Miniere di Sale di Wieliczka

Le Miniere di Sale di Wieliczka sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1978. Esse rappresentano una testimonianza senza pari di ciò che è stata l’evoluzione delle tecniche di estrazione mineraria nel corso dei secoli. Arricchite di saloni e cappelle, statue e intagli di sale, le Miniere di Wieliczka sono a tutti gli effetti un monumento unico al mondo dedicato al lavoro durissimo dei minatori.

Le miniere di salgemma di Wieliczka si trovano a circa 14 km da Cracovia e vennero sfruttate fin dal XIII secolo. Così come le vicine miniere di Bochnia, facevano parte di un’impresa reale chiamata “Saline di Cracovia“: si trattava dei giacimenti più ricchi di tutto l’Impero Austro-Ungarico e, ancora adesso, sono fra i più importanti al mondo.
Nella medesima regione, durante il Neolitico, si sfruttava il sale in superficie: l’estrazione dal sottosuolo iniziò solo nel 1044, anno in cui i monaci benedettini ricevettero dal re Casimiro I l’autorizzazione a sfruttare il giacimento. Nel corso del XIII secolo Casimiro III il Grande emanò l’ordine che venissero sfruttate regolarmente e pose termine al sistema di affitto in vigore fino a quel momento. In seguito, al fine di perfezionare le tecniche di estrazione, Augusto II chiamò al lavoro minatori provenienti dalla Sassonia. A partire dal XV secolo le miniere furono aperte al pubblico.

Nel XVI secolo dalle miniere di Wieliczka si ricavavano 3 milioni di kg di salgemma all’anno; nel secolo successivo la quantità crebbe fino a 26 milioni. Nel 1632 si toccò il livello massimo di 32 milioni di kg e, poi, la produzione annua iniziò a diminuire.
Le miniere di sale furono più volte lo scenario di tragedie. Nel 1510, nel 1644 e ancora nel 1815 le gallerie furono preda di incendi di vasta portata, tanto che ci furono numerose vittime. Nel 1868 e nel 1879 gli scavi causarono intense inondazioni con il pericolo di una distruzione assoluta delle miniere, ma i tecnici riuscirono a porre fine alle infiltrazioni d’acqua.

Oggi le Miniere di Sale di Wieliczka si estendono per 5 km da est a ovest e per 1 km da nord a sud. Il primo livello tocca una profondità di 63 metri, mentre il secondo ha una profondità massima di 327 metri. Si calcola che contengano 21 milioni di tonnellate di sale. Le gallerie corrono su 9 livelli: quelle dei livelli più profondi, che si dispiegano per 300 km, sono le più giovani. Il salgemma più puro (Szybiker Salz, sale del pozzo) si trova proprio qui, nelle gallerie inferiori; il Grunsalz, invece, si trova tra il primo e il terzo livello, ovvero quelli più antichi.
Undici pozzi a cielo aperto conducevano alle miniere. Nel 1744 in uno di questi pozzi fu costruita una scala a chiocciola, mentre un altro venne dotato di una funicolare aperta ai visitatori.

Un dedalo di corridoi conduce stretti passaggi, ponti, labirinti, stagni navigabili e a moltissime stanze arricchite da scene bibliche, lampadari, candelabri. Ad esempio, dieci fra gli antichi magazzini sotterranei che raggiungono i 30 m di altezza, con il passare del tempo, sono diventati splendide sale e cappelle decorate con sculture rappresentanti animali, santi, re, personaggi di fantasia, sui quali la luce si riflette in maniera unica e mirabolante.
Generazioni di minatori hanno scolpito colonne, statue e ornamenti, con estro e fantasia ma anche con devozione religiosa, fino a creare dei veri e propri capolavori. E’ stata persino ricreata una copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci!
Due sale fra tutte meritano la citazione. La Sala Lentow venne intagliata nel 1750 e venne trasformata in sala da ballo durante l’occupazione russa. La Sala Michalowice si trova a 98 m. di profondità ed è illuminata da un lampadario di sale di eccezionali dimensioni.

E non è tutto. All’interno della Kopalnia Soli (miniera di sale in polacco) ci sono diverse cappelle appartate, nelle quali si pregavano i santi protettori dei minatori. C’è la cappella dedicata a Sant’Antono (18° secolo), c’è quella di Santa Cunegonda (1809) e c’è quella della Beata Kinga.
Ad una profondità di 133 metri si trova un museo che spiega l’evoluzione delle tecniche estrattive, le misure di sicurezza, i sistemi di protezione e di ventilazione, i metodi di trasporto e di consolidamento per mezzo di grandi tronchi di legno.
Le Grotte di Cristallo ospitano fossili vegetali e animali del Terziario, grandi cristalli di salgemma e profili geologici che illustrano la formazione della miniera.


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