Siviglia

La Cattedrale, la Giralda, l’Alcazar e l’Archivio delle Indie di Siviglia sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1987. Città storica dell’Andalusia, Siviglia può vantare quattro monumenti eccezionali: la Cattedrale, una delle più grandi e imponenti chiese della cristianità, insuperabile per l’effetto spaziale dei suoi interni e per la ricchezza dei tesori conservati; la bellissima Giralda, ovvero la Torre della Cattedrale; l’Alcazar che testimonia il passaggio dei dominator arabi, che ne posero le fondamenta, e dei re cattolici che ne presero poi possesso; l’Archivio delle Indie che ospita la più completa collezione di documenti sulla conquista e sulla colonizzazione spagnola delle Americhe.

Nel corso dei secoli, la città cambiò nome e dominazione: il porto dell’Hispania romana si chiamava Hispalis; quale capitale di Al-Andalus il suo toponimo era Isbiliyya. La porta verso le Americhe diventò infine Siviglia. Ogni epoca storica ha lasciato delle importanti tracce in questa splendida città spagnola, dove la mescolanza degli stili è il risultato del succedersi di culture diverse.
Nell’antichità il fiume Guadalquivir aveva un letto profondo e stabile che consentiva la navigazione fino a Cordoba. I Fenici lo utilizzavano quale via commerciale e sulle sue rive sorse la civiltà di Tartesso, la cui misteriosa capitale potrebbe essere stata la primitiva Siviglia. Gli storici confermano solamente che la città esisteva già nel momento in cui Giulio Cesare la fortificò trasformandola nella Colonia Iulia Romula Hispalis.
Nell’XI secolo Siviglia era il principale centro abitato di Al-Andalus e conservò la supremazia anche sotto gli imperi Almoravide e Almohade, fino alla conquista da parte di Ferdinando III di Castiglia (1248). Lentamente, la città cambiò aspetto, passando dalla monumentalità araba agli splendori tipici del gotico e del plateresco, fino a quando la scoperta dell’America relegò in secondo piano le rotte del Mar Mediterraneo favorendo quelle atlantiche, facendo di Siviglia il porto ideale per gli scambi commerciali con le nuove colonie. La città andalusa tornò così a prosperare grazie all’oro portato dai galeoni, donando in cambio uomini, tecniche, idee, mode e persino la lingua.

Ciò che rimane ancora oggi della Siviglia araba appartiene all’epoca del dominio della dinastia nordafricana degli Almohadi. Questi ultimi fecero di Siviglia la capitale di un impero che si estendeva ai due lati dello stretto di Gibilterra e a loro si deve la costruzione della moschea maggiore, dominata da uno straordinario minareto decorato con figure geometriche di mattoni (1171-1198). Mezzo secolo dopo, in seguito alla conquista di Ferdinando III il Santo, la moschea venne trasformata in Cattedrale, senza grandi cambiamenti. Nel 1401, però, il Capitolo di Siviglia decise la costruzione di un nuovo tempio. Dell’edificio almohade vennero salvati il Patio de Los Naranjos e lo splendido minareto, che fu trasformato in campanile. Finita nel 1506, la Cattedrale presenta una mescolanza di tardo-gotico e plateresco e una pianta a 5 navate, 9 porte e diverse cappelle nelle quali furono accolte le spoglie mortali di molti personaggi illustri, tra i quali citiamo il genovese Cristoforo Colombo.

Nel XVI secolo, il Capitolo di Siviglia diede l’incarico a Herman Ruiz di realizzare una serie di opere per integrare in maniera armonica il minareto nel complesso della Cattedrale. Vennero, così, aggiunti 5 corpi, decorati con balaustre e ceramiche smaltate, sulla cui sommità venne posta una statua alta 4 metri (con la funzione di girandola) che rappresentava la “fede vittoriosa”. Nota come el Giraldillo (dall’italiano “girandola”), questa immagine diede il nome alla torre, conosciuta da allora come la Giralda.

L’Alcazar, conosciuto anche come Reales Alcazares, venne edificato sulle rovine di un castello romano dai primi conquistatori arabi (712) per controllare l’accesso al fiume. Gli emiri almohadi lo trasformarono in una meravigliosa fortezza, protetta da un muro merlato ancora visibile oggi. Pietro I il Crudele costruì il suo palazzo reale all’interno della fortezza, adattandola alle necessità di una corte cristiana, ma preservando i principi estetici prorpi dello stile mudejar (1364-66). Ciò che ammiriamo oggi presenta praticamente le forme originarie.

Chiudiamo con l’Archivio delle Indie. Nel 1503 i Re Cattolici decisero di fondare a Siviglia la Casa de Contractacion, che aveva il compito di regolare il commercio con le Indie e gli approvigionamenti per le nuove colonie. In questo modo la città andalusa assunse il monopolio reale del commercio con l’America. Posta alle dipendenze dei Reales Alcazares, la sua importanza crebbe a tal punto che nel XVI secolo Filippo II decide di erigere un edificio più consono a tale istituzione. Finito nel 1598, però, l’edificio non ospitò mai la Casa de Contractacion: fu Lonja (Borsa merci) e sede di diversi organismo ufficiali. Dal 1784 ospita l’Archivio delle Indie, ovvero la più ampia collezione di documenti relativi alla conquista e alla colonizzazione spagnola delle Americhe.

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