Palazzi e parchi di Potsdam e Berlino

I palazzi e i parchi di Potsdam e Berlino sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1990 (con ampliamenti nel 1992 e nel 1999). I due complessi, rimasti separati dalla conclusione del secondo conflitto mondiale fino al 1990 per le note vicende storiche, sono stati definiti, per magnificenza e bellezza, come le Versailles prussiane. Oggi, riunificati, costituiscono la concentrazione di palazzi e di parchi più ecelttica del Vecchio Continente dei secoli XIII e XIX. Nel disegno dei parchi prevale il giardino all’inglese, anche se sono evidenti e richiami all’antichità classica, al Medioevo e al Rinascimento Italiano.

Le prime notizie di Potsdam risalgono al X sec., ma la sua vera storia ebbe inizio quando l’elettore del Brandeburgo, Federico Guglielmo (1620-1688), fece costruire all’interno del nucleo urbano lo Stadtschloss (1640-48) e la sua residenza (1661). Dopo aver annesso Glienicke (1680) alle sue proprietà e tenute di caccia, firmò a Potsdam l’omonimo editto (1685) con il quale concedeva asilo ai protestanti ugonotti cacciati dalla Francia dopo la revoca dell’Editto di Nantes.
L’ascesa al trono di Federico Guglielmo I (1713) segnò il destino della città. Egli, infatti, favorì l’ampliamento della guarnigione e lo spostamento della popolazione verso il centro urbano.
Federico II il Grande (1712-1786) sottopose, poi, la città a una profonda opera di rinnovamento indirizzata a realizzare una Versailles prussiana. Il primo passo in questo senso fu la posa della prima pietra del palazzo di Sanssouci (14 aprile 1745).

Sanssouci

Le prime opere di Sanssouci furono dirette da Georg Wenzeslau von Knobelsdorff sotto la guida dello stesso Federico il Grande, che aveva concepito l’insieme come una successione di giardini barocchi in stile francese circondati da magnifici e lussuosi palazzi abbelliti da templi, sculture e fontane.
Il Palazzo, a cui si accede percorrendo la sua grande scalinata che taglia i vigneti, si trova all’interno di un parco che si estende per circa 290 ettari e che ospita numerosi edifici e costruzioni. Consta di un solo piano con un padiglione centrale in stile rococò coperto da una cupola, posta sopra il salone di marmo. Nella facciata, 36 cariatidi si arrampicano sui pilastri che sostengono i cornicioni. Il mobilio e la decorazione dei saloni risalgono al XVIII secolo.
L’ala orientale della rotonda è occupata dalle abitazioni reali.
La pinacoteca in stile rococò è uno dei musei più antichi d’Europa e contiene le collezioni imperiali di maestri fiamminghi, tedeschi e olandesi (es. Rubens, Van Dyck, Brueghel e Cranach).
Da segnalare, inoltre, il tempio delle antichità, la Grotta di Nettuno e il padiglione Cinese del tè e il portale dell’obelisco.
Due curiosità: Voltaire alloggiò in una delle stanza dell’ala occidentale, destinata agli ospiti (1750-53).
“Sans souci” in francese significa “senza preoccupazioni”. Il re di Prussia lo aveva voluto proprio per allontanarsi dai grattacapi governativi e riposarsi a contatto con la natura.

Palazzo Nuovo

Dopo la guerra dei Sette Anni (1756-63), Federico il Grande si dedicò al Palazzo Nuovo (Neuer Palais), che doveva essere la sua seconda residenza estiva e il simbolo della corte prussiana. Realizzato su tre ali a piani, presenta una grande cupola centrale e un bellissimo frontone. Le pareti sono adornate con sculture che glorificano il potere prussiano e, tra le più di 200 stanze barocche, spicca la famosa Sala delle Conchiglie.

Giardino Nuovo e Palazzo di Marmo

Nel 1787 prese il via la seconda fare nella creazione del vasto complesso monumentale. Questa volta ci si spostò a nord-est, fuori dal recinto di Sanssouci, e ci si dedicò al Neuer Garten (Giardino Nuovo) e al Palazzo di Marmo (Marmorpalais).
Eyserbeck il Giovane ricevette l’incarico di disegnare i 74 ettari di alberi e prati sulle rive del lago Heiliger ma, durante il XIX sec., il grande Lenné modificò completamente il parco.
Il palazzo, iniziato da Gontard in stile neoclassico e finito da Langhaus, deve il suo nome al marmo grigio di Slesia che lo decora.

