L’antica Rauma

L’antica Rauma è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1991. Il nucleo storico della città finlandese è una preziosa testimonianza delle antiche tradizioni di questa regione e della tenacia con cui gli abitanti hanno saputo conservarle: le caratteristiche costruzioni in legno costituiscono, infatti, uno dei migliori esempi di tutta la Scandinavia e rimandano a una secolare abilità in questa lavorazione artigianale.

Milioni di anni fa le montagne finlandesi erano più alte delle Alpi, ma il lavorio del tempo ne ha causato l’inesorabile erosione, riducendone notevolmente le cime. Quando, finito il periodo delle glaciazioni, l’estesa coltre di ghiacci che ricopriva completamente la regione si ritirò, apparvero moltissimi avvallamenti pieni d’acqua. Da allora la Finlandia è il Paese dei Laghi; secondo alcune stime, sarebbero circa 188 mila.
Ma la Finlandia è anche un Paese di mare e, grazie ad esso, comunica con il resto del mondo. Approfittando di un antico incrocio di rotte commerciali che transitavano per il Golfo di Botnia, durante il Basso Medioevo alcuni monaci francescani fondarono, presso il porto naturale dove sarebbe sorta Rauma, un monastero e la chiesa di Sant Croce. Intorno a quest’ultima, nel 1441, sorse un nucleo stabile che presto diventò una vera e propria città, la terza città più antica della Finlandia topo Turku e Porvoo.
La stragrande maggioranza dei suoi abitanti si occupava di commercio marittimo e, com’era costume tra i naviganti, al ritorno dai lunghi viaggi in tere lontano riportava in patria ogni tipo di oggetto esotico. Così, ad esempio, vennero introdotti a Rauma i fuselli, cilindri in legno usati per eseguire pizzi e merletti al tombolo; le donne diventarono presto maestre nel loro utilizzo e gettarono le basi di una fiorente attività commerciale.

Rauma fu molte volte vittima di incendi di vaste proporzioni. Il peggiore di tutti, nel 1682, distrusse tutti gli edifici della città. In quell’epoca, i cantieri erano concentrati sulla costa ed erano in piena attività grazie alla facilità con la quale riuscivano a trovare la materia prima necessaria ai lavori. Non deve quindi sorprendere che gli abitanti, costruttori di barche e abituati a lavorare il legno, abbiano scelto di ricostruire Rauma usando lo stesso materiale, secondo un modello che ancora oggi costituisce il miglior esempio di tutta la Scandinavia.
Nella ricostruzione si rispettarono sia l’antico perimetro delimitato dallo steccato che circondava la città sia il tracciato delle strette vie medievali. In seguito la città continuò a espandersi all’interno del vecchio perimetro, ma venne anche costruita una nuova Rauma.

Dei 600 edifici che si conservano, l’unico anteriore all’incendio del 1682 è la chiesa di Santa Croce, anche se è ancora possibile ammirare le rovine della chiesa della Santa Trinità. Una buona parte dei restanti edifici è stata adibita ad attività commerciali e solo 268 sono adibiti ad abitazioni private.
Rauma offre un’eccezionale testimonianza del modello tradizionale di costruzione con tavole di legno collocate una sull’altra e unite da tavole poste verticalmente. Queste ultime sono solitamente dipinte di bianco e donano al luogo un incantevole contrasto cromatico.

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