Delfi, area archeologica

L’area archeologica di Delfi è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1987. Piccolo villaggio alle pendici del Parnaso, Delfi fu uno dei principali luoghi di culto della Grecia; anticamente ospitava l’oracolo del Dio Apollo (attivo fin dall’epoca micenea, circa 3500 anni fa), che costituiva il punto di riferimento religioso per tutto il mondo ellenico. L’area archeologica vanta importanti vestigia di edifici di culto e profani, mentre il locale museo conserva significative opere scultoree rinvenute sul posto, tra le quali il famoso Auriga in bronzo (460 a.C.).

Il primo santuario di Delfi, dedicato a Gea, dea della terra, fu innalzato alle falde del Parnaso, in corrispondenza di una fessura nel terreno dalla quale fuoriuscivano vapori che provocavano una specie di trance in coloro che li respiravano. Il recente ritrovamento di figure maschili in bronzo ha dimostrato che, tra l’XI e il IX sec. a.C., il culto di Apollo prese il posto di quello di Gea.
Secondo la mitologia, il dio del sole, dopo aver ucciso Pitone, il mostro che custodiva la fonte Casotide, introdusse a Delfi il suo culto. I primi sacerdoti furono dei cretesi di Cnosso che, in seguito a un naufragio, furono salvati da Apollo, che aveva assunto le sembianze di un delfino.
La fama del santuario si diffuse in tutto il mondo ellenico: nessuna impresa veniva iniziata senza prima consultare l’oracolo e dopo ogni vittoria venivano offerti ricchi doni ad Apollo. Il luogo era considerato il centro del mondo, come dimostrava il fatto che, quando Zeus liberò due aquile alle due estremità della terra, queste si ritrovarono a Delfi.

Inizialmente l’oracolo dava risposte solo una volta all’anno, il settimo giorno del mese bisio (febbraio-marzo), cioè la data di nascita di Apollo. Successivamente si passò a una risposta mensile, ma sempre il giorno 7. I mesi invernali erano i soli che Apollo trascorreva negli Iperborei, lasciando a Dioniso l’incarico di controllare il sacro recinto di Delfi.
La Pizia, la sacerdotessa per bocca della quale doveva rispondere il dio del sole, era all’inizio una giovane vergine ma, in seguito, venne deciso di assegnare l’incarcio a persone più esperte. Si cercò una donna nata a Delfi, di almeno 50 anni, che per svolgere adeguatamente il suo compito doveva abbandonare marito e figli e trasferirsi nel recinto sacro.
La crescente fama del santuario e il conseguente aumento delle sue ricchezze fecero sì che si passasse da una a tre sacerdotesse e che tutti i pellegrini provenienti da città con ambasciatori a Delfi potessero consultare l’oracolo in qualunque giorno, sempre che Apollo fosse d’accordo. Per essere sicuri della disponibilità divina, si introduceva un capretto nell’acqua fredda: se l’animale cominciava a tremare, significava che Apollo era disposto a rispondere. Il pellegrino pagava allora il pelanos (tributo) e sacrificava il capretto.

La mattina dei giorni di oracolo, la Pizia si purificava nella fonte Castalia, beveva le acque della sorgente Casotide e raccoglieva foglie di alloro prima di essere portata in processione fino al luogo sacro. Qui, si sedeva su un tripode aureo collocato nella parte più interna dei tempio e cadeva in trance.
Il pellegrino poneva i quesiti e lei rispondeva con suoni e grida incomprensibili che il sacerdote al suo fianco doveva tradurre, a volte in prosa a volte in esametri, ma sempre con frasi di dubbia interpretazione.
Un esempio famoso: il re Creso, noto per la sua ricchezza, tra i tanti regali portò al santuario un leone d’oro massiccio di 250 kg posto sopra una piramide di 117 gradini di oro bianco (una lega d’oro e argento). Voleva sapere se era una buona idea attaccare i Persiani e la risposta dell’oracolo fu “Se Creso attraversa il fiume Alis, sarà distrutto un grande impero”. Creso attaccò e il responso si avverò: un grande impero venne distrutto, peccato fosse il suo!

La Via Sacra, larga 4 metri, conserva ancora oggi il tracciato originale. Su entrambi i lati vennero costruiti monumenti e tempietti votivi. Si trattava di abitacoli destinati a proteggere le offerte di ogni città e a commemorare eventi importanti.
Il Tempio di Apollo venne costruito in stile dorico nel V sec. a.C.
Il Teatro risale al IV sec.: è situato a 654 metri di altitudine ed è il punto dominante dell’area; qui potevano assistere agli eventi ben 5 mila persone.
Lo Stadio, inziato nel V sec., vedeva la celebrazione dei giochi pitici e poteva contenere fino a 7 mila persone (sulle 12 fila di gradinate).

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