Babelsberg e Charlottenhof

Nel 1833 Schinkel, architetto fortemente influenzato dal gotico medievale, cominciò a costruire a est della città di Potsdam il parco e il castello di Babelsberg.
Federico Guglielmo IV (1795-1861), salito al trono nel 1840, portò a compimento i lavori di costruzione del palazzo di Charlottenhof, che aveva destinato a sua residenza ufficiale. Si tratta di un edificio neoclassico con pregevoli bassorilievi nel vestibolo.

Orangerie e Friedenskirche

Nella zona più alta del parco di Sanssouci fu ricavato un percorso trionfale il cui pezzo forte sarebbe stata la nuova Orangerie, ispirata al rinascimento italiano. Si tratta di un enorme edifico italico riservato agli ospiti reali che ospita dipinti ispirati allo stile di Raffaello e che venne costruito tra il 1851 e il 1864 su progetto di  Friedrich August Stuler, Ludwig Hesse e Ludwig Persius.
La Friedenskirche, replica della basilica di San Clemente di Roma, fu costruita per commemorare il centenario della collocazione della prima pietra di Sanssouci. Per una sfortunata coincidenza storica, proprio il 14 aprile del secolo successivo, un bombardamento colpirà la città barocca di Potsdam voluta da Federico Guglielmo I.

Cecilienhof

Il canto del cigno dell’architettura realizzata dalla monarchia prussiana fu lo Schloss Cecilienhof, edificato tra il 1913 e il 1917 su volere del kaiser Guglielmo II di Germania e della consorte Cecilia, sul modello di una villa di campagna inglese. Qui, nell’agosto del 1945, si incontrarono Churchill, Truman e Stalin per la Conferenza di Potsdam che sancì la divisione della Germania.
Oggi ospita un museo, un hotel e un ristorante.

Berlino

L’unità tra i complessi di Potsdam e Berlino è evidente. Un dato su tutti: il tracciato della strada principale, la Konigstrasse, che univa la capitale a Potsdam e a Sanssouci, risale al 1796.
La prima rivalutazione della zona berlinese cominciò nel 1824, quando il principe Carlo di Prussia incaricò l’architetto Schinkel di rimodellare il palazzo di Klein-Glienicke. Schinkel lo ampliò costruendovi un casino e trasformò il Piccolo Belvedere e la Gentillhommière in padiglione di caccia.
Poco dopo, il nuovo sovrano Federico Guglielmo III ordinò allo stesso Schinkel di costruire sull’Isola dei Pavoni (Pfaueninsel) una residenza privata per sé e l’amante, la contessa di Lichtenau. Sorsero così il palazzo di Dantzig, la casa del Giardiniere e il Palmeto.

Pfaueninsel

Riassumendo, rientrano nel sito Patrimonio UNESCO:

  • Berlino – Castello e parco di Glienicke; Pfaueninsel e tutti gli edifici inclusi; Böttcherberg; Castello di caccia di Glienicke,
  • Potsdam – Palazzo e Parco Sanssouci; Area di ingresso al parco Sanssouci; Neuer Garten, Palazzo di Marmo, Palazzo Cecilienhof; Parco e Palazzo Babelsberg; Chiesa del Redentore (Heilandskirche); Castello e Parco di Sacrow; Lindenallee; Königliche Gärtnerlehranstalt e Kaiserbahnhof; Castello e Parco di Lindstedt; Villaggio di Bornstedt, chiesa, cimitero e area a nord del parco di Sanssouci; Seekoppel (area a ovest del Ruinenberg); Voltaireweg (cintura verde e area tra il parco di Sanssouci e il Neuer Garten); Alexandrowka; Pfingstberg e Belvedere sul Pfingstberg; Area tra il Pfingstberg e il Neuer Garten; Riva meridionale dello Jungfernsee; Königswald (la foresta che circonda il castello e il parco di Sacrow); Accesso al Babelsberg Park; Osservatorio a Babelsberg.

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