Patrimoni UNESCO in Belgio

Il Belgio può vantare nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO 12 siti culturali e uno naturale.

Grand’ Place e il Palazzo Stoclet

La Grand’ Place di Bruxelles è entrata a far parte dell’elenco del Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1998. In accordo con la sua spiccata funzione amministrativa e commerciale, è oggi una delle poche grandi piazze europee priva di chiese o di qualsiasi altro edificio dedicato al culto. Luogo di mercati sin dal XII secolo («Nedermerckt» o «Mercato basso»), la Grand’ Place venne progressivamente abbellita con case e mercati coperti, all’epoca edificati prevalentemente in legno.
Palazzo Stoclet venne riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2009. Nel 1905 il banchiere e collezionista d’arte Adolphe Stoclet commissionò questa casa a Josef Hoffmann, uno dei maggiori architetti del movimento della Secessione di Vienna, e non impose restrizioni né estetiche né finanziarie. La casa e il giardino vennero terminati nel 1911 e la loro austera geometria segnò un punto di svolta nell’Art Nouveau, prefigurando l’Art Deco e il Movimento Moderno.
Per approfondimenti fai clic qui.

Beghinaggi fiamminghi

Patrimonio dell’Umanità dal 1998. Le beghine (béguines) erano donne religiose che, avendo deciso di condurre una vita ritirata, fondarono comunità create per soddisfare le loro esigenze materiali e spirituali (XIII secolo). Questo tipo di aggregazione religiosa conobbe una grande diffusione dell’Europa settentrionale durante il Medioevo. I beghinaggi fiamminghi sono complessi architettonici composti da abitazioni, chiese, edifici ausiliari e zone verdi.

Chiuse di sollevamento del Canal du Centre

Le quattro chiuse di sollevamento del Canal du Centre e il paesaggio circostante, La Louvière e Le Roeulx (Hainault) sono Patrimonio UNESCO dal 1998. Il sistema entrò in funzione alla fine del XVIII secolo e costituisce un capolavoro di ingegneria idraulica. Quattro delle otto chiuse originali sono giunte a noi in perfetto stato di conservazione: Houdeng-Goegnies, Houdeng-Aimeries, Strépy-Bracquegnies e Thieu.

Thieu

Torri campanarie delle Fiandre e della Vallonia

Patrimonio dell’Umanità dal 1999, le 32 torri campanarie di origine medievale sorgono nel cuore di alcuni centri urbani. Oltre ad avere uno straordinario valore artistico, simboleggiano il passaggio dal feudalesimo alla società urbana commerciale.
Il sito è stato allargato nel 2005 andando a comprendere 23 torri in territorio francese e il campanile di Gembloux in Belgio. Erette tra l’XI e il XVII secolo, rappresentano differenti stili architettonici: romanico, gotico, rinascimentale e barocco.

Centro storico di Bruges

Patrimonio dell’Umanità dal 2000, Bruges è uno straordinario esempio di abitato medievale che ha conservato il suo tessuto urbano così come si è evoluto nei secoli. Gli edifici gotici originali fanno parte dell’identità della bellissima città belga. Quale capitale commerciale e culturale del Vecchio Continente, Brugge ebbe legami culturali con diverse regionidel mondo. La città, inoltre, è strettamente legata alla scuola pittorica primitiva fiamminga.

Cattedrale di Notre-Dame a Tournai

Patrimonio dell’Umanità dal 2000, questa chiesa, eretta a partire dal XII secolo, si segnala per la grande navata romanica, i capitelli ricchi di sculture e il transetto dominato da cinque campanili che anticipano lo stile gotico.

Edifici dell’architetto Horta a Bruxelles

Patrimonio dell’Umanità dal 2000. L’Hôtel Tassel, l’Hôtel Solvay, l’Hôtel van Eetvelde e la Maison et Atelier Horta, progettati a Bruxelles dall’architetto Victor Horta, uno dei primi esponenenti dell’Art Nouveau, sono alcune delle più innovative opere architettoniche della fine del XIX secolo. La rivoluzione stilistica rappresentata da tali edifici è data dal loro piano aperto, la diffusione della luce e la brillante congiunzione delle linee decorative curve con la struttura portante degli immobili.

Cave neolitiche di selce a Spiennes (Mons)

Le cave neolitiche di selce a Spiennes, Patrimonio UNESCO dal 2000, coprono più di 100 ettari e rappresentano la più grande e antica concentrazione di vecchie miniere nel Vecchio Continente. Esse sono degne di nota anche per la diversità delle soluzioni tecnologiche usate per l’estrazione e per il collegamente diretto ad un insediamento risalente allo stesso periodo storico.

Complesso museale di Plantin-Moretus ad Anversa

Il Museo Plantin-Moretus, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2005, è una tipografia e casa editrice risalente all’epoca rinascimentale e barocca. Il complesso di Anversa (una delle più importanti città europee per la stampa, insieme a Venezia e Parigi) è strettamente legato alla nascita e alla diffusione della stampa: il suo nome, infatti, riporta al più grande stampatore-editore della seconda metà del XVI secolo, Christophe Plantin (1520-1589). Il museo riveste un’eccezionale importanza architettonica e culturale; conserva un’esauriente testimonianza della vita e del lavoro di quella che è stata la più prolifica tipografia e casa editrice del Vecchio Continente alla fine del XVI secolo.
La tipografia rimase in attività fino al 1867 e il museo custodisce una vasta collezione di vecchie attrezzature per la stampa, una grande biblioteca, preziosi archivi e diverse opere d’arte, tra cui un dipinto di Rubens.

Principali siti minerari della Vallonia

I quattro siti del territorio belga, Patrimonio UNESCO dal 2012, sono Le Grand-Hornu, Bois-du-Luc, Bois du Cazier e Blegny-Mine. Si tratta dei siti di estrazione carboniferi meglio conservati del Paese, risalenti al XIX e XX secolo. Questo sito offre interessanti esempi di architettura utopica tipica degli inizi dell’era industriale europea; tra i complessi urbani-industriali meglio rappresentativi citiamo la città operaia di Grand-Hornu disegnata da Bruno Renard nella prima metà del XIX secolo. Bois-du-Luc conserva numerosi edifici costruiti nel periodo 1838-1909 e una miniera fra le più antiche d’Europa, in quanto risale al tardo XVII secolo.

L’opera architettonica di Le Corbusier

L’opera architettonica di Le Corbusier, un contributo eccezionale al Movimento Moderno, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco nel 2016 come sito transnazionale. Si tratta di 17 edifici collocati in sette Paesi (India, Giappone, Argentina, Francia, Belgio, Svizzera e Germania).

Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa

Chiudiamo con questo sito transnazionale, Patrimonio Unesco dal 2007, 2011 e 2017. E’ composto da 77 parti in 12 paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Italia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ucraina. Si tratta di uno straordinario esempio di faggete non disturbate dall’antropizzazione che si sono sviluppate dopo la fine dell’ultima era glaciale. Queste foreste sono indispensabili per comprendere la storia e l’evoluzione del faggio, che si è diffuso a tutte le altitudini, dalle zone costiere alle montagne, partendo dalle originarie aree glaciali dell’Europa sud orientale.

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