Urbino, centro storico

Il centro storico di Urbino è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1998. Tra il 1444 e il 1631, Urbino fu uno dei più importanti centri culturali del Vecchio Continente: con il Palazzo Ducale e le sue ripide viuzze può essere considerata come il migliore esempio di città rinascimentale italiana, l’archetipo di tutte le concezioni urbanistiche dell’epoca.

Palazzo Ducale e Borgo

La piccola e antica città di Urbino è situata nell’entroterra di Pesaro, sulle morbide colline marchigiane che si affacciano sul Mar Adriatico. Fu municipio romano (Urbinum metaurense) a partire dal III secolo a.C.: a questi anni risalgono parte delle mura difensive e la disposizione irregolare delle vie. L’insediamento fortificato romano si trovava sulla collina dove ora si eleva il Palazzo Ducale.
Nel 558 venne conquistata da Belisario, divenne comune ghibellino nel Medioevo e in seguito ceduta dagli Svevi ai conti di Montefeltro. Urbino fu elevata a ducato nel 1443.

Vista frontale del Palazzo Ducale

La città, il cui centro storico rinascimentale si è conservato pressoché intatto fino ai giorni nostri, visse un grande sviluppo culturale nel XV secolo sotto ai duchi Federico di Montefeltro (1444-1482) e suo figlio Guidobaldo: grazie al loro mecenatismo Urbino si trasformò da borgo medievale a splendida corte principesca, meta privilegiata di artisti e studiosi italiani e stranieri, tra i quali citiamo Piero della Francesca, Paolo Uccello, Leon Battista Alberti, Pietro Bembo, Marsilio Ficino e Baldassarre Castiglione. Nel clima vitale e stimolante della corte ducale, che influenzò il resto d’Europa, compirono la loro prima formazione anche Bramante e Raffaello, nato a Urbino il 28 marzo 1483.
Federico di Montefeltro, abile condottiero, cultore e protettore delle arti, scaltro uomo politico, raffinato collezionista, umanista appassionato di geometria e matematica, nonché grande amico di Lorenzo de Medici, non badò a spese per abbellire la sua residenza, per compensare adeguatamente gli artisti attivi presso la corte e per acquistare manoscritti ebraici, latini e greci al fine di dar vita a quella che divenne una delle più prestigiose biblioteche italiane.
Al figlio di Federico, Guidobaldo I da Montefeltro si deve la fondazione dell’università di Urbino, nel 1506.
La paralisi economica e culturale che colpì la città a partire dal XVI secolo, quando la corte dei Della Rovere, signori di Urbino dal 1508, si spostò a Pesaro, le ha anche permesso di giungere intatta fino ai giorni nostri e di appresentare il culmine dell’arte e dell’architettura del Rinascimento.

Il centro storico di Urbino ha un’estensione di poco più di un chilometro quadrato, è circondato da mura bastionate ed è interamente costruito in mattoni cotti. E’ caratterizzato da due assi viari principali e quasi perpendicolari tra loro che sfociano nella Piazza principale e da una fitta trama urbanistica nella quale si snodano stradine e piazze, saliscendi improvvisi e vicoli, scalette lastricate e sottopassi, palazzi rinascimentali e chiese che vanno a comporre, anche grazie al paesaggio circostante, una meravigliosa scenografia.

Palazzo Ducale in notturna

Il Palazzo Ducale rappresenta uno dei capolavori più alti dell’arte rinascimentale e si fonde con Urbino per dare vita ad una “Città in forma di Palazzo”, come la amava definire Baldassarre Castiglione. Comiciati in sordina verso il 1455 da Pasquino da Montepulciano in collaborazione con Michele di Giovanni da Fiesole, i lavori al Palazzo Ducale vennero continuati dall’architetto Luciano Laurana, chiamato ad ampliare il nucleo primitivo, rendendolo il fulcro dell’assetto urbano. A partire dal 1466, egli trasformò la costruzione accentrandola intorno ad un elegante cortile e definendone la struttura fondamentale: la rinforzò con muraglioni nella parte più scoscesa della collina, realizzò ariosi saloni interni in un ricercato gioco di luci e di ombre ed espresse il meglio di sé nell’alta facciata occidentale, aperta da tre legge sovrapposte e stretta fra due slanciate torrette cuspidate. Il palazzo venne completato da Francesco di Giorgio Martini e da Bartolomeo Genga.
Il Palazzo Ducale comprende oltre 200 sale dotate di magnifiche porte intarsiate e fastosi camini. Nonostante abbia subito diverse spoliazioni nel corso degli anni in cui fu sede del legato pontificio, conserva gran parte degli elementi che caraterizzavano la vita di corte nel basso Medioevo e nel Rinascimento. Già le sole decorazioni (affreschi, bassorielivi, fregi…) basterebbero a fare del palazzo un ricco museo.
Esso ospitava una magnifica collezione di opere d’arte, attualmente esposta in parte nelle sale del Palazzo e in parte nella Galleria degli Uffizi di Firenze, e una biblioteca con quasi un migliaio di preziosi codici miniati, poi comprati dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Oggi è sede della Galleria Nazionale delle Marche, con numerosi dipinti dal Trecento al Seicento.
Nell’elegante cortile a quadriportico, al quale si affaccia la Biblioteca del Duca, un monumentale scalone conduce alla logge superiori e agli appartamenti. Citiamo la Sala della Jole, con la nota lunetta di Luca della Robbia e diversi bassorilievi; l’alcova di Federico di Montefeltro, con arredamenti e decorazioni pittoriche del XV sec.; l’appartamento dei Melaranci, con opere della scuola riminese del XIV sec.; l’appartamento degli ospiti e l’appartamento del duca Federico, con opere di Piero della Francesca. Da non perdere inoltre lo Studiolo del Duca, la Cappella del Perdono, il Tempietto delle Muse, la Sala degli Angeli e la stanza da letto del Duca. Il salone del trono, l’ambiente più grande di tutto il palazzo, conserva un ciclo di arazzi realizzati su disegni di Raffaello. Nell’appartamento della Duchessa sono esposti il Ritratto della Muta di Raffaello e L’ultima cena di Tiziano.

Altri edifici degni di nota sono il Duomo, l’oratorio di San Giovanni Battista, la chiesa di San Francesco, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Bernardino degli Zoccolanti (che ospita le spoglie mortali dei dichi Federico e Guidobaldo) e la casa natale di Raffaello. Quest’ultima è un modesto edificio del XV secolo, oggi sede di un’accademia e di un museo; nella stanza dove Raffaello nacque si può ammirare una Madonna con bambino dipinta dall’artista in età giovanile.

L’intensità delle esperienze e la qualità delle opportunità che la corte urbinate offrì agli artisti nei secoli Quattro e Cinquecento alimentò il mito di Urbino quale città ideale ed esempio supremo delle corti italiane. Non a caso “La Città ideale”, un dipinto molto famoso in tutto il mondo, si trova ad Urbino, nella Galleria Nazionale delle Marche, ed è considerato il simbolo del Rinascimento.

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