Roma, centro storico

Roma, anticamente caput mundi, è considerata a giusto titolo una delle più belle città del mondo. Il suo centro storico, insieme alle proprietà extraterritoriali della Santa Sede  e alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura, è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO (1980 e 1990).

Facciamo un ripassino veloce di storia. Nel III secolo d.C., per far fronte alla più grave crisi mai vissuta dall’Impero Romano, l’Imperatore Aureliano (214-275) fece erigere una cinta di mura intorno a Roma. Per quanto cusioso possa sembrare, la città non aveva mai avuto strutture di difesa fin dai tempi della monarchia, quando vennero disegnate le mura di Servio Tullio, incorporate in seguito nella capitale in rapida crescita. La scelta di Aureliano aveva un significato preciso: Roma, ovvero il cuore pulsante dell’Impero, non era più al sicuro dalle minacce provenienti dall’esterno.
L’UNESCO ha inserito tra i Patrimoni dell’Umanità tutti i monumenti antecedenti alla caduta dell’Impero racchiusi entro il perimetro delle Mura Aureliane, delle quali sopravvivono ampi tratti e diverse porte.

Gli storici hanno stabilito che la fondazione di Roma a opera di Romolo risale al 753 a.C.: a quell’epoca diversi villaggi si fusero insieme e costruirono una cinta di mura difensive. Così nacque l’Urbe.
Il più antico nucleo si sviluppò molto probabilmente sul colle Palatino. Venne poi bonificata la palude che divideva quest’ultimo dal Campidoglio, zona che ospitò il Foro, ovvero il mercato e vero centro della vita pubblica. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti di questo primo insediamento: tre capanne di legno e pietra sul Palatino e una necropoli sotto il Foro. Affinché questo villaggio si tramutasse nella mitica Caput Mundi, si rese indispensabile l’azione della cultura etrusca. Gli etruschi, infatti, dominarono sull’Italia centrale dalla fine del VII secolo a.C. e diedero alla città la sua prima struttura urbana. Si devono a loro, per esempio, le mura di Servio Tullio, la Cloaca Massima e il tempio di Giove sul Campidoglio.
Una volta che si liberò dell’influenza etrusca, Roma fondò la Repubblica che intraprese una serie di campagne militari per accrescere i suoi possedimenti e, allo stesso tempo, costruì moltissime opere pubbliche. Ricordiamo, tra tutte, la via Appia, ovvero la prima grande strada che metteva in comunicazione Roma con i suoi domini.

Roma divenne rapidamente così importante da necessitare, già ai tempi di Giulio Cesare (100-44 a.C.), di un ampliamento del Foro. Il vecchio mercato non era più sufficiente a ospitare la sua vivace vita pubblica, cosicché Cesare diede il via all’estensione dei Fori Imperiali. Collocati tra Quirinale e Campidoglio, i Fori seguitarono ad allargarsi fino ai tempi di Traiano (53-117 d.C.), comprendendo archi di trionfo, templi, statue, altari votivi, tutti simboli del consolidamento dell’Impero. I danni subiti dai Fori in seguito alla caduta di Roma non possono essere paragonati alle continue spoliazioni avvenute nel Medioevo e nel Rinascimento.
Una sorte migliore la ebbe l’Ara Pacis, l’altare che il Senato fece costruire nel 13 a.C. per celebrare le vittorie di Augusto (63 a.C. – 14 d.C.). Collocata sulle rive del fiume Tevere, rimase sepolta per secoli sotto il fango delle alluvioni e venne recuperata parzialmente nel XVI secolo e in parte nel XX secolo. Oggi, l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto rappresentano le più importanti testimonianze dell’arte augustea.

I primi imperatori romani si stabilirono sul Colle Palatino, dove venne costruito un complesso di palazzi che, nel corso degli anni, venne notevolmente ingrandito. Dopo l’incendio del 64 d.C., Nerone fece erigere la Domus Aurea, un maestoso palazzo che occupava parte del Palatino, dell’Esquilino e del Celio.
Dopo la morte di Nerone (37-68 d.C.), gli imperatori tornarono a vivere esclusivamente sul Palatino. Sotto la dinastia dei Flavi (69-96 d.C.) vennero costruite le residenze Domus Flavia e Domus Augustana, nelle quali si concentravano le funzioni di governo e amministrazione. Iniziò con i Flavi e continuò sotto gli Antonini (96-193 d.C.) e i Severi (193-235 d.C.), il periodo di maggiore pace e prosperità economica del mondo romano.
L’anfiteatro Flavio, ovvero il Colosseo, e le Terme di Traiano occuparono l’area della Domus Aurea di Nerone. All’inizio del II secolo, Traiano fece costruire l’ultimo e più esteso dei Fori Imperiali, dominato dalla Colonna Traiana. A quest’epoca risalgono anche il Pantheon, il Tempio di Antonino e il Tempio di Faustina nel Foro Romano.

Le terme, un lusso a cui i Romani non vollero mai rinunciare, furono per tutta la durata dell’Impero una delle opera predilette dagli imperatori. Quelle di Caracalla, costruite all’inizio del III secolo, ne sono l’esempio più importante. Coprivano una superficie di ben 130mila mq e potevano ospitare 1600 persone; la grande piscina circolare aveva una cupola più alta di quella del Pantheon, costruita per catturare la luce del Sole.

L’omicidio di Alessandro Severo (235 d.C.) segnò la fine di un’epoca. Uno dei successori, Aureliano (270-275), come abbiamo visto all’inizio, fu costretto a forticare la città con le Mura Aureliane. Il superamento della crisi politica e il recupero del controllo dell’Impero da parte di Diocleziano sono testimoniati dalla costruzione di nuove terme, ancora più grandi di quelle di Caracalla.
Ma Roma non poteva più tornare a essere quella di prima. Il Cristianesimo, culto giunto a Roma dall’oriente, stava infatti emergendo come forza culturale dominante del tardo Impero. Quando Costantino emise l’editto di tolleranza verso la nuova religione (313), i cristiani uscirono dalle catacombe e costruirono le prime basiliche. Tutto ciò diede il via ad un’altra epoca.

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