Bruxelles, la Grand’ Place e Palazzo Stoclet

La Grand’ Place di Bruxelles è entrata a far parte dell’elenco del Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1998. L’Unesco ha visto in questa famosissima piazza «un esempio eccezionale dell’eclettico e ben riuscito mix di stili architettonici e artistici che caratterizza la cultura e la società di questa regione». Il sito belga «mostra in maniera notevole l’evoluzione e il successo di una città di mercanti del Nord Europa al massimo del suo benessere».

In accordo con la sua spiccata funzione amministrativa e commerciale, è oggi una delle poche grandi piazze europee priva di chiese o di qualsiasi altro edificio dedicato al culto. Luogo di mercati sin dal XII secolo («Nedermerckt» o «Mercato basso»), la Grand’ Place venne progressivamente abbellita con case e mercati coperti, all’epoca edificati prevalentemente in legno.
Il perimetro rettangolare della piazza è il risultato di molti interventi succedutisi nel corso dei secoli: l’assetto definitivo si raggiunse verso la fine del Seicento.
Nel XV secolo vennero eretti l’Hôtel de Ville (1401-1444), in stile gotico, il nuovo Mercato del Pane (1405 – demolito nel 1512 per lasciare spazio alla Maison du Roi) e la torre (1449). Nel medesimo secolo, nelle case che affacciano sulla piazza, si insediarono le corporazioni dei mestieri; inoltre, molti palazzi vennero riedificati con facciate barocche e rinascimentali.

Bombardata dalle truppe di Luigi XIV il 14 agosto 1695, come rappresaglia per la distruzione delle città costiere francesi compiuta dalle flotte inglese e olandese, la Grand’ Place subì dei danni ingentissimi. Solo l’Hôtel de Ville, la Maison du Roi e poche altre costruzioni restarono in piedi. Grazie ad un’ordinanza municipale del 24 aprile 1697, la piazza poté essere restaurata e conservata fino ad oggi con il medesimo aspetto che aveva prima della terribile rappresaglia francese. L’ordinanza stabilì, infatti, che la ricostruzione delle facciate fosse subordinata all’approvazione delle autorità municipali al fine di conservare intatta l’antica armonia architettonica. In soli 4 anni, la Grand’ Place recuperò l’aspetto originario.

L’Hôtel de Ville occupa gran parte del lato sud della Grand’ Place ed è costituito da un gruppo di edifici organizzati intorno a un cortile interno rettangolare. Esso conserva intatte e ben visibili le sue componenti gotiche sotto le esuberanti aggiunte del XVIII secolo; venne restaurato negli anni successivi al terremoto e nel XIX secolo. La parte che si affaccia sulla Grand’ Place risale al XV secolo ed è composta da due edifici a forma di “L”. Disposta su tre piani, termina con un tetto slanciato dove si aprono 4 fila di abbaini. L’ingresso principale, ai piedi della torre (beffroi), è fiancheggiato da arcate. Il beffroi, ripartito in 5 livelli, finisce con un’elegante lanterna ottagonale sormontata da una guglia piramidale. Tutta la facciata è decorata con statue del XIX secolo.

La Maison du Roi, oggi sede del Museo Comunale, fu eretto tra il 1515 e il 1536 per volere di Carlo V. La costruzione di tre piani in forme tardogotiche con un tetto in stle rinascimentale, venne restaurato nel 1767 e poi nel 1875. Ora l’edificio di stile neogotico si presenta in mattoni, con la facciata ad arcate, il tetto pendente e un agile beffroi.

Altri importanti edifici sono:
– il palazzo dei Duchi di Brabante con la monumentale facciata in stile barocco classico (1698), dietro la quale si nascondono 7 edifici indipendenti originariamente destinati a Corporazioni di arti e mestieri;
– la Maison du Roi d’Espagne, detta anche la Maison des Boulangers, venne costruita nel 1696-97 sul luogo occupato da vecchie case fatte abbattere dalla Corporazione dei fornai;
– la Maison du Cornet, antica casa della Corporazione dei battellieri;
– la Maison des Tailleurs, o Chaloupe d’Or, sede della Corporazione dei sarti;
– la Maison au Cygne, così chiamata per il rilievo che adorna la fronte; originariamente era un albergo, ma venne acquistata dalla Corporazione del macellai;
– la Maison des Brasseurs, antica proprietà della Corporazione dei birrai.

Palazzo Stoclet

Palazzo Stoclet venne riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2009. Nel 1905 il banchiere e collezionista d’arte Adolphe Stoclet commissionò questa casa a Josef Hoffmann, uno dei maggiori architetti del movimento della Secessione di Vienna, e non impose restrizioni né estetiche né finanziarie. La casa e il giardino vennero terminati nel 1911 e la loro austera geometria segnò un punto di svolta nell’Art Nouveau, prefigurando l’Art Deco e il Movimento Moderno.
Palazzo Stoclet è uno degli edifici più completi e omogenei della Secessione di Vienna; inoltre ospita opere di Koloman Moser e Gustav Klimt, incarnando l’aspirazione di creare un “opera d’arte totale”. Portando la testimonianza di un rinnovamento artistico nell’architettura europea, la casa mantiene un alto livello di integrità, sia esternamente che internamente dove conserva la maggior parte degli infissi e arredi originali.

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