementi barocchi, il suo carattere non più aristocratico, ma decisamente borghese, rivela il cambiamento avvenuto nella società transalpina. Il tracciato di questa strada servì poi da modello a Napoleone III per il suo ambizioso progetto di un nuovo ordinamento di Parigi. L’imperatore incaricò del progetto il barone Georges-Eugénie Haussmann che si sforzò di razionalizzare il tracciato del centro urbano, eliminando i vicoli e aprendo ampi viali che facilitassero il traffico e consentissero all’esercito una repressione più efficace delle sommosse. Gran parte del progetto fu terminata nel 1870, e il suo frutto più rappresentativo sono i grandi boulevard.

Tour Eiffel

Pronta a sfidare il futuro, Parigi trasformò le fiere dei prodotti industriali in magnifiche esposizioni universali, che attrassero l’attenzione del mondo intero, nel 1855, 1867, 1878 e 1889. A fianco del Campo di Marte, che le ha ospitate tutte e quattro, si erge la meravigliosa struttura metallica realizzata dall’ingegnere Gustave Eiffel a presiedere l’Esposizione del 1889, e diventata negli anni il simbolo più amato della città.

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