Butrinto, area archeologica

Butrinto è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1992. Questa importante area archeologica si trova in Albania e conserva preziose vestigia delle diverse civiltà che ebbero contatti con la zona. Le rovine sono situate su una piccola collina di fronte al Mar Ionio e riassumono diversi secoli di storia: dalla fondazione corinzia alla colonizzazione romana, dal dominio bizantino all’occupazione veneziana e, infine, alla dominazione ottomana.

Posta a poca distanza dal versante nord-est di Corfù, Butrinto fu popolata fin dai tempi remoti e la sua nascita come insediamento stabile risale al periodo tra il VI e il VII sec. a.C. Fu il risultato di un flusso migratorio proveniente da Corcira (l’attuale Corfù) che, a sua volta, era una colonia fondata da Corinto. La cittadella, battezzata Buthros, fu presto circondata da mura e fortificazioni. L’insediamento crebbe rapidamente e fu poi annesso al regno dell’Epiro, perdendo così la propria indipendenza.
Sotto la dominazione romana divenne Buthrotum (II sec. a.C.) e acquistò una certa importanza per la sua posizione strategica lungo il tragitto tra Durazzo e Ambracia. Inoltre, nell’era cristiana diventò sede di vescovado. Tutto questo portò ad un ulteriore sviluppo, che durò fino al VII sec. quando Butrinto subì incursioni bulgare e slave e, progressivamente, si ridusse a fortezza.
Dopo il saccheggio e la conquista di Costantinopoli durante le Crociate, nel 1204, il territorio dell’attuale Albania venne così suddiviso: in Epiro si insediò un dittatore, le zone nord e est furono ripartite tra Serbi e Bulgari e la costa fu dominata da Venezia. Nel 1266 entrò in scena Carlo d’Angiò che, sei anni più tardi, si autoproclamò Re d’Albania; fu destituito in seguito dai Bizantini. Per tutto il XIV sec., a causa dell’instabilità politica (da una parte i Serbi, dall’altra gli eredi di d’Angiò, e Butrinto in mano ai Veneziani), moltissimi albanesi migrarono verso la Grecia, la Tessaglia e l’Epiro. I Turchi approfittarono di questa situazione e occuparono l’Albania dal 1420 al 1912.

La grande rilevanza di Butrinto risiede nel fatto che conserva le rovine di tutte le civiltà che la occuparono. I principali monumenti sono l’acropoli, il teatro e le terme con il battistero paleocristiano.
La città è circondata da una cinta muraria, che corre parallela a un canale, interrotta solo in alcuni punti e dominata da una torre romana e da un torrione veneziano.
A ridosso del teatro, vi sono le rovine di un tempio consacrato a Esculapio.
Le terme romane risalgono al IV sec. a.C.: qualche secolo più tardi, al loro interno, venne eretto un battistero, con splendide pavimentazioni a mosaico; è considerato il monumento paleocristiano più importante di tutta l’Albania.
La basilica di origine romana fu trasformata in chiesa cristiana e ricostruita nel IX sec.: presenta tre navate con un transetto e un’abside poligonale all’esterno. Sono intatti i mosaici pavimentali della navata principale e di parte dell’abside.

Basilica

Tra le altre rovine citiamo i grandi blocchi delle antiche fondamenta illiriche, un’enorme porta d’ingresso alla città e un pozzo dal quale le spose attingevano acqua purificatrice prima delle nozze, e dove è ancora visibile una scritta graca che ricorda la sua funzione.
Il castello veneziano venne ricostruito da una spedizione archeologica italiana tra le due guerre mondiali: parte degli oggetti rinvenuti venne portata in Italia, mentre le statue del I e II sec. possono essere ammirate nelle dipendenze del castello. Il tesoro più importante è la Dea di Butrinto, la testa di una giovane donna: quella esposta nel museo di Butrinto è la copia dell’originale che si trova nel Museo Archeologico di Tirana.

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