Reggia di Versailles

Il Palazzo e il Parco di Versailles sono Patrimoni dell’Umanità UNESCO dal 1979. Essi hanno fornito, per più di un secolo, all’Europa un modello insuperabile di residenza reale. Il Palazzo venne concepito quale strumento politico per esaltare il potere del Re e ed è diventato il capolavoro assoluto dello stile francese. Il Parco, archetipo del “giardino alla francese” venne progettato quale anello di congiunzione tra il mondo artificiale e quello naturale.

Versailles appartiene sia all’immaginario dell’arte che a quello della storia: ha infatti ricoperto il ruolo di residenza reale e quello di sede del governo durante l’ultimo periodo della monarchia francese.
Riassumiamo i fatti salienti della sua storia. Tutto ebbe inizio nel 1643 quando Luigi XIV aveva soli 5 anni. Il futuro Re Sole ebbe come tutori Anna d’Austria e il cardinale Mazzarino e a loro si deve gran parte della sua fortuna. Dalla madre Anna, il giovane imparò a comprendere e valutare tutte le implicazioni insite nel ruolo di monarca assoluto; dal cardinale apprese i segreti del gioco politico e dell’amministrazione dello Stato.
Nel 1661, con la morte di Mazzarino, Luigi XIV decise di governare da solo, senza nominare un nuovo primo ministro. A 22 anni, aveva le idee molto chiare. Le ribellioni della Fronda gli avevano insegnato a guardarsi dalla nobiltà e da Parigi, da cui era dovuto fuggire precipitosamente. Al fine di consolidare il trono, decise di mantenere la nobiltà feudale sotto controllo e collocare la sua sede fuori Parigi. La scelta cadde su Versailles.

Per alcuni anni, Luigi XIV visse tra Fontainebleau, Chambord, Saint-Germain, e i palazzi parigini del Louvre o Les Tuileries. Versailles, infatti, era solo una landa paludosa, dove c’era solo un padiglione di caccia eretto da Luigi XIII: posto a 21 km da Parigi, era il luogo ideale per nascondere avventure galanti. Quando Luigi XIV lo scoprì cominciò a frequentarlo in compagnia di Louise de la Vallière, la sua prima amante ufficiale. Tra il 1661 e il 1668, venne ampliato il primo padiglione al solo scopo di renderlo più accogliente per questi saltuari e focosi incontri. L’architetto Louis Le Vau aggiunse alla costruzione originale 4 padiglioni agli angoli, alcuni elementi decorativi e 2 ali laterali (cucina e stalle).
In seguito, il Re decise di stabilire la corte stabilmente a Versailles. Per fare ciò, tra il 1668 e il 1678, vennero svolti numerosi lavori di ristrutturazione. Vennero costruiti il castello e una nuova città adibita al suo mantenimento; inoltre venne progettato un grande parco. In quegli anni ci fu un altro grande cambiamento: la marchesa di Montespan divenne la nuova favorita del Re.

I lunghi soggiorni a Versailles erano concepiti come grandi feste, alle quali i nobili non potevano sottrarsi se desideravano conservare i favori reali. Luigi XIV amava il lusso, gli agi e i piaceri, ma era anche ben persuaso che aristocratici obbligati a vivere lontano dai loro palazzi, e viziati da un tenore di vita al di sopra delle loro possibilità, non si sarebbero imbarcati in avventure rivoluzionarie. Quindi, il Re decise di portare a Versailles, oltre alla corte, anche tuttoil governo dello Stato. Nel 1678 iniziarono i lavori per il terzo ampliamento, che prevedeva l’aggiunta degli uffici dell’amministrazione. Il trasferimento completo si ebbe nel 1682, anche se i lavori si protrassero fino al 1715 (morte del Re).
Al terzo ampliamento si deve la costruzione del Grand Trianon, luminoso palazzetto di calcare chiaro e marmo rosa che divenne il rifugio preferito da Luigi XIV. Inoltre, in questa occasione vennero aggiunte due ampie ali al palazzo (la Nuova e quella dei Principi) e venne chiusa la terrazza che dava sui giardini per formare la Galleria degli Specchi, la sala più famosa della Reggia. La Galleria, scandita da pilastri di marmo rosso e da nicchie con statue di divinità mitologiche, presenta una file di finestre con vista sul giardino in corrispondenza a specchi della stessa dimensione, che consentonoo di aumentare la luminosità e creare singolari effetti di luci e riflessi.

Fin dalle prime ristrutturazioni, il giardino era stato concepito quale complemento essenziale del castello e divenne l’archetipo del “giardino alla francese“. La stretta geometria dei parterre che circondano il castello rappresenta il mondo artificiale dominato dall’uomo, mentre il grande viale d’erba delimitato da due fontane d’Apollo (simbolo del Re Sole) e circondato da boschetti, nei quali si aprono spazi con statue e stagni, rappresenta il mondo naturale. Questa zona lasciava poi il posto a un grande bacino d’acqua, circondato da boschi lasciati allo stato naturale.

Il successore Luigi XV predispose delle modifiche solo interne a Versailles, al fine di creare spazi intimi dove potersi rilassare lontano dalla vita pubblica. Tra il 1762 e il 1764 venne costruito il Petit Trianon: spoglio di ogni ornamento, con le sue linee sobrie preannuncia il neoclassicismo.
Sotto Luigi XVI, Versailles venne dotata della prima biblioteca; inoltre, nei pressi del Petit Trianon, sorse un curioso villaggio di abitazioni contadine. Erano questi gli ultimi splendori. Il 6 ottobre 1789, infatti, Versailles venne assalita dalla folla, che obbligò la famiglia reale a tornare a Parigi. Dopo la messa a morte dei reali, si pensò di distruggere la residenza, ma alla fine ci fu solo l’asta degli arredi.

Versailles rimase comunque un potente simbolo. Nel 1871, dopo aver sconfitto l’esercito francese, Bismark scelse la Galleria degli Spacchi per proclamare Guglielmo I imperatore della Germania. I Francesi non scordarono questa umiliazione ed ebbero l’occasione di vendicarla con la firma del Trattato di Versailles, che segnò la fine del primo conflitto mondiale. La resa della Germania si svolse nella meravigliosa cornice della Galleria degli Specchi.

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