Monumenti Paleocristiani di Ravenna

I Monumenti Palocristiani di Ravenna risalgono al V e VI secolo e sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996. Essi rappresentano l’esempio perfetto della fioritura artistica sviluppatasi a Costantinopoli a partire dal IV secolo d.C. La transizione dall’arte classica a quella bizantina si palesa sia nell’architettura che nei mosaici, che a Ravenna vissero una breve ma energica stagione e che passarono dal naturalismo alla schematizzazione propria dell’arte bizantina.

Ravenna fu tre volte capitale: dell’Impero Romano, del Regno dei Goti e dell’Esarcato Bizantino. Rappresenta quindi il punto di contatto tra la civiltà classica e quella di Costantinopoli. I mausolei di Galla Placidia (V secolo) e di Teodorico, i battisteri Neoniano (V secolo) e degli Ariani (VI secolo), la Chiesa di San Vitale (VI secolo), la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo (VI secolo) e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe (consacrata nel 549) sono caratterizzati dai meravigliosi mosaici e rappresentano una delle espressioni più eccelse dell’arte bizantina. Si tratta del più ricco patrimonio di mosaici del mondo (V e VI secolo).
La grandezza di Ravenna ebbe inizio nel 402 d.C., quando l’imperatore d’Occidente Onorio, per far fronte all’avanzata dei visigoti, vi trasferì la sua residenza da Milano, consolidandone le difese e curandone il decoro urbano insieme alla sorella Galla Placidia. La città aveva il grosso vantaggio di essere vicino al mare: in caso di pericolo, l’imperatore avrebbe potuto salpare rapidamente dal porto di Classe al fine di raggiungere l’imperatore d’Oriente, ovvero suo fratello Arcadio.
Questa prima fase della grandiosa storia di Ravenna si chiuse nel 493, quando fu conquistata da Teodorico che ne fece la capitale dei Goti. Nel 540, con l’occupazione del generale Belisario (al servizio dell’imperatore Giustiniano), Ravenna divenne capitale dell’Esarcato Bizantino e restò tale fino al 751, quando venne conquistata da Astolfo, re dei Longobardi.

Chiesa di San Vitale

La Chiesa di San Vitale venne consacrata nel 547 dal vescovo Massimiano. Si tratta del più importante monumento di Ravenna, l’edificio in cui risulta più evidente l’influsso dell’arte bizantina. Costruita su pianta ottagonale (l’otto era simbolo di Resurrezione in quanto era sette, ossia il tempo, più uno, ovvero Dio), con nartece absidato e abside centrale affiancata da due absidiole, presenta una distribuzione centrata su una cupola emisferica dal diametro di 16 metri.
A dispetto di un sobrio esterno, gli interni sono spettacolari: questo a voler sottolineare la preponderanza dell’interiorità sull’esteriorità. L’abside e il presbiterio sono ornati da mosaici di gusto bizantino che risaltano dal contrasto con i marmi rinascimentali e gli affreschi del XVIII secolo che abbelliscono la lanterna della cupola e il resto delle navate. Di particolare valore i due grandi riquadri con gli imperatori Teodora e Giustiniano, rappresentati mentre portano offerte per la consacrazione della chiesa.
Notevolissimo anche il pavimento, su cui è rappresetato un labirinto, simbolo del peccato e del percorso dell’anima verso la purificazione.

Mausoleo di Galla Placidia

Galla Placidia era la figlia dell’imperatore Teodosio I e sorella di Onorio. Presa in ostaggio dal re visigoto Alarico (410), ne sposò il cognato Ataulfo; rimasta vedova si sposò con il patrizio Costanzo e fu reggente per il figlio Valentiniano III. Il Mausoleo realizzato a croce latina e con paramento murario in laterizio, è ricoperto da due volte a botte con una piccola torre quadrangolare. Gli interni sono decorati con ricchi marmi e mosaici di soggetto cristiano (sono i mosaici più vecchi di tutta Ravenna) sui quali si riflette la luce che filtra dai pannelli di alabastro.
Il Mausoleo di Galla Placidia è dominato da un mosaico rappresentante una croce latina color oro, circondata da una miriade di stelle dorate, che emerge da un fondo azzurro scuro sul quale si stagliano i simboli degli Evangelisti. Sulla porta è raffigurato Dio, rappresentato come il Buon Pastore, inserito con il suo gregge in paesaggio idilliaco.

Mausoleo di Teodorico

Si tratta dell’unico esemplare di tomba di re barbarico arrivato fino a noi. Rimasto sommerso per secoli dalle acque del fiume Badareno e riportato alla luce solo nel XIX sec., venne costruito con pietre giunte dall’Istria, congiunte esclusivamente per mezzo di punti metallici. Di aspetto molto massiccio, è una costruzione decagonale all’esterno, a croce greca all’interno.

Battistero Neoniano

Detto anche degli Ortodossi, il Battistero Neoniano risale al V secolo ed è a pianta ottagonale. Iniziato dal vescovo Orso, deve la sua decorazione al vescovo Neone. La cupola è decorata da stucchi e meravigliosi mosaici che trovano il loro culmine nel medaglione centrale in cui è figurato il battesimo di Gesù.

Battistero degli Ariani

Il Battistero degli Ariani è molto simile per quanto concerne la struttura e le decorazioni al Battistero Neoniano. Venne costruito durante il dominio di Teodorico e divenne successivamente un oratorio dedicato alla Beata Vergine. A pianta ottagonale, ha quattro absidi e una cupola abbellita da mosaici.

Basilica di Sant’Apollinare Nuovo

Fatta costruire da Re Teodorico all’inizio del VI secolo, con le sue origini di chiesa palatina, ha una pianta a tre navate sostenute da 24 colonne. Sotto il tetto della navata centrale, c’è un soffitto a cassettoni risalente al XVII sec., mentre i soffitti delle navate laterali sono a volta. Tra i capitelli e gli archi, ci sono abaci trapezoidali che diversificano questo monumento dalle chiese bizantine.
I mosaici della fascia superiore sono classicheggianti e di età teodoriciana: narrano la vita di Gesù Cristo. I mosaici della fascia inferiore rappresentano vergini e martiri in processione verso Cristo e risalgono alla seconda metà del VI sec.: testimoniano il passaggio della chiesa al culto cattolico. Su una parete è rappresentato il porto di Classe, uno dei più importanti approdi di tutto il Mar Mediterraneo ai tempi dell’Impero Romano.

Basilica di Sant’Apollinare in Classe

Cominciata dal vescovo Ursicino e consacrata nel 549, dimostra che Ravenna rimase una città di cultura latina nonostante la lunga egemonia di Costantinopoli. Costruita in mattoni, la Basilica è preceduta da un portico ed è completata da un campanile cilindrico del IX secolo. Sull’arcata della galleria che separa le navate laterali da quella centrale si trovano i medaglioni con i ritratti dei vescovi di Ravenna.
All’interno spicca il colonnato di marmo poggiante su piedistalli rettangolari e coronato da splendidi capitelli. L’abside è decorata da mosaici risalenti al VI-VII secolo che ritraggono Cristo circondato dai quattro evangelisti, mentre le pecore simboleggiano gli apostoli. Il volto di Gesù è inserito al centro della Croce, all’interno di un tondo decorato con 99 stelle. Tutta la figurazione si compie tra il cielo e il verde prato ricco di alberi, fiori, rocce ed uccelli variopinti.

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