Spalato, complesso storico con il Palazzo di Diocleziano

Il complesso storico di Split (Spalato) è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1979. L’ampio complesso del Palazzo di Diocleziano, voluto dall’Imperatore omonimo che vi si stabilì dopo l’abdicazione, si è trasformato nei secoli nel nucleo centrale di una città ricca e fiorente, come testimoniano le numerose chiese ed edifici considerati i migliori esempi dell’architettura della costa dalmata.

Peristilio del Palazzo di Diocleziano

La grande struttura architettonica realizzata tra il III e il IV secolo per ospitare il già anziano Imperatore Diocleziano sembrava destinata a un’inevitabile rovina dopo la caduta dell’Impero Romano. L’occupazione da parte degli abitanti della regione, che cercardono rifugio tra le sue possenti mura, ne alterò la fisionomia, ma ne assicurò la sopravvivenza, trasformando l’antico insediamento romano in una città ancora oggi piena di vita.
Situata sulla costa adriatica della Croazia, la penisola di Spalato, abitata già nel Neolitico, fu popolata da Illiri e Greci. In questo luogo, vicino a Salona (l’attuale Spalato), sua città natale, Diocleziano fece erigere un palazzo dove avrebbe vissuto dopo l’abdicazione, come previsto dalla tetrarchia. I lavori di costruzione ebbero inizio intorno al 293 d.C. e terminarono nel 305. Da quel momento il palazzo fu la residenza di Diocleziano, che vi abitò fino al 313, anno della sua morte.

Palazzo di Diocleziano

I nomi dei due architetti di Spalato incisi sulla base dell’edificio, Filotas e Zoticos, suggeriscono l’origine orientale della costruzione. Gli scalpellini, invece, furono molto probabilmente reclutati nella stessa regione, a giudicare dalle iniziali in greci e in latino incise sui blocchi di pietra.
L’insieme delle costruzioni di Spalato si contraddistingue per un notevole sincretismo artistico, grazie alla presenza di elementi architettonici propri delle varie regioni che facevano parte dell’Impero Romano. Il valoroso soldato Diocleziano volle che il palazzo venisse costruito in base al rigido schema di un accampamento militare romano. Il complesso, a pianta rettangolare, occupava una superficie di 30 mila mq circondata su tre lati da una muraglia di 18 metri d’altezza e 2 di spessore, rinforzata con torri ottagonali e quadrate, mentre il lato sud si affacciava direttamente sul Mar Adriatico.
Quattro porte consentivano l’accesso: la principale era la Porta Aurea, a nord; a est si trovava la Porta Argentea, a ovest la Porta Ferrea e a sud la Porta Aenea (porta di bronzo). Ognuna di esse corrispondeva a una delle estremità delle due strade perpendicolari, il cardo e il decumano, che dividevano la superficie interna in quattro settori. A nord del decumano c’erano gli edifici destinati all’amministrazione e alla vigilanza; a sud l’ampio complesso formato dal palazzo, dal mausoleo dell’imperatore, dal tempio di Giove e dalle terme.
Tutta la facciata sud del Palazzo di Diocleziano, formato da una cinquantina di stanze dal soffitto a botte, era una grande balconata coperta che dava sul mare, con logge al centro e frontoni di tipo siriano alle estremità, e con un arco a sesto acuto che interrompeva l’architrave. Lo stesso tipo di frontone sovrastava la porta principale, che si apriva alla fine del cardo su un corridoio che conduceva al molo.

Quando nel 614 d.C. gli Avari e gli Slavi attaccarono la città di Salona distruggendola, i suoi abitanti cercarono rifugio tra le mura del palazzo abbandonato, dando origine al primo nucleo della città che i Veneziano chiameranno Spalato. La regione, che all’epoca apparteneva all’Impero Bizantino, nel X-XI secolo entrò a far parte del regno di Croazia.
Dal XII al XV secolo, Spalato fu un libero comune integrato nell’Impero Austro-Ungarico, del quale entrò nuovamente a far parte dopo un lungo periodo di controllo da parte della Repubblica di Venezia, che si protrasse fino alla caduta di questa nel XVIII secolo, e dopo un breve periodo di interregno di dominazione francese (1806-1813).
Dopo il dissolvimento dell’Impero Austriaco nel 1918, Spalato divenne prima parte del regno, e in seguito della repubblica, di Iugoslavia, fino alla recente istituzione della Croazia indipendente.

La fisionomia del complesso edilizio si è modificato considerevolmente nel corso dei secoli. Buona parte degli edifici è stata destinata a sempre nuove funzioni, mentre nuovi culti si sono sostituiti a quelli antichi. Il Mausoleo di Diocleziano divenne una cattedrale e il tempio di Giove un battistero.
Furono aperte strade e costruite chiese che oggi rappresentano un interessante campionario dello sviluppo dell’architettura religiosa nella regione, dallo stile paleocroato (IX, X, XI secoli) al gotico fiorito (XV sec.), passando per il pregevole romanico (XII e XIII sec.), per giungere al Rinascimento e al Barocco. Si è così formato un singolare e multiforme complesso monumentale che oggi fa di Spalato uno dei migliori esempi dell’evoluzione dell’arte e della storia di quella mescolanza di civiltà che fu la costa dalmata.


